CRANS-MONTANA: FATTURE OSPEDALIERE DA 67 MILA FRANCHI PER I FERITI ITALIANI

Quindici ore di ricovero in un ospedale svizzero costano come un Mercedes-Benz GLC Coupé. Ammontano fino a 67 mila franchi (circa 75 mila euro) le parcelle che le famiglie dei feriti italiani si sono viste recapitare. Ma le fatture non sono da pagare: lo precisa anche l’ambasciatore Cornado. Non sono ancora state recapitate, invece, le cartelle cliniche richieste dagli ospedali italiani.

I DOCUMENTI RECAPITATI

«Le autorità cantonali hanno sempre detto che nulla è dovuto dalle famiglie italiane e quindi le spese di cura dei feriti sono a carico delle autorità locali», ha spiegato Gian Lorenzo Cornado, Ambasciatore italiano in Svizzera. Le sue dichiarazioni si riferiscono ai documenti arrivati dagli ospedali elvetici, che riportano l’ammontare delle spese sanitarie sostenute per la cura dei giovani feriti nei giorni successivi all’incendio al Constellation la notte di Capodanno. Si tratta di cifre esorbitanti: si parte da un minimo di 17 mila franchi, fino ad arrivare a 67 mila franchi.

L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado

Proprio quest’importo è contenuto sulla fattura recapitata alla famiglia di Manfredi Marcucci, sedicenne romano rimasto ferito nel rogo a Crans-Montana. Peccato che il giovane abbia trascorso poco più di mezza giornata, 15 ore, nell’ospedale di Sion, prima del trasferimento – con l’auto dei genitori – al centro ustionati del Niguarda a Milano. I documenti stessi precisano che si tratta solamente di un resoconto amministrativo: il Canton Vallese si farà carico di saldare tutte le spese. Ma le famiglie dei 19 feriti italiani denunciano il gesto come inopportuno e poco rispettoso delle condizioni in cui versano ancora i ragazzi. L’ambasciata italiana si è presa carico della questione. Cornado ha già annunciato un incontro con il presidente del governo del Vallese Mathias Reynhard, fissato per venerdì 24 aprile.

Il padre di Manfredi Marcucci, 16enne romano rimasto ferito

Anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta, commentando sui suoi social: «Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre». Tardano ad arrivare, invece, le cartelle cliniche dei ragazzi feriti, ancora custodite negli ospedali svizzeri.

IL SISTEMA SANITARIO SVIZZERO

La sanità, in Svizzera, si basa su un modello misto pubblico-privato unico al mondo. Ogni persona residente è obbligata ad assicurarsi individualmente. Non esiste una sanità gratuita pagata con le tasse, come in Italia. Per gli stranieri che si stabiliscono nel paese elvetico, l’assicurazione sanitaria di base deve essere stipulata entro tre mesi dall’arrivo. Queste sono gestite da società private chiamate Casse Malati. Ogni mese, cittadini e residenti devono versare loro il Premio Mensile: l’ammontare dipende dall’età, dal Cantone di residenza e dalla società scelta (non dallo stipendio).

Diversa invece è la franchigia, ovvero una cifra annuale fissa scelta dal richiedente, e rappresenta i soldi spesi individualmente prima che l’assicurazione inizi a pagare. Il costo va da un minimo di 300 franchi a un massimo di 2.500 franchi. Se una persona è generalmente sana, è più conveniente scegliere una franchigia alta per pagare premi mensili bassi. Se invece un cittadino necessita di cure frequenti, è meglio optare per una franchigia bassa.

Il Kispi, l’ospedale pediatrico universitario di Zurigo

Una volta superata la franchigia, scatta l’aliquota: l’assicurazione paga il 90% delle spese, mentre al cittadino il restante 10%, fino a massimo di 700 franchi l’anno. Generalmente, l’assicurazione copre le visite mediche, le spese di ospedali, i farmaci prescritti, le analisi del sangue e le cure di urgenza. Sono escluse, invece, le spese dentistiche e ottiche.

I costi ingenti del sistema sanitario sono giustificati della qualità dei servizi forniti, dalle strutture d’eccellenza ai tempi d’attesa quasi inesistenti. Tuttavia, negli anni non sono mancate polemiche per gli aumenti dei premi e delle franchigie assicurativi. Poiché questi possono pesare molto sul bilancio familiare, i cantoni hanno la possibilità di erogare dei sussidi per i redditi considerati bassi o medio-bassi per il costo della vita locale.  

Chiara Orezzi

Mi piace ascoltare podcast true crime mentre faccio un road trip in Scozia o sono su un volo per New York. Partenza: Piacenza, 2003. Arrivo: in una redazione di cronaca o di esteri.

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