TAYLOR SWIFT E GIUSY FERRERI DEPOSITANO IL MARCHIO DELLA LORO VOCE PER DIFENDERSI DALL’AI

L’intelligenza artificiale, sempre più avanzata e senza confini, sta diventando una minaccia concreta anche per il mondo dell’arte. Tanto che cantanti, doppiatori, attori, speaker e interpreti hanno deciso di correre ai ripari, registrando il loro marchio vocale per proteggersi dalla clonazione della voce e dal suo uso improprio da parte dell’AI. Dagli Stati Uniti all’Italia, i casi stanno aumentando sempre di più.

L’ESCAMOTAGE CONTRO L’AI

«We never go out of style», canta Taylor Swift nella sua celebre “Style”, con quel timbro inconfondibile che ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo. Ma cosa accadrebbe se a intonare quelle parole non fosse più l’artista statunitense ma un’intelligenza artificiale capace di replicarne perfettamente la voce? Negli Stati Uniti il fenomeno dei deepfake vocali è sempre più presente, accendendo il dibattito anche nel mondo dell’intrattenimento. Tra i casi più emblematici c’è quello dell’attrice Scarlett Johansson, che ha accusato OpenAI di aver riprodotto la sua voce per l’assistente “Sky” di ChatGPT, dopo il suo rifiuto a prestarla. E ancora, due anni fa celebrità come Jennifer Aniston, Oprah Winfrey e Kylie Jenner erano finite nel mirino dell’AI, quando dei truffatori esperti avevano clonato la loro voce per attuare frodi online.

Taylor Swift ha così deciso di tutelarsi legalmente: lo scorso aprile ha presentato all’Ufficio brevetti statunitense la richiesta di registrare la propria voce come marchio sonoro, diventando così la prima cantante al mondo a intraprendere questa strada. Nel mondo attoriale, invece, non è una novità. A inizio 2026 Matthew McConagughey e Anil Kapoor avevano già registrato diversi marchi vocali, seguiti poi a ruota del doppiatore italiano Luca Ward, storica voce italiana di attori come Russell Crowe, Keanu Reeves e Samuel L. Jackson. E Massimo Corvo, voce italiana di Sylvester Stallone, Jean Reno e Vin Diesel ha fatto la stessa scelta. Entrambi hanno registrato il proprio marchio vocale presso EUIPO, European Union Intellectual Property Office.

GIUSY FERRERI PRIMA CANTANTE IN EUROPA

Per registrare una voce come marchio bastano poche parole. Taylor Swift, per esempio, ha depositato un audio in cui dice: «Hey, sono Taylor Swift, potete ascoltare il mio nuovo album “The Life of a Showgirl”, disponibile in streaming su Amazon Music Unlimited». Insieme ha depositato anche una sua fotografia ampiamente riconoscibile durante l’Eras Tour per tutelare la sua immagine. In Europa, la prima cantante a compiere questo passo è stata Giusy Ferreri. All’EUIPO ha depositato tre semplici parole, «Sono Giusy Ferreri», trasformando così la propria voce in un’identità giuridicamente protetta. «È sempre importante per un artista avere il pieno controllo di ciò che fa e di ciò che dice», ha spiegato la cantante.

La cantante Giusy Ferreri.

Dietro queste decisioni non c’è una presa di posizione contro la tecnologia. Ma la volontà di proteggere la propria identità artistica in un’epoca in cui i software di voice cloning riescono a ricostruire una voce partendo anche da pochi secondi di audio. Il marchio sonoro, infatti, tutela qualcosa di diverso rispetto al diritto d’autore o alla SIAE: non il brano prodotto, ma quel suono unico che permette di riconoscere immediatamente una persona mentre parla o canta.

A rendere ancora più urgente questa forma di protezione è l’assenza di una normativa chiara sull’utilizzo delle voci disponibili online per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale generativa. Per questo molti artisti stanno cercando protezione attraverso i diritti già in vigore legati alla proprietà intellettuale e alla tutela dell’identità. Come ha commentato Giusy Ferreri: «È un modo per evitare anche eventuali confusioni future, soprattutto se oltre le scelte artistiche, il pensiero verbale può essere manipolato e travisato contro la propria volontà».

Manuela Perrone

Da sempre innamorata del giornalismo, mi appassiona scrivere di Spettacoli e di Esteri. Chi mi conosce lo sa: passo la giornata ad ascoltare musica e a parlare di musica, anche se ogni tanto Donald Trump interrompe la mia routine. Ho collaborato con la redazione Spettacoli di News Mediaset, realizzando servizi tv per Studio Aperto.

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