DALLA CINA ALLA SVEZIA: COME CAMBIA “L’ESAME DI MATURITÀ” IN GIRO PER IL MONDO

Maturità. Per molti è una parola che richiama ricordi indelebili, tra notti insonni, ansie e timori. Tra pochi giorni migliaia di studenti italiani sosterranno l’esame conclusivo delle scuole superiori, il più temuto in Italia. Ma se spesso nel nostro Paese ci si lamenta della modalità, nel resto del mondo c’è chi affronta test ben più stressanti, capaci di influenzare in modo determinante il futuro dei giovani.

IL GAOKAO CINESE

Ogni anno a inizio giugno la Cina si ferma per il Gaokao. Non si tratta né di una festa nazionale né di una ricorrenza storica: è il concorso nazionale di ammissione all’università. Svolgeranno il test 12,9 milioni di studenti, contro i 13,35 milioni del 2025, complice la denatalità e la decrescita demografica che ha colpito il Paese. I partecipanti restano comunque una massa enorme, maggiore dell’intera popolazione del Belgio.

È un esame che cambia la vita, ancora di più oggi in cui la disoccupazione tra i neolaureati è altissima. Proprio per questo, diventa ancora più spietata la distinzione tra lauree di serie A, B, C. Entrare nelle università d’élite di Pechino o Shanghai significa accedere a reti professionali privilegiate, a migliori opportunità di lavoro e stipendi nettamente superiori. Al contrario, per chi non ci riesce le opzioni sono amare: dovranno ripiegare su istituti di fascia bassa o diventare un Fudu-sheng (“studente ripetente”) e scegliere di rifare l’ultimo anno del liceo e tentare l’accesso l’anno successivo.

LO STRESS PSICOLOGICO

Sono quarantotto ore psicologicamente molto intense per gli studenti, anche perché in quel momento risiedono in loro tutte le aspettative e le speranza dei genitori che per anni hanno investito sui figli, spesso anche con tutor privati e corsi extra. Ancora oggi in Cina si crede che un buon risultato al test possa cambiare il destino di una famiglia intera. Per questo i candidati arrivano a studiare fino a quattordici ore al giorno, rinunciando spesso allo svago e alla vita sociale. Il concorso è composto da tre prove di base: lingua e letteratura cinese, matematica e logica, e una lingua straniera. A queste si aggiungono una materia a scelta tra fisica e storia, e due materie secondarie tra chimica, biologia, geografia e scienze politiche.

Gli studenti cinesi prima di svolgere il Gaokao

L’occasione è talmente importante che l’intera nazione si blinda e resta in silenzio: i cantieri vengono fermati per non disturbare. Mentre per evitare imbrogli, i centri in cui si svolgono le prove diventano fortezze con metal detector, droni per intercettare segnali radio e telecamere con riconoscimento facciale biometrico. Copiare al Gaokao è considerato un reato punibile con il carcere.

LA COREA DEL SUD FERMA GLI AEREI

Stesso livello di stress, diverso paese. Si tratta del Suneung (College Scholastic Ability Test) della Corea del Sud, il test di nove ore che si svolge il terzo giovedì di novembre. In palio, come in Cina, c’è molto: serve a stabilire in quali università del paese potranno accedere gli studenti. L’esame è composto da domande, quasi tutte a risposta multipla, su diversi argomenti tra cui lingua e storia coreana, matematica e inglese. Per ottenere il massimo, e accedere alle università più prestigiose, bisogna rientrare nel 4% dei risultati migliori rispetto a tutti gli altri partecipanti.

Gli studenti si preparano per anni, alcuni fin dalle scuole elementari. Anche in questo caso, proprio per la sua grande importanza, l’esame modifica i ritmi normali della vita di molti sudcoreani per assicurare la concentrazione di questi ragazzi. Vengono prese misure eccezionali per fare in modo che tutti gli studenti riescano ad arrivare in orario al test e vengono perfino sospesi decolli e atterraggi degli aerei per 35 minuti durante la prova di ascolto di inglese, per evitare che il rumore possa influenzare la comprensione. E ancora, agli insegnanti viene chiesto di indossare scarpe da ginnastica, in modo da essere il più silenziosi possibile.

LA SVEZIA SENZA TEST FINALE

C’è tutto un altro umore in Svezia, che dal 1968 ha abolito l’esame di maturità. I docenti valutano i ragazzi nel corso degli anni tramite verifiche distribuite liberamente. Nessun test finale quindi, così la fine degli studi diventa per gli alunni una grande festa spensierata chiamata Studenten. Come riporta “La Stampa”, dopo la colazione a base di champagne e fragole, gli studenti indossano dei cappellini da marinaio bianchi e festeggiano a scuola, per poi salire sui panali di enormi camion (o rimorchi trainati da trattori) e sfilare e ballare per tutta la città con la musica al massimo fino a tarda notte.

Manuela Perrone

Da sempre innamorata del giornalismo, mi appassiona scrivere di Spettacoli e di Esteri. Chi mi conosce lo sa: passo la giornata ad ascoltare musica e a parlare di musica, anche se ogni tanto Donald Trump interrompe la mia routine. Ho collaborato con la redazione Spettacoli di News Mediaset, realizzando servizi tv per Studio Aperto.

No Comments Yet

Leave a Reply