Mancano pochi giorni al 6 febbraio, data della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi e prima di questo avvenimento (che travolgerà la nostra città) la redazione di MasterX ha viaggiato sui treni regionali di Trenord e Trenitalia TPER lungo le direttrici che collegano le province lombarde al capoluogo. L’obiettivo è verificare lo stato del servizio appena prima del momento di massima pressione sulla rete: non attraverso gli occhi dei turisti, ma vivendo l’esperienza di chi usa i mezzi ogni giorno per studio o lavoro.
Abbiamo monitorato la puntualità e la gestione delle cancellazioni, osservando da vicino la manutenzione dei vagoni. Il quadro è misto: convogli di ultima generazione convivono con mezzi datati, spesso segnati da graffiti con servizi igienici fuori uso. È un’analisi che parte dal basso, dalle linee suburbane delle 7:45 e delle 18:00, i momenti in cui tutti – o la maggior parte – usa i mezzi pubblici per spostarsi, per capire se il potenziamento delle infrastrutture promesso per l’evento avrà ricadute reali anche sulla mobilità quotidiana.
La geografia dei Giochi e l’impatto sui trasporti
Dal 6 al 22 febbraio, le competizioni saranno distribuite tra Milano e il Nord-Est. In città, i punti caldi saranno l’Ice Skating Arena (Assago), la nuova arena di Santa Giulia e gli spazi di Rho Fiera dedicati a hockey e speed skating. Dopo l’avvio milanese, i Giochi toccheranno Cortina d’Ampezzo, Livigno, Bormio e la Val di Fiemme, per chiudersi all’Arena di Verona il 22 febbraio, poco prima delle Paralimpiadi di marzo.
Trenord potenzia le corse verso le gare a Milano e in Valtellina per agevolare gli spostamenti di tifosi, appassionati e staff. Dal 6 al 22 febbraio sono programmate 120 corse in più e le linee suburbane estenderanno il servizio in orario notturno su Milano e verso le principali destinazioni, corse che porterebbero vantaggio anche ai pendolari. In questo scenario, il sistema dei trasporti, quindi, non dovrà gestire soltanto il flusso di atleti e spettatori, ma anche i residenti e i lavoratori che continueranno a spostarsi per necessità ordinarie.

LINEA SARONNO-ALBAIRATE (S9)
Stamattina ho viaggiato sul treno delle 8:16 da Monza diretto ad Albairate. Olimpiadi o no, il ritardo su questa tratta è (quasi) abituale, e ogni giorno il convoglio entra in stazione qualche minuto dopo l’orario previsto, cinque o sei circa. Oggi, 3 febbraio, il regionale per Albairate non ha stupito con ritardi clamorosi, ma neppure con puntualità svizzera. Il ritardo, infatti, era di “soli” 3 minuti. Tutto nella norma.
LINEA COMO S. GIOVANNI – RHO (S11)
Sveglia alle 6.10, un’ora prima di uscire di casa e prendere il treno delle 7.27 proveniente da Como San Giovanni e diretto a Rho, dalla stazione di Lissone-Muggiò (MB). Con il treno e la metro dovrei arrivare all’Università IULM alle 8.15, ma a causa dei ritardi spesso non è così. Il 3 febbraio il treno delle 7.11 è stato cancellato, mentre quello successivo che dovevo prendere io era in ritardo di 22 minuti. Sulla banchina la gente continuava ad aumentare, un mix di pendolari dei treni delle 7.11, delle 7.27 e del successivo 7.41, che subiva il ritardo di quello precedente, perché a Lissone ci sono solo due binari.
Non aiutavano la pioggia e il freddo pungente del mattino. Scendo alla stazione di Milano Porta Garibaldi alle 8.15, esattamente l’orario in cui sarei dovuta arrivare in classe. Ma il viaggio non è ancora finito: mi aspettano altri 15 minuti di metropolitana e 5 a piedi tra la fermata di Romolo e l’Università. La verità è semplice: disagi di questo tipo sono tutt’altro che rari. Ecco perché ogni giorno esco di casa con largo anticipo, così da poter fronteggiare eventuali ritardi o cancellazioni e riuscire comunque ad arrivare puntuale alla lezione delle 9.00.
LINEA BOLOGNA C.LE – MILANO P.G. E MILANO ROGOREDO – MORTARA
La prima tratta del mio tragitto è quella tra Lodi e Milano Rogoredo: la partenza prevista per le 7:44 non è mai rispettata e il treno arriva quotidianamente almeno 10 minuti dopo l’orario schedulato. Per fortuna i treni verso Rogoredo a quell’ora sono molti e non è necessario considerare esclusivamente quello. Tutte le persone questa mattina hanno comodamente trovato posto, considerando che i treni precedenti hanno drenato molti passeggeri e quindi nessuno è rimasto in piedi, anche se il tragitto è relativamente breve (circa 16 minuti).

Le condizioni dei posti a sedere sono buone e per terra non c’è traccia di sporcizia, ma i bagni sono in condizioni pessime e maleodoranti, considerando che però il treno aveva già effettuato due ore di viaggio: questo può essere normale. Il problema sorge per i passeggeri nelle immediate vicinanze delle porte dei servizi igienici che, seppur chiuse, non isolano gli odori e sono costretti a sentire cattivo odore per tutto il viaggio.
L’arrivo a Rogoredo è di conseguenza avvenuto in ritardo alle 8:13, che tuttavia non ha influito sulla mia coincidenza con la linea regionale in partenza schedulata per Mortara da Rogoredo alle 8:26. Anche qui qualche minuto di ritardo è d’obbligo e questa mattina non è stata da meno, con la partenza effettiva alle 8:30 a bordo di un vecchio treno con ancora le porte ad apertura manuale e i gradini da scendere e salire (sulla stessa tratta opera la linea S19 Rogoredo–Albairate Vermezzo che adopera invece treni di nuova generazione). L’arrivo a Milano Romolo ha riportato il ritardo accumulato in partenza senza però recare particolari problemi per l’inizio delle attività lavorative.
LINEA VARESE NORD – MILANO CADORNA (R22 O RE5)
Questa mattina sono arrivato alla stazione di Varese Nord verso le 6:30, come mio solito. Sono salito subito sul treno delle 6:50, che era già fermo sul binario in attesa della partenza. Il treno era uno dei modelli più nuovi, abbastanza pulito e, con mia sorpresa, più vuoto del solito.

Mentre aspettavo la partenza, l’occhio mi è caduto sul monitor che mostra gli orari d’arrivo previsti nelle varie stazioni. Secondo quella mappa il treno sarebbe dovuto arrivare a Malnate alle 5:25. La cosa mi ha stranito, tanto che sono uscito a controllare che non avessi preso un treno sbagliato o fuori servizio. Il treno, però, era segnato correttamente come quello delle 6:50. Infatti, all’orario stabilito è partito. Anche questa puntualità ha attirato la mia attenzione. Solitamente bisogna aspettare dai tre ai cinque minuti prima che quel treno si metta in moto.
Poco dopo l’inizio del viaggio, una voce robotica ha comunicato che il treno stava viaggiando con un ritardo di 90 minuti. A quel punto ho ricostruito cos’era successo. Mi trovavo in realtà sul treno delle 5:20. Già altre volte è capitato che treni con un ritardo significativo venissero adibiti alla tratta di orari successivi.
A questo punto, memore dei casi passati, il mio timore era che il treno venisse soppresso a metà corsa per l’eccessivo ritardo. Tuttavia, questa volta è arrivato fino al capolinea a Milano Cadorna. Sarebbe stato in perfetto orario se non si fosse trattato del treno di 90 minuti prima.
LINEA MALPENSA AEROPORTO – MILANO CADORNA
Come ogni mattina, sono uscita di casa alle 7:15 per prendere il treno delle 7:30 dalla stazione di Rescaldina, diretto a Milano Garibaldi sulla linea Milano Malpensa–Milano Centrale. Una volta arrivata in stazione, però, ho scoperto che il treno era stato soppresso, senza alcuna comunicazione o spiegazione. Sono stata quindi costretta a prendere il treno successivo, previsto per le 7:47, che percorreva però la tratta Novara Nord–Milano Cadorna. Inizialmente risultava puntuale, ma nel giro di pochi minuti ha accumulato un ritardo di circa dieci minuti. La stazione, intanto, era gremita di pendolari: sia quelli diretti verso Centrale sia quelli diretti a Cadorna, che si affollavano sulle banchine.
Il treno è arrivato alle 7:55. Tutti i posti a sedere erano occupati, molte persone erano in piedi lungo i vagoni e schiacciate in ogni spazio libero. Anch’io ho viaggiato in piedi. Durante il tragitto, che avrebbe dovuto durare 27 minuti, il treno si è fermato più volte in mezzo al nulla, senza che venisse fornita alcuna spiegazione ai passeggeri.
Arrivata a Milano Cadorna alle 8:25, sono andata verso la metropolitana per prendere la linea verde fino a Romolo. Anche qui la situazione era caotica: la stazione era affollata di persone che si muovevano in fretta, scontrandosi tra loro nel tentativo di recuperare il tempo perso. Una volta in banchina, la metro è arrivata dopo circa un minuto. I vagoni erano pieni, i vetri appannati dall’umidità della pioggia e il riscaldamento al massimo rendevano il viaggio ancora più faticoso.
Scesa a Romolo, ho percorso l’ultimo tratto a piedi sotto la pioggia, arrivando in università intorno alle 8:45.
LINEA BRESCIA – MILANO C.LE
Anche la linea ad alta velocità che copre la tratta Brescia-Milano non è esente da problematiche. Ogni mattina da Brescia prendo il treno ad alta velocità che parte da Venezia Santa Lucia e arriva in stazione a Milano Centrale. Posso scegliere tra due soluzioni per arrivare in orario in università: Trenitalia, che ferma a Brescia alle 7.34 per arrivare a Milano alle 8.12, e Italo, che ferma alle 7.49 con arrivo programmato a Milano alle 8.25. Questi due treni rappresentano la sola possibilità per giungere a Milano utilizzando le linee dell’alta velocità, che nella regione Lombardia non toccano Bergamo. Entrambi i treni sono presi d’assalto dai pendolari, che acquistano i biglietti anzitempo grazie agli abbonamenti, rendendo inaccessibile l’acquisto in giornata. I prezzi, per il biglietto escluso dall’abbonamento, variano tra i 25 e i 40 euro per tratta, in base all’anticipo con cui il biglietto viene acquistato.

La puntualità è una caratteristica non molto cara nel nostro Paese ai mezzi di trasporto, e i treni non si esimono da ciò. Ogni giorno è contemplato un ritardo minimo di 5 minuti, ma gli scioperi frequenti e i vari rinnovamenti infrastrutturali che toccano la linea Brescia-Verona incidono sulla percorrenza fino a fine tratta. Nonostante l’alta velocità dovrebbe rappresentare l’eccellenza tra i mezzi di trasporto disponibili sul nostro territorio, al momento l’implementazione delle linee non è completa, gli orari sono spesso soggetti a modifiche, svolgendo un servizio per i passeggeri decisamente sotto gli standard attesi.
LINEA CREMONA – MILANO C.LE
La tratta Cremona-Milano non è coinvolta nei potenziamenti organizzati da Trenord in vista dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026. Negli ultimi mesi, è però riuscita a rendersi protagonista della cronaca locale a seguito dei tagli di alcune fermate che – nei fatti – tagliano fuori dal collegamento di trasporti pubblici tre piccoli comuni (Caravaggio, Capralba e Casaletto Vaprio) per diverse ore ogni giorno.
Per raggiungere Milano da Cremona, ogni mattina sono disponibili tre treni diretti: alle 05:32 in direzione Milano Porta Garibaldi, alle 06:04 parte un diretto verso Milano Certosa e alle 06:35 l’ultima possibilità per arrivare alle 08:24 a Milano Porta Garibaldi senza cambi. Le opzioni più frequentate sono le ultime due, con una netta distinzione tra lavoratori (che prediligono l’opzione verso Milano Certosa) e studenti universitari, che possono posticipare la sveglia di qualche decina di minuti.

Tre treni diretti sulla carta sono garantiti anche per il ritorno a casa. Alle 16:36, 17:36 e 18:36 da Milano Porta Garibaldi partono treni diretti a Cremona; l’opzione delle 19:36 è valida solo se la stazione di tuo interesse non è tra Treviglio e Crema.
Tra gennaio e febbraio la sessione di esami svuota i treni, con gli universitari che non raggiungono quotidianamente Milano. Questo però non svuota i vagoni né è garanzia di trovare un posto per passare il viaggio – che da partenza a capolinea si aggira intorno alle due ore – seduti. Le fermate più numerose, oltre a Cremona, sono Soresina, Castelleone, Crema e Treviglio, quest’ultima complice lo snodo ferroviario che offre la possibilità di cambiare linea con tratte dirette in altre città.