CRANS-MONTANA PROVA A RIPARTIRE: «MA IL DOLORE È TROPPO GRANDE»

Un mese e mezzo dopo la strage di Capodanno, siamo stati a Crans-Montana. Qui la vita è tornata ad un’apparente normalità: la gente ha ricominciato ad andare a sciare, a girare nei negozi e a   frequentare i locali. Eppure, quando si passa davanti alla struttura di quello che era il bar Le Constellation è impossibile rimanere indifferenti.

LE CONSTELLATION, TRA NEVE E SILENZIO

Sepolta sotto centimetri di neve si erge la struttura del bar Le Constellation. Dei pannelli di legno compensato oscurano la vista interna del locale. Ma le condizioni del luogo erano già trapelate nelle foto rilasciate dalla polizia vallesana. L’insegna non è più visibile, cancellata dal candore della neve. Dinanzi alle scale di entrata è posto un cartello che, in francese, inglese, tedesco e italiano, informa dello spostamento del memoriale. “Per la sicurezza delle persone che vi si recano per il raccoglimento, questo spazio ha dovuto essere spostato”, si legge. È fornito anche il nuovo indirizzo del memoriale, che si trova ora in Piazza Scandia, vicino alla cappella di San Cristoforo, “in un luogo più tranquillo e sicuro”. Noi ci siamo andati.

La struttura del bar Le Constellation

Dopo l’incendio che ha parzialmente distrutto il sito commemorativo, le autorità comunali hanno grossolanamente riorganizzato il memoriale. Ora è collocato sotto un gazebo di legno, nella piazzetta antistante la chiesa. All’interno vi sono fiori, biglietti, peluche, disegni e tanti altri oggetti commemorativi. Ma un altro cartello avverte del divieto per le candele. Il libro del ricordo è conservato, al sicuro, nella cappella di San Cristoforo. Abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare il luogo, che si trova in una posizione piuttosto defilata, nascosta dietro un edificio di una strada laterale di Rue Centrale. Ma il luogo del commiato, per le famiglie delle vittime e per ogni semplice passante, rimane sempre quello originario, posto dinanzi a Le Constellation.

Il nuovo sito commemorativo per le vittime, in Piazza Scandia
QUARANTUNO LUCI

In occasione della giornata di San Valentino, il piazzale antistante il locale è tornato nuovamente colmo di fiori, candele e biglietti. Un gruppo di persone si è radunato per rendere omaggio alle 41 vittime e per sostenere tutti i feriti che si trovano ancora in fase di ricovero e di guarigione. L’iniziativa è nata dai familiari delle vittime: una preghiera, un fiore e un minuto di silenzio per commemorare, condividere e ricordare i cari che non ci sono più, nella giornata di celebrazione dell’amore. Era presente anche Roze, 18 anni, rimasta ferita nel rogo di Capodanno. Due uomini hanno deposto un vassoio a forma di cuore, che conteneva diverse candeline: 41, come le vittime dell’incendio. Le hanno accese una ad una, ogni volta contrastando la neve che, cadendo, spegneva la fiamma.

Il dettaglio sulle 41 candele

L’Italia non ha fatto mancare il suo sostegno. L’incaricata d’affari dell’ambasciata d’Italia a Berna, Diana Forte, ha infatti preso parte alla commemorazione. «Per testimoniare ancora una volta la solidarietà e la vicinanza dell’Italia ai familiari delle vittime, sia dei defunti che dei feriti. Per noi è molto importante dimostrare che siamo sempre presenti, come lo siamo stati fin dai primi giorni», ha riferito la diplomatica all’agenzia svizzera Keystone-ATS. A terra è adagiata una grossa composizione di rose bianche e margherite rosse, racchiusa da un nastro firmato “L’ambasciata d’Italia”.

I fiori deposti dall’Ambasciata d’Italia

A Crans-Montana si avverte fin da subito un’atmosfera particolare. Le luminarie natalizie illuminano ancora le strade e gli edifici, richiamando le festività, appena trascorse. Il paese sembra rimasto sospeso nel tempo, come se fosse ancora fermo ai giorni precedenti la tragedia. La vita quotidiana prova lentamente a riprendere il suo corso, ma il ricordo di quanto accaduto riaffiora continuamente, riportando pensieri e conversazioni a quella notte che ha segnato profondamente questo luogo e questa comunità.

 

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