Artemis II è la missione nello spazio con equipaggio umano che si è spinta più lontano di chiunque altro nella storia. Alle 13:56 (ora locale – Washington, USA) del 6 aprile la capsula Orion ha raggiunto le 248.656 miglia (circa 400.173 chilometri) di distanza dalla Terra, battendo il record dell’Apollo 13 (1970), che era di 248.655 miglia. Cinque ore dopo il modulo ha toccato il punto massimo di avvicinamento alla Luna, circa 6.500 chilometri. Dopo due minuti, invece, la missione ha stabilito un altro record per un equipaggio umano: Orion ha raggiunto la massima distanza prevista dalla Terra, pari a 252.756 miglia (405.000 chilometri). Questo traguardo colloca l’equipaggio a 4.111 miglia (6.600 chilometri) più lontano dalla Terra rispetto alla missione Apollo 13 del 1970.

Con questi numeri, dopo sette ore di sorvolo lunare – in cui ci sono stati anche i 40 minuti previsti di blackout radio – con immagini catturate del lato nascosto della Luna, i quattro astronauti concludono il “Lunar Flyby Day” per iniziare il viaggio di ritorno verso casa.
Mai nessuna come Artemis II
Oltre ai numeri da record citati sopra, la missione Artemis II è anche la prima con esseri umani a bordo a superare l’orbita terrestre bassa (LEO – Low Earth Orbit) dal dicembre 1972 (Apollo 17).
Superando tale orbita nel 2 aprile, la specialista di missione Christina Koch è diventata la prima donna nella storia ad andare nello spazio profondo. La Low Earth Orbit si trova all’incirca a 400 chilometri di quota, dove è collocata anche la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Altro record spetta invece al canadese Jeremy Hansen. Lo specialista di missione Hansen è il primo cittadino non americano a lasciare l’orbita terrestre. Inoltre, a differenza dei suoi colleghi, che sono stati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, per lui Artemis II è il primo volo nello spazio.
Primo uomo afroamericano a lasciare l’orbita terrestre bassa spetta invece al pilota Victor Glover. Prima di lui tutti gli astronauti di colore avevano operato non oltre quell’orbita.
Gli obiettivi della missione
Lo scopo principale di Artemis II è confermare che i sistemi necessari a sostenere gli astronauti nell’esplorazione dello spazio profondo funzionino correttamente. L’obiettivo è dimostrare l’affidabilità dei sistemi chiave che saranno indispensabili per far atterrare esseri umani sulla Luna con le future spedizioni: a partire dal razzo Space Launch System fino alla capsula Orion.
La missione prosegue il lavoro di Artemis I, mettendo alla prova le capacità della navicella e del Modulo di Servizio Europeo (situato sotto la capsula Orion) — questa volta dotato dei sistemi di supporto vitale necessari a mantenere in vita l’equipaggio -. Propulsione, alimentazione, controllo termico, navigazione e le operazioni di prossimità sono tutte cose che l’equipaggio sta verificando, pilotando manualmente in alcuni momenti e supervisionando i sistemi automatizzati in altri.
In totale la missione ha una durata di 10 giorni. Lo splashdown (ammaraggio) è previsto nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste di San Diego, California (USA), intorno alle 20:07 ora locale (Washington, USA) del 10 aprile 2026.
L’equipaggio
Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen: questi sono gli astronauti che compongono l’equipaggio. Selezionato come astronauta dalla NASA nel 2009, Wiseman va a ricoprire il ruolo di comandante della missione Artemis II. Alle spalle ha già 165 giorni nello spazio.
Selezionato come pilota per questa missione, Victor Glover è entrato nella NASA nel 2013. In precedenza è stato pilota della missione SpaceX Crew-1 della Nasa, atterrata il 2 maggio 2021 dopo 168 giorni nello spazio.
Con il record per il volo spaziale singolo più lungo effettuato da una donna, Christina Koch ha alle spalle un totale di 328 giorni nello spazio, e ha partecipato alle prime passeggiate spaziali interamente femminili. Koch è entrata nella NASA come astronauta nel 2013 e in questa spedizione ha il ruolo di specialista di missione.
Infine c’è il canadese Jeremy Hansen, anche lui con il ruolo di specialista di missione in Artemis II. Tra le sue esperienze fatte c’è la spedizione Neemo 19 (Nasa Extreme Environment Mission Operations) avvenuta nel 2014 all’interno del laboratorio sottomarino Aquarius Reef Base, a 19 metri di profondità al largo delle coste di Key Largo, in Florida. Hansen ha vissuto e lavorato sul fondale per 7 giorni in condizioni simili a quelle di una stazione spaziale.