The Ickabog, il nuovo romanzo della Rowling tra poetica e polemica

Pagine gialle macchiate di inchiostro, inevitabile richiamo alla Mappa del Malandrino o al diario magico di Tom Riddle, fanno da sfondo al nuovo romanzo pubblicato da J.K Rowling sul web: The Ickabog.

Niente maghi, babbani o mondi magici da salvare. Niente magia. The Ickabog è una fiaba della buonanotte scritta per essere letta ad alta voce. Ambientata in un mondo immaginario, affronta i problemi della nostra epoca: verità e abuso di potere.

«Ma l’ho scritta più di 10 anni fa! Non consideratela come una risposta a tutto ciò che sta accadendo nel mondo in questo momento», J.K Rowling.

The Ickabog, J.K Rowling

«This is an entirely different story»

The Ickabog rimase in soffitta per 10 anni e gli unici ad aver letto, o meglio ascoltato, quelle pagine furono il pubblico più difficile della Rowling: i suoi figli. Finì lì. Una volta terminato, l’autrice decise di non pubblicarlo perché presa da altri lavori come la stesura di un libro per adulti.  

«I came to think of it as something that was just for my own children», J.K Rowling

Ma con il lockdown, la paura e il virus  la mamma del maghetto più famoso del mondo decise di regalare ai suoi amati piccoli (e grandi) lettori un momento di evasione. Dal 26 maggio fino al 10 luglio tutte le settimane usciranno infatti uno, due o magari tre capitoli!

«E così ho tirato giù dalla soffitta The Ickabog, l’ho riletto per la prima volta dopo 10 anni, ho riscritto qualche cosa e l’ho letto ancora una volta ai miei figli. Loro mi hanno però detto di rimettere alcune di quelle parti che, da piccoli, gli erano tanto piaciute. And here we are!»

«The most exciting part…» (Ma anche la più discussa)

La Rowling non si è limitata al romanzo a puntate: «La parte più emozionante, almeno per me, è che sarete voi a illustrare The Ickabog».
Ogni volta infatti l’autrice darà alcuni suggerimenti su cosa disegnare partendo comunque dal presupposto di far correre selvaggiamente l’immaginazione dei bambini dai 7 ai 12 anni. A giudicare la gara non sarà però la Rowling ma una giuria scelta di editori che valuterà in base a vari criteri quali creatività, composizione o uso del colore tenendo ovviamente conto dell’età del bambino. E così via alla fantasia e caricamento selvaggio su twitter con l’#TheIckabog.
Il libro verrà pubblicato a novembre e tutte le royalties saranno donate per aiutare le persone maggiormente colpite dal coronavirus.

Ma giungiamo alla polemica che inevitabilmente si è diffusa sul social media patria delle polemiche: twitter.

J.K Rowling è stata accusata di sollecitare la realizzazione di opere d’arte non pagate a minori per illustrare il suo nuovo libro. Il contest creato non garantisce infatti nessun tipo di ricompensa. Migliaia di persone hanno appoggiato l’accusa reputando quindi l’autrice una sfruttatrice del lavoro minorile dall’alto della sua ricchezza.
Secondo la rivista Forbes infatti, nel 2019 la Rowling risulta essere l’autrice di libri più pagata al mondo (92 milioni di dollari).

Indubbiamente l’iniziativa stimola la creatività, l’ambizione e coinvolge i bambini. Certo guardando l’estratto conto della Rowling pare un po’ assurdo che non ci sia ricompensa se non la “gloria”. Ma alla fine ai bambini importa davvero dei soldi? E se venisse messo in palio un premio più vicino a loro tipo una cascata di Cioccorane o di Gelatine Tutti i Gusti +1? Forse i piccoli oltre a disegnare potrebbero pensare anche una valida alternativa da chiedere alla loro beniamina… Stimolando per l’ennesima volta la fantasia irrequieta della Rowling.

Vittoria Frontini

Ho delle voci in testa, così scrivo. Mi sono laureata in Lettere Moderne e attualmente scrivo per MasterX. Essendo cresciuta in un abbraccio artistico ho imparato ad amare l’arte in tutte le sue sfaccettature. Ballo, viaggio e guardo i film di Walt Disney.

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