DA MARIAH CAREY A FAVINO, COSì LE MAGIE DI BALICH HANNO ACCESO I GIOCHI

Milano al centro dei riflettori di tutto il mondo. Il 6 febbraio si è svolta la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. C’era grande attesa intorno all’evento anche perché, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, non si è svolto in un’unica città, ma in quattro luoghi diversi. Milano, Cortina, Predazzo (in Trentino) e Livigno (in Lombardia). La città meneghina era divisa tra lo Stadio di San Siro, dove si teneva l’inaugurazione vera e propria, e l’Arco della Pace dove era presente il braciere olimpico acceso a fine serata dai campioni Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. Una notte ricca di esibizioni, discorsi solenni, giochi di luci e scenografie da sogno a cura del direttore creativo Marco Balich. Ripercorriamo i momenti principali.

MARIAH CAREY

Il tema principale era l’armonia, parola che più volta è stata pronunciata nel corso della serata, oltre ad essere stata espressa attraverso la danza. Infatti, l’inaugurazione si è aperta con due ballerini che hanno reso omaggio all’opera dello sculture Antonio Canova, “Amore e Psiche”. Matilda De Angelis ha diretto le maschere di Verdi, Puccini e Rossini in un esplosione di colori, per poi ballare sulle note di Raffaella Carrà.

La cantante Mariah Carey durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2026

Subito dopo, l’attesissima esibizione di Mariah Carey, una delle più attese della seata. Niente “All I Want for Christmas Is You”. Questa volta l’artista statunitense ha cantato “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, cimentandosi nella lingua italiana per poi concludere il brano in inglese. Non è sfuggito il gobbo elettronico durante la sua performance che, per aiutarla a pronunciare in modo corretto le parole, le mostrava la pronuncia a lei più familiare, con una traslitterazione anglofona. Così «E incominciavo a volare nel cielo infinito», per esempio, è diventato sul gobbo «Ai een-comb-een-chah-voh, voh-lah-reh, nell chay-lo een-fee-nee-toe», e sui social il momento è diventato subito un meme.

IL TRIBUTO A GIORGIO ARMANI

Estremamente solenne, quasi per contrasto, è stato invece il momento del tributo riservato a Giorgio Armani. Una schiera di modelle del brand ha sfilato sul palco indossando vestiti disegnati dallo stilista. Avevano tutte lo stesso abito, ma di tre colori diversi: verde, bianco e rosso. Così come erano tre le file nelle quali le donne camminavano, intrecciandosi poi a vicenda e dando vita ad un tricolore in movimento che ha stupito il pubblico. In quest’atmosfera la top model e portabandiera italiana, Vittoria Ceretti, ha consegnato la bandiera nazionale al corpo dei Corazzieri sul palco.

Il tributo allo stilista Giorgio Armani
DA LAURA PAUSINI A PIERFRANCESCO FAVINO

A Laura Pausini, icona musicale, è stato dato l’incarico di cantare l’inno italiano di Mameli. La sua interpretazione (anche se in playback come lei stessa aveva annunciato) è stato un forte momento di condivisione nazionale. Dopo la sua performance, ancora spazio alla nostra cultura, questa volta per mano (o per voce) di Pierfrancesco Favino. L’attore romano ha recitato “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, accompagnato dal violino di Giovanni Andrea Zanon e da un ampio corpo di ballo. L’esibizione congiunta ha dato vita ad un momento di estrema profondità.

LA PARATA E LE REAZIONI PER ISRAELE, UCRAINA E USA

La sfilata delle 96 bandiere è durata più di un’ora, e ad attirare l’attenzione sono stati soprattutto quattro momenti. La delegazione di Israele è stata accolta nello Stadio da una pioggia di fischi, tanto che la delegazione dello Stato successivo è stata fatta entrare prima del dovuto. Momento di tensione che non è stato percepito, però, dai telespettatori: la Rai, in diretta mondiale, ha coperto i fischi. In secondo luogo per ordine cronologico, l’arrivo degli atleti ucraini che, al contrario, sono stati accolti da un prolungato e caloroso applauso da parte di tutti gli spettatori presenti.

 

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E infine la sfilata degli Stati Uniti. Inizialmente accompagnata dalla calorosa accoglienza, la parata a stelle e strisce è stata colpita da fischi non appena il vicepresidente J.D. Vance è stato inquadrato. A chiudere il momento dedicato agli atleti, l’ingresso dei 195 italiani in gara, guidati da Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone e Amos Mosaner in qualità di portabandiera, che ha infiammato il pubblico di San Siro.

LE ISTITUZIONI APRONO I GIOCHI OLIMPICI

Il discorso in quattro lingue di Giovanni Malagò, Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi di Milano Cortina 2026, ha dato il benvenuto ufficiale agli atleti, ribadendo i valori fondanti dei Giochi. Alle sue parole hanno fatto seguito quelle di Kirsty Coventry, Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, che ha pronunciato un discorso sul valore delle Olimpiadi per ogni singolo atleta. Dopodiché le istituzioni olimpiche hanno consegnato la parola al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Protagonista di un simpatico spot che lo ha visto arrivare allo stadio su un tram guidato da Valentino Rossi, che ha ufficialmente proclamato aperti i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

PACE E SCIENZA

C’era una certa attesa verso il momento dedicato a Ghali. Specie se si pensa alle polemiche che lo hanno anticipato nei giorni scorsi. E invece tutto è filato “liscio”. Nessun fuori programma da parte del cantante, l’arabo è sparito dalle lingue usate per recitare “Promemoria” di Gianni Rodari (come aveva annunciato lui giorni prima); la sensazione è che il freno a mano sia restato ben tirato. Va puntualizzato, però, che l’artista non è mai stato inquadrato da vicino durante la performance e i telecronisti Rai non hanno mai pronunciato il suo nome mentre si esibiva con decine di ballerini intorno a lui. Le parole del cantante italo-tunisino hanno poi lasciato il posto a quelle di Charlize Theron, Ambasciatrice di Pace dell’ONU. La star ha pronunciato un messaggio contro la guerra ispirato a Nelson Mandela.

ACCENSIONE BRACERE
L’accensione del braciere olimpico all’Arco della Pace a Milano

Il preludio alla conclusione della cerimonia, si è concentrato sull’esaltazione della scienza italiana, unitamente alla celebrazione delle più importanti donne di scienza nel nostro paese. Una bambina, giocando con un modellino del Sistema Solare, ha citato Margherita Hack, omaggiandola, per poi essere raggiunta dall’astronauta Samantha Cristoforetti. Il termine del percorso della fiamma olimpica ha dunque scritto la parola fine sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, all’arco della Pace di Milano, e Sofia Goggia a Cortina d’Ampezzo, hanno acceso simultaneamente quelli che sono stati i primi due bracieri olimpici appartenenti ad una singola edizione nella storia dei Giochi Olimpici. Un altro pezzo di storia che viene scritto nel nostro paese.

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