Super Bowl 2026, lo show di Bad Bunny e l’ira di Trump: “Lo spettacolo più brutto di sempre”

Un inno alla pace tra i popoli, un inno all’amore. È l’halftime show del Super Bowl 2026 firmato Bad Bunny, il rapper e cantante portoricano fresco di vittoria del Grammy per il miglior album del 2025 che ha portato sul campo della Levi’s Arena di Santa Clara in California il suo show, quello fatto di persone, di ballo, di bandiere di tutto il continente americano. Ospiti a sorpresa Lady Gaga e Ricky Martin oltre al cameo di Pedro Pascal, Jessica Alba, Cardi B e Karol G.

L’ambientazione ha ricordato tutto quello che è il contenuto del suo ultimo album Debí Tirar Más Fotos (quello per cui Bad Bunny ha vinto il Grammy): campi di canne da zucchero, cappelli di paglia (la pava portoricana), i carretti dei piraguas (dolce tipico portoricano a base di ghiaccio tritato e sciroppi colorati) o con i cocchi, la casita (una riproduzione della sua casa natia) che ad ogni concerto del Debí Tirar Más Fotos tour diventa un secondo palcoscenico sul cui tetto si esibisce, e poi ancora matrimoni, feste dove si balla, si balla e ancora si balla.

Il primo artista ad esibirsi quasi interamente in spagnolo

Quello di Bad Bunny al Super Bowl è diventato un caso (o forse un caos) complice soprattutto la politica del presidente americano Donald Trump, questa presenza non è proprio andata giù. L’artista portoricano è diventato il primo uomo latino ad esibirsi alla manifestazione sportiva con un’esibizione quasi interamente in spagnolo. L’unico momento in cui si canta in inglese è quando Lady Gaga, ospite a sorpresa, con il suo brano Die With a Smile riarrangiato per l’occasione e contestualizzato in versione salsa.

La contrarietà di Trump non è mai stata nascosta da quando era stata annunciata l’esibizione di Bad Bunny come artista dello show. Ma sul social Truth il commento non è tardato ad arrivare proprio poco dopo la fine dell’halftime. “Lo show del Super Bowl è stato assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre! Non ha alcun senso, è un affronto alla grandezza dell’America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza”. E l’attacco prosegue. “Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini che lo guardano in tutti gli Stati Uniti e in tutto il mondo”, ha aggiunto il presidente americano.

 

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“Questo ‘spettacolo’ – ha proseguito Trump – è solo uno schiaffo in faccia al nostro Paese, che ogni giorno stabilisce nuovi standard e record, compresi i migliori risultati di sempre per la borsa e i fondi pensione”. “Non c’è nulla di stimolante in questo disastro di spettacolo e, vedrete, riceverà ottime recensioni dai media delle fake news, perché non hanno la minima idea di cosa stia succedendo nel mondo reale”, ha aggiunto il tycoon.

“L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”

Roger Goodell, il direttore generale dell’NFL, ha sostenuto la propria decisione andando contro le volontà di Trump, dichiarando come ogni artista scelto, in qualsiasi edizione, abbia suscitato sempre qualche critica. Bunny che nel 2025, ma anche in diversi anni precedenti, è risultato l’artista più seguito su Spotify.

Tutta la performance di Bunny nell’evento televisivo più famoso della storia è stata un susseguirsi di quadri con lo scopo di ricordare quanto gli USA siano fatti di persone, anche immigrate da altri paesi (soprattutto dell’America Latina) contro i quali The Donald si è sempre scagliato duramente. Anche dopo le forti repressioni ad opera dell’ICE. Già dal palco dei Grammy Awards, infatti, il cantante portoricano si era fermamente schierato durante la sua premiazione: “Prima di ringraziare Dio, voglio dire: ICE OUT. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani. L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore. Ma se dobbiamo combattere, lo faremo con l’amore. Noi non li odiamo. Noi amiamo la nostra gente”. A difesa della sua gente e di quelle che sono le sue origini.

Bad Bunny e l’ospite a sorpresa Lady Gaga nell’half time show del Super Bowl
“Insieme siamo America”

“L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore” campeggiava sui maxiscermi della Levi’s Arena in California verso la fine dell’esibizione, oltre a un’altra scritta apposta sulla palla da football americano che Bunny ha tenuto in mano: “Together we are America” (insieme siamo America) per dimostrare, assieme a un coro di bandiere di tutti i paesi americani nominati uno ad uno, di essere in realtà una cosa sola.

Venerdì 13 febbraio Bad Bunny riprenderà il Debí Tirar Más Fotos World Tour da Buenos Aires. Successivamente, l’artista porterà la sua musica in giro per il mondo fino all’appuntamento conclusivo in programma il 22 luglio allo stadio Re Baldovino di Bruxelles. Sono previsti anche due concerti in Italia: venerdì 17 e sabato 18 luglio all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano.

Ma la partita?

I Seahawks di Seattle hanno dominato il match stracciando i Patriots di Boston 29 a 13. La difesa di Seattle è stata protagonista dall’inizio alla fine e ha guidato i Seahawks verso il loro secondo titolo del campionato statunitense di football. I Patriots speravano in un revival dell’era Brady, quando il leggendario quarterback Tom Brady li aveva portati a vincere ben sei trofei tra il 2001 e il 2018.

 

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