Cambiano le regole ma non i partecipanti dell’Academy. Per l’edizione degli Oscar di quest’anno erano previste grosse novità, tra cui l’obbligo di aver visto tutti i film di una categoria per votare. E invece poco prima della celebrazione più famosa di Hollywood un membro anonimo ha confessato di non aver visto alcune pellicole in lista.
L’intervista della giurata
«Ho messo Frankenstein al decimo posto perché non l’ho visto». Queste le dichiarazioni della donna al The Hollywood Reporter, quando le era stato chiesto un parere sulle candidature. «So che è ingiusto, ma ho deciso comunque di spuntare la casella che indicava la visione per poter sostenere altri film».
A una settimana dalla notte degli Oscar – che si svolgerà in Italia tra il 15 e il 16 marzo – l’introduzione di questo nuovo vincolo sembrava una scelta quasi obbligata, necessaria, ma che è stata già disattesa tra i 719 votanti. Gli Academy Awards sono percepiti come un collettivo distinto e competente per rappresentare la vetrina più sfarzosa dell’industria. La 98° edizione però si è differenziata per la sua disomogeneità. Una caduta di stile che accresce i dubbi sulla scrupolosità dell’adempienza alle regole, ma soprattutto sulla selezione e sul merito dei votanti.

La giurata ha continuato su questo crinale per tutte le nomination, sostenendo di non aver guardato nemmeno altre opere delle rispettive categorie. Ha poi elargito giudizi sui film che aveva visto interamente, su quelli che aveva visto solo a metà e su quelli che non aveva visto per nulla: «F1 non faceva per me. Ho visto circa 45 minuti e mi è bastato, non avevo bisogno di continuare».
«Non avevo tempo» ha aggiunto, «non doveva votare» è l’opinione comune tra giornalisti e addetti ai lavori. L’intervista si è conclusa con l’ammissione di aver saltato completamente alcune categorie: «non mi sentivo abbastanza preparata per esprimere un giudizio».
I precedenti dei giurati e le nuove modalità di voto
Stephen King si era già espresso sul tema nel 2020 in un articolo su Vanity Fair, critico rispetto ai votanti che a suo dire «dovrebbero guardare tutti i film seriamente in corsa. Non c’è modo di verificare quanti lo facciano davvero, perché la visione si basa sulla fiducia». Altri sondaggi delle scorse edizioni riportavano dichiarazioni simili tra i giurati. L’obbligo di visione, di fatto, è rimasto solo su carta. “L’honor system” è basato infatti sul concetto di buona fede. Tutte le opere sono disponibili sul portale online dell’Academy, ma gli elettori possono dichiarare di averle viste altrove. Basta spuntare una casella ed è fatta. Il film risulta visto. Altri invece li lasciano scorrere sul sito in modalità muto pur di votare.

Se queste confessioni non erano accettabili negli anni precedenti, con il nuovo regolamento la questione vacilla tra il grottesco e l’imbarazzante. Un genere degno di una nuova categoria di demerito: per i giurati che fingono di aver visto le pellicole quando invece non lo hanno fatto. Alla peggior interpretazione del ruolo.