La Russia è Europa o Asia? L’ipotesi del continente Eurasia

Dopo il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche filorusse di Donetsk e Lugansk, torna a galla un problema che ha interessato per secoli letterati, filologi, linguisti: la Russia è Europa o Asia? Secondo il linguista Nikolaj Trubeckoj e il filosofo Alexandr Dugin, la Russia non è né l’una né l’altra, ma un continente terzo e indipendente: l’Eurasia.

Nikolaj Trubeckoj
Nikolaj Trubeckoj

Nato nel 1890 in una famiglia di prìncipi, Nikolaj Sergeevič Trubeckoj emigra nel 1919 a Sofia, per poi insegnare filologia slava a Vienna. Inizia la sua carriera concentrandosi su etnografia e letteratura, per poi passare alla linguistica slava e indoeuropea. Insieme a Mathesius, Jakobson e Karcevskij, è stato membro del Circolo Linguistico di Praga, scuola che si è occupata di grammatica e di filosofia del linguaggio, e che molto ha contribuito agli studi di fonologia. La sua opera più importante, scritta in tedesco, è Grundzüge der Phonologie, ossia Fondamenti di fonologia, scienza della quale pose per primo le basi in maniera sistematica. Negli anni ’20, da osservatore esterno di quanto stava accadendo in Unione Sovietica, dà vita, insieme ad altri intellettuali, alla corrente dell’Eurasismo. Muore a Vienna nel 1938.

L’Eurasismo

Vignetta satirica sull’espansionismo russo in Eurasia

Definito dottrina totale in quanto dottrina politica, linguistica, culturale e filosofica, l’Eurasismo nasce con il manifesto Esodo verso oriente, datato 1921. L’idea di questo movimento è che la Russia non sia né Europa né Asia, ma un continente indipendente a livello antropologico e geografico: l’Eurasia. Trubeckoj, pertanto, rifiuta la ventata di cultura europea imposta da Pietro il Grande e durata per oltre 200 anni. La Russia, pertanto, sarebbe un’entità a sé, che troverebbe la sua espressione più pura nel Khanato dell’Orda d’Oro, ossia la fase della dominazione tataro-mongola (XIII-XV secolo). Questo movimento, pertanto, ribadisce l’unicità dell’entità eurasiatica, evidenziando la singolarità (svoeobrazie) e la distintività (samobytnost’) della cultura russa, basata su un’eredità mongola, greco-bizantina e ortodossa. Da rifiutare, invece, la cultura romano-germanica, ossia la cultura occidentale, e la sua nefasta influenza sulla Russia.

L’Europa e l’Umanità
Rappresentazione del continente eurasiatico

All’interno dello scritto Evropa i Čelovečestvo (L’Europa e l’Umanità), Trubeckoj sottolinea come all’origine dello stato russo vi sia l’impero mongolo, una totalità organica sorta per difendere la Russia dal vero giogo, ossia il giogo romano-germanico. Si scaglia inoltre contro la civiltà universale fondata sul progresso e che, in realtà, altro non è se non l’ennesima espressione dello sciovinismo europeo volto a ipnotizzare gli intellettuali non europei. Secondo Trubeckoj, con una buona dose di relativismo culturale, c’è una differenza fondamentale fra Occidente e Russia. In Occidente, infatti, la democrazia è imperniata su una visione egoistica di stampo rinascimentale, che mette in risalto il singolo a discapito della collettività. Al contrario, l’Antica Russia, di religione ortodossa, era imperniata sugli ideali di amore fraterno e di solidarietà fra i membri di un’unica comunità.

Eurasismo e politica

Per Trubeckoj è la democrazia è una forma di anarchia appena velata da volontà individuali. Dunque una tipologia di governo poco affidabile. Egli propone pertanto in alternativa uno stato:

  • ideocratico, ossia diretto da un partito unico formato da esseri moralmente superiori che rappresentino l’Idea;
  • demotico, vale a dire totalmente sostenuto dall’entità sinfonica del popolo.

Il movimento eurasista, formato da intellettuali fuggiti dalla Russia perché temevano repressioni, condanna alcuni aspetti della dittatura del Partito Comunista, ma nel complesso considera positivamente il fenomeno rivoluzionario. Il linguista francese Patrick Sériot (Parigi, 1949) scrive così a proposito degli eurasisti: «La Rivoluzione d’Ottobre del 1917 è una purificazione, un rinnovamento, una resurrezione del vero spirito delle steppe proprio della cultura russa, e il punto di partenza del processo di rafforzamento della potenza eurasiatica». Lo stesso Trubeckoj, nello scritto del 1927 Il Nazionalismo Paneurasiatico, mostra una certa vicinanza del movimento eurasiatico ad alcuni tratti dell’URSS. I territori dell’Unione Sovietica, infatti, corrispondono all’Eurasia, della quale egli sottolinea la fraternità e la comunanza nel destino storico dei vari popoli in essa riuniti.

Eurasismo, Korenizacija e Sovietizzazione
Pod voditel’stvom velikovo Stalina – Vpered k kommunismu, “Sotto la guida del grande Stalin, verso il comunismo!”

Trubeckoj non condivide la politica della korenizacija degli Anni Venti poiché ha intensificato le distinzioni nazionali esistenti e le spinte separatiste che rischiavano di spezzare quell’entità storica, geografica ed economica rappresentata dall’URSS-Eurasia. Molto meglio, invece, la sovietizzazione staliniana degli Anni Trenta, ossia la tendenza a conferire al russo un ruolo di primaria importanza all’interno dell’Unione.

Eurasismo oggi: serve parlarne?
Aleksandr Dugin

Oggi chi si occupa di studi di politica, geopolitica e linguistica nei territori della Russia contemporanea deve fare i conti con Alexandr Dugin. Filosofo e politologo russo, Dugin ha dato vita al movimento “neo-eurasista”, rileggendo proprio gli scritti di Trubeckoj. Ha anche parlato di impero eurasiatico, da contrapporre all’occidente americanizzato. Il suo programma mira anche all’unificazione di tutti i popoli “di lingua russa”, che un tempo erano uniti all’interno dell’Unione Sovietica.

Andrea Achille Dell'Oro

Lecco, classe '98. Provinciale all'anagrafe, cosmopolita e poliglotta per vocazione. Di formazione classica, mi laureo con lode in lingue e letterature straniere (portoghese e russo) con una tesi sul cinema sovietico. Cultore della storia contemporanea e della letteratura greca, ossessionato dalla italo-disco e dall'estetica anni '80, slavista con una predilezione per l'architettura brutalista dell'URSS. Scrivo di attualità, politica, cronaca nera, musica e moda. Sogno di diventare un giornalista televisivo.

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