HYDRA: LA DIFESA CHIEDE TRASFERIMENTO DEL PROCESSO. APRE LO SPORTELLO ANTIMAFIA

«Oggi la stessa Hydra ce lo propone in modo chiaro: se le mafie si alleano, noi cosa facciamo?». In un’aula bunker di Piazza FIlangieri affollata dalle decine di rappresentanti delle associazioni dell’antimafia milanese e lombarda, giovedì 30 aprile si è svolta la seconda udienza del processo Hydra. Tema cardine la discussione sull’ammissione di Abbiategrasso e Busto Arsizio a parte civile. Dalle associazioni arrivano sportelli solidali antimafia, «per infrangere quel muro di omertà». 

L’UDIENZA DEL 30 APRILE

Parte civile si o parte civile no? E con quali presupposti? Quella dello scorso 30 aprile nell’aula bunker di piazza Filangieri è stata un’udienza servita a porre i primi punti: si è tornati sulla richiesta del comune di Abbiategrasso di essere ammesso a parte civile, e sulla stessa scia anche Busto Arsizio ha avviato il procedimento di costituzione a parte civile. 

Il collegio di giudici composto da Maria Luisa Balzarotti (presidente), Marialillia Speretta e Giulio Fanales ha lasciato poi ampio spazio alle difese degli imputati.

La presidente del collegio di giudici dell’VIII sezione penale Maria Luisa Balzarotti durante la prima udienza del processo ordinario
La presidente del collegio di giudici dell’VIII sezione penale Maria Luisa Balzarotti durante la prima udienza del processo ordinario.

Tra le richieste principali, quella di trasferire il processo al Tribunale di Busto Arsizio. Gli avvocati difensori, per le motivazioni fanno riferimento all’impianto accusatorio condiviso dal Giudice delle udienze preliminari, che vede il baricentro territoriale della vicenda non in territorio milanese. Secondo le memorie (datate gennaio 2023), il radicamento territoriale della prima operatività dell’organizzazione sarebbe il criterio indicato dalla giurisprudenza e dalla Suprema Corte di Cassazione. Dunque, se secondo l’impianto accusatorio il primo summit del consorzio è avvenuto a Dairago (in data 30 marzo 2020), dovrebbe essere il tribunale di Busto Arsizio quello competente.

Altra richiesta è stata quella di garantire agli imputati il diritto alla difesa, trasferendo la sede delle udienze nell’aula bunker di Opera. Questo spazio – già utilizzato durante il rito abbreviato – disporrebbe infatti di tecnologie adeguate a consentire a imputati e difensori di comunicare privatamente con i mezzi tecnologici consentiti dalla legge.

SPORTELLO D’ASCOLTO ANTIMAFIA

Quel consorzio mafioso lombardo teorizzato da Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane non ha lasciato nulla al caso: istituzioni, partiti politici, economia, imprenditoria, ogni tassello della società ha avuto la sua attenzione. 

Un’espansione nella società avvenuta mantenendo basso profilo, senza attirare l’attenzione con la forza, ma comunque con estorsioni e minacce fisiche e verbali. «Alcuni hanno denunciato le violenze e testimonieranno a processo ma tanti altri, per paura di ripercussioni ai loro danni o nei confronti delle proprie famiglie, non si esporranno» ammoniscono i referenti delle associazioni antimafia milanesi in un comunicato stampa congiunto.

Da qui l’organizzazione di uno sportello solidale antimafia, un presidio fisso per chi è stato o è vittima di mafie o criminalità organizzata. Lo sportello dedicato all’attivista antimafia e referente di Libera Lombardia Davide Salluzzo, deceduto nel 2020 a seguito di una leucemia fulminante. Raggiungibile al numero telefonico 3481145763, il presidio è gestito dall’associazione Una casa anche per te (insieme a Piano di zona di Corsico e Avviso pubblico) e si propone come un punto di riferimento per vittime di usura, estorsione o reati correlati, testimoni di giustizia. 

Rappresentanti di enti e associazioni antimafia aderenti al presidio che segue il processo Hydra
Rappresentanti di enti e associazioni antimafia aderenti al presidio che segue il processo Hydra.

«Siamo la cittadinanza attiva che organizza l’antimafia, forma anticorpi sociali, risveglia le coscienze e rende consapevoli i cittadini. Se fa notizia ciò che accade a processo, deve far notizia anche la nostra presenza costante come sentinelle della legalità». 

Riconosciuto dall’Autorità nazionale anticorruzione anche la linea telefonica ‘Linea Libera‘, dedicato a opacità sul luogo di lavoro, fatti correttivi, usura ed estorsione di origine mafiosa. Dal lunedì al venerdì, si può contattare l’operatore al numero 800582727.

Tra le associazioni che supportano lo sportello: Libera Milano, Scuola di formazione Antonino Caponnetto, Legambiente, Cgil Lombardia, Associazione Peppino Impastato Adriana Castelli, Rete della conoscenza, Link – Coordinamento universitario, Civitas Virtus. 

L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO E LA RISPOSTA DELLA SOCIETÀ 

Febbraio 2020. I pubblici ministeri milanesi Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane intuirono l’esistenza di una possibile alleanza tra Cosa nostra, Camorra romana e Ndrangheta: le “vecchie mafie”, secondo l’impianto accusatorio, in Lombardia avrebbero trovato terreno fertile per mettere da parte le rivalità a favore di un obiettivo comune. Il profitto, fare soldi senza creare allarme sociale e addentrandosi nell’economia legale

Uno dei ventuno summit del Consorzio mafioso lombardo intercettati e monitorati dal nucleo investigativo dei carabinieri di Milano
Uno dei ventuno summit del Consorzio mafioso lombardo intercettati e monitorati dal nucleo investigativo dei carabinieri nell’indagine congiunta con la Procura di Milano.

Dopo la conclusione del rito abbreviato nel gennaio 2026, il 19 marzo dello stesso anno è iniziato il processo ordinario. Hydra, riportando le parole del referente di Libera Milano Pietro Basile, «non è una sperimentazione qualsiasi, è la scelta deliberata delle mafie che ultimamente stanno agendo in una doppia veste: quella della tradizione, che li espone ai traffici criminali noti (stupefacenti, istruzioni, usura, armi), e il capitolo rafforzato di recente dell’arsenale finanziario».

Tradotto: l’alleanza tra mafie rende necessario all’antimafia mutare gli strumenti in gioco. «Bisogna spiegare cos’è la bancarotta fraudolenta, le false fatturazioni, le frodi fiscali, le frodi sui super bonus… Per l’antimafia sociale, il tutto si traduce in uno sforzo di comprensione del fenomeno e necessità di unione del fronte antimafioso della società civile. Oggi la stessa Hydra ce lo propone in modo chiaro: se le mafie si alleano, noi cosa facciamo? Non possiamo di certo dividerci davanti alla loro compattezza». 

Prossima udienza il 14 maggio: in quella data prenderanno parola la Procura di Milano e le parti civili.

Martina Carioni

Classe 2000, nata nella campagna cremasca, dopo un percorso di studi tra comunicazione e marketing, inciampo nel giornalismo. Attenzione verso il territorio e la sua componente sociale sono temi che accompagnano il mio interesse professionale. Scrivo di politica interna, con propensione verso il giornalismo investigativo.

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