Hantavirus, salgono i contagi: il piano dell’Italia e le quarantene diverse tra i Paesi

Alle 19 di ieri, 11 maggio, la nave da crociera MV Hondius ha lasciato il porto di Granadilla (Tenerife) in direzione Rotterdam. Sono state evacuate le ultime 28 persone presenti a bordo, mentre sulla nave restano 26 membri dell’equipaggio, due medici e il corpo della terza vittima dell’Hantavirus. Salgono a 9 i contagi accertati. Le misure di isolamento variano da Paese a Paese, ma per il ministro della Salute Orazio Schillaci «in Italia non c’è alcun pericolo».

La nave lascia Tenerife

Gli ultimi passeggeri hanno trascorso solo poche ore alle Canarie prima di essere trasferiti su autobus militari diretti all’aeroporto, dove si sono imbarcati su due voli sanitari con destinazione Paesi Bassi. Il bilancio definitivo dell’operazione parla di 125 persone evacuate e distribuite in 23 Paesi, dove osserveranno periodi di quarantena secondo i protocolli sanitari nazionali.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità finora sono undici i contagi sospetti e nove quelli accertati. Tre casi si sono manifestati dopo lo sbarco: una donna francese è ricoverata in terapia intensiva a Parigi, un cittadino statunitense è stato trasferito in un ospedale del Nebraska e uno dei 14 spagnoli posti in isolamento all’ospedale militare di Madrid è risultato positivo ieri ai test.

In isolamento anche dodici operatori sanitari dell’ospedale olandese di Nimega, coinvolti in un errore procedurale durante il trattamento di un paziente già contagiato sulla nave. L’attenzione delle autorità sanitarie è ora concentrata sulle prossime settimane, almeno fino alla metà di giugno, periodo ritenuto decisivo per verificare l’eventuale diffusione del virus.

L’attesa dei passeggeri al porto di Granadilla
Quarantene diverse da Paese a Paese

Le misure di isolamento variano in base ai protocolli nazionali. La Spagna ha stabilito che i 14 passeggeri trasferiti all’ospedale militare di Madrid resteranno in quarantena fino al 17 giugno, per un totale di 42 giorni. La Francia ha disposto la quarantena obbligatoria per le cinque persone provenienti dalla nave, inizialmente ospitate in strutture ospedaliere. Anche i quattro cittadini tedeschi si trovano in isolamento sanitario.

L’Australia ha deciso di sottoporre a quarantena per almeno tre settimane i sei passeggeri rientrati nel Paese. Più prudente, invece, la linea adottata dagli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non essere preoccupato dall’Hantavirus, sostenendo che sia «molto più difficile da contrarre rispetto al Covid». Trump ha inoltre criticato nuovamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità per la gestione della pandemia e ha assicurato che le autorità statunitensi stanno agendo con cautela.

Nel Nebraska sono atterrati ieri 18 cittadini americani provenienti dalla nave, ma non tutti saranno necessariamente sottoposti a quarantena obbligatoria.

Il piano per l’Italia

Anche in Italia la gestione dell’emergenza procede con misure differenziate. Alcuni sindaci hanno disposto la quarantena obbligatoria per i passeggeri presenti sul volo dove viaggiava una delle vittime del virus, mentre il governo ritiene al momento non necessarie misure restrittive generalizzate.

Ieri il ministero della Salute ha diffuso una circolare che definisce l’isolamento come «fiduciario», dunque volontario, e fornisce indicazioni sui controlli aeroportuali oltre alle definizioni di «caso» e «contatto». Per il ministro della Salute Orazio Schillaci «nel nostro Paese non c’è alcun pericolo», pur mantenendo un approccio improntato al principio di precauzione.

Per la donna residente a Firenze è stato confermato l’isolamento fiduciario. Diversa la situazione per i due marittimi rientrati in Campania e Calabria: in entrambi i casi i sindaci hanno disposto la quarantena obbligatoria. Ora il cittadino calabrese avrebbe sintomi riconducibili all’Hantavirus. Negativo invece l’uomo sudafricano in isolamento a Padova che aveva espresso la volontà di rientrare nel proprio Paese.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci
Sintomi e cure

I sintomi dell’Hantavirus possono comparire da una a otto settimane dopo il contagio e comprendono mal di testa, febbre, dolori muscolari e nausea. Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico: le terapie disponibili puntano al controllo dei sintomi e alla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache o renali.

Sul fronte della ricerca, l’azienda americana Moderna, specializzata nelle tecnologie a Rna, ha avviato una collaborazione a Seul con un’università sudcoreana per sviluppare un nuovo vaccino contro gli Hantavirus.

Matilde Liuzzi

Livornese di origine, sono cresciuta a Faenza prima di arrivare a Milano. La mia palestra sono stati i giornali locali e tre mesi di stage al Fatto Quotidiano. Ho collaborato con Mediaset, dove ho realizzato servizi economici per TG4 e Studio Aperto. Mi occupo di economia: il pretesto perfetto per raccontare anche tutto il resto

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