CHE COSA CAMBIEREBBE A SCUOLA SECONDO LE INTENZIONI DI VALDITARA

A sinistra, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. A destra, il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli

«Per ora si tratta soltanto di una dichiarazione d’intenti politica, cui farà seguito l’elaborazione dei contenuti. In attesa di leggere le bozze, non posso che accogliere con favore l’iniziativa del ministro». Il presidente dell’Associazione nazionale presidi (ANP), Antonello Giannelli, intervistato dal Quotidiano Nazionale, è prudente rispetto alla riforma proposta in questi giorni dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per ridare centralità alla condotta scolastica.

L’inquilino di viale Trastevere ha specificato che al momento le misure proposte «saranno adottate dalle singole scuole, nello specifico dai consigli di classe, nel rispetto dell’autonomia di ogni istituto». Solo successivamente, non si sa se prima del prossimo anno scolastico o nel 2024, «daranno vita a una revisione normativa» dei decreti del presidente della Repubblica che disciplinano la materia (numero 122, 22 giugno 2009 e numero 249, 24 giugno 1998).

LE INDICAZIONI DEL MINISTRO

Al question time alla Camera del pomeriggio di giovedì 29 giugno Valditara ha descritto nel dettaglio le indicazioni che compongono il cosiddetto pacchetto “disciplina e rispetto”. Il voto in condotta sarà riferito non solo al secondo semestre, ma a tutto l’anno scolastico. Inoltre, si dovrà dare rilievo ad atti violenti o di aggressione nei confronti di insegnanti, di tutto il personale scolastico e degli altri studenti.

Alle scuole medie viene reintrodotto il voto in decimi per il comportamento, che farà media come le altre materie. Alle superiori inciderà anche sui crediti per l’ammissione alla maturità. Con il 6 si viene rimandati a settembre con un debito in Educazione civica. In entrambi i gradi con l’insufficienza si è bocciati. Questa non verrà data solo a seguito di atti di violenza o reati, ma anche per gravi e reiterate violazioni del Regolamento di Istituto.

Profonda poi la revisione dell’istituto della sospensione. Secondo il ministro, in questi casi è utile fare più ore di scuola piuttosto che esserne allontanati. Se il provvedimento arriva fino a 2 giorni, lo studente sarà coinvolto in attività scolastiche di riflessione e approfondimento su ciò che ha commesso. Al termine dovrà produrre un elaborato, valutato poi dal consiglio di classe. Nel caso in cui la sospensione dovesse essere più lunga, lo studente sarà coinvolto in attività socialmente utili presso strutture convenzionate. Il volontariato potrà poi continuare anche al termine della punizione.

LE REAZIONI DAL MONDO DELLA SCUOLA

Tra i sindacati la divisione è netta. Ivana Barbacci, segretaria nazionale della Cisl Scuola, sostiene senza incertezze il ministro Valditara: «L’iniziativa va nella direzione giusta: non lasciare sole le scuole di fronte a comportamenti che devono essere ricondotti a un principio educativo, sanzionatorio e punitivo». Dall’altra parte, l’omologo della Uil, Giuseppe D’Aprile si scaglia contro l’opzione del volontariato a seguito di una sospensione di più di 2 giorni: «Riteniamo che tale approccio sia eccessivo e potrebbe avere conseguenze negative sul percorso educativo degli studenti coinvolti».

Più compatto il fronte dei presidi. Proprio sulla questione dei lavori socialmente utili, Giannelli ha puntualizzato: «Erano previsti già 20 anni fa, in caso di sospensione fino a 15 giorni. Nella pratica si sono rivelati di difficile attuazione. Dovrebbero svolgersi nel pomeriggio, ma la vigilanza dei minori a scuola, in quella fascia oraria, non può essere assicurata né dai docenti, né dal personale scolastico. Il ministro ha parlato di strutture convenzionate: speriamo che questa previsione renda la norma più incisiva».

Il presidente dell’ANP del Lazio e dirigente del liceo “Newton” di Roma, Cristina Costarelli, ha condiviso poi la linea di Giannelli sull’interpretazione generale delle indicazioni di Valditara: non tutte le misure proposte dal ministro potranno essere realizzate «finché non verranno fatte le modifiche legislative».

Leonardo Rossetti

Umanisticamente formato dal 1995 tra Appignano, Macerata, Roma e Berlino. Non mi piace parlare di me in prima persona e credo che le cose che qualcuno si dice da solo non valgano molto, dunque preferisco far parlare gli altri. "A lui piace indagare, andare a fondo in tutte le vicende, sempre. Se qualcosa non dovesse filare liscia, subito ci si butta a capofitto per scovare la verità. A volte è un po' puntiglioso e testardo. Gli piace la politica, l'arte e la musica, ma anche la letteratura: legge tanto, però tutte cose che potremmo definire...d'altri tempi" (Giulia P.) " Esuberante, sicuro di sé, intraprendente, festaiolo. Sta bene in mezzo alla gente" (Luca I.) "È un ragazzo leale e con buoni principi. È il capo 'mozz' del gruppo" (Matteo M.) Per tutto il resto: interrogate chi mi conosce.

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