«Non c’è morte per chi rimane nel cuore della gente», sentiamo spesso ripetere di fronte a un lutto. In effetti, quando il corpo di Giulio Regeni è stato ritrovato senza vita, un’ondata di solidarietà e affetto ha travolto famiglia e amici. E così è stato anche nei mesi successivi. Ma poi la vita prosegue, l’attenzione mediatica comincia a scemare e bisogna trovare il modo di non far svanire questo ricordo. Per non dimenticare.
Una memoria intermittente
In Italia questo tentativo si è tradotto nella nascita di una serie di premi, borse di studio e iniziative a suo nome. Il risultato, però, non è quello auspicato. Dopo pochi anni, gli enti hanno già dimesso o interrotto molti riconoscimenti. Ѐ il caso di quello istituito dal Ministero della Ricerca e dell’Università (MUR) nel gennaio 2021 e fermo dal 2023. O il “Concorso Aspiranti Giornalisti – Giulio Regeni” nato nel 2017, ma che dopo il Covid non è più ripartito.
L’unico premio che porta ancora avanti la sua memoria non è intitolato a lui: si chiama “Roberto Morrione” ed è dedicato ai migliori giornalisti investigativi under 31. La famiglia di Giulio collabora attivamente a questo riconoscimento e in occasione della premiazione viene regolarmente fatto un momento di cordoglio. La realtà è che al momento nulla tiene vivo il suo ricordo più dei cartelli appesi nelle varie piazze italiane con la scritta “Verità per Giulio Regeni”. Per il resto, poche iniziative efficaci e ancora tanti punti di domanda a dieci anni dalla sua morte.
Oltre i premi
Il mondo accademico anglosassone ha deciso di agire diversamente, almeno finora, ancorando il ricordo di Giulio al suo profilo più luminoso: quello di studioso brillante e appassionato. L’obiettivo è slegare l’immagine del ricercatore friulano dalla sola e unica narrativa della “vittima”, preferendo piuttosto elogiare le sue capacità che lo avevano portato a intraprendere un dottorato.
All’Università di Leeds, il Giulio Regeni Memorial Prize è ormai una realtà solida: un appuntamento annuale che premia l’eccellenza nell’arabo parlato, onorando il suo talento linguistico e la sua profonda umanità. A questo omaggio si unisce la targa commemorativa del Girton College di Cambridge, istituto frequentato da Giulio tra il 2012 e il 2016. Svelata nel 2024, la placca commemorativa è esposta nella sala di lettura (reading room) del college, che lo ricorda come un «ricercatore appassionato e figlio del mondo».
La sua collocazione garantisce una memoria visiva continua in un luogo di studio e silenzio, ben lontano dall’essere un semplice punto di passaggio sporadico del campus. Queste iniziative compiono un’azione culturale piuttosto importante: restituiscono a Giulio Regeni la sua vera identità di accademico impegnato sul campo. E lo fanno senza la pretesa di poter lenire il dolore e la rabbia della famiglia, ma cercando di continuare a tenerlo in vita nella memoria e nel cuore delle persone.