Rider sfruttati, la procura di Milano dispone un controllo giudiziario su Glovo

Meno di tre euro a consegna e continue pressioni durante gli spostamenti. Che in Italia i rider di Glovo non godessero di contratti lavorativi onerosi, era risaputo. Ora, però, sono emersi dettagli che confinano senza troppi dubbi nello “sfruttamento della manodopera”. La procura di Milano ha infatti messo sotto controllo giudiziario Foodinho srl, la società che gestisce la piattaforma di consegna del cibo a domicilio.

Le criticità

L’accusa nei confronti della società è di pagare i dipendenti oltre l’80% meno della contrattazione collettiva, ben al di sotto della soglia della povertà (circa 1200 euro al mese su 13 mensilità). Retribuzione che non rispetta l’articolo 36 della nostra Costituzione, cioè «non proporzionata alla qualità e alla quantità di lavoro». E non capace di «garantire un’esistenza libera e dignitosa» ai lavoratori.

Ma oltre all’aspetto giuridico, ciò che ha smosso l’opinione pubblica è il lato più umano. I rider lavorano spesso per molte ore: con il freddo e la pioggia battente, con il caldo e il sole cocente. In media percepiscono 2,50 euro per ogni consegna e sono costantemente geolocalizzati. Con richiami per ogni pausa o minimo ritardo. E in molti casi utilizzano mezzi personali per spostarsi, dovendo quindi provvedere personalmente a eventuali costi di manutenzione.

glovo
Un rider di Glovo beve dell’acqua tra una consegna e l’altra
Cos’è il controllo giudiziario

Il controllo giudiziario consiste nella nomina di un amministratore giudiziario che, per conto dei magistrati, affianca gli organi incaricati della gestione dell’azienda. Viene disposto per combattere una situazione illegale, senza però interrompere l’attività e danneggiare dunque i lavoratori. In questo caso, sarà ora l’amministratore giudiziario Andrea Adriano Romanò a dover verificare il rispetto delle regole violate secondo la Procura, e regolarizzare i dipendenti impiegati sin qui dalla società.

Rapporto (assente) società-lavoratore

Nel caso di Foodinho srl, tutte le questioni o quasi sono gestite tramite applicazione telefonica. La candidatura, l’assegnazione, la tracciabilità e anche la questione contabilità. Il rider dà la sua disponibilità direttamente dall’App e lavora seguendo le indicazioni che questa gli fornisce. In concreto, dunque, i fattorini non hanno alcuna interazione diretta con i propri datori di lavoro.

Rider di Glovo consegna in una giornata piuttosto fredda
Migliaia di casi in Italia

In Italia sono circa 40.000 i dipendenti di Glovo, di cui 2.000 solo a Milano. La maggior parte sono stranieri e in situazioni economiche precarie. Accettano qualsiasi condizione lavorativa o quasi, «perché devo mantenere la mia famiglia e inviare i soldi a loro» come racconta un rider pakistano in zona Stazione Centrale. Le società che sorreggono i marchi di consegna del cibo a domicilio lo sanno, e ne hanno approfittato. Ma questa vicenda, che per ora coinvolge solamente Glovo, sembra destinata a scuotere un sistema intero.

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