C’è chi fa la prova dei letti ricordando le strutture di cartone viste a Parigi 2024, chi assaggia e dà un voto al cibo italiano, ma c’è anche chi si cimenta in room tour con un focus speciale su un elemento quasi mistico: il bidet. È questa la vitalità che si respira nei villaggi olimpici di Milano, Cortina e Predazzo, che ospitano le 42 delegazioni nazionali e che hanno già iniziato a popolarli. Il tutto rigorosamente pubblicato nel cosiddetto Olimpictok, l’enorme fenomeno mediatico e virale che si sviluppa su TikTok, ma estendibile a ogni piattaforma, che caratterizza ormai tutti gli eventi con particolare rilevanza mediatica.
Le Olimpiadi stanno per cominciare e oltre a vivere il brivido delle competizioni e l’emozione delle medaglie attraverso i broadcaster tradizionali, è sempre più vivo l’interesse degli utenti per il dietro le quinte. Si cerca ciò che accade quando le gare non sono ancora iniziate o quando i podi sono già stati assegnati, sfamando quel voyeurismo dell’opinione pubblica che vuole scoprire come sono le stanze degli atleti, cosa mangiano, dove si allenano e da quali e quanti pezzi sono composti i kit forniti a sportivi e volontari.
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Dal room tour all’unboxing delle divise: la vita nel backstage
Sono già migliaia i “video-reportage” dei giovani sportivi che svelano tutto quello che accade nel backstage dei giochi. Ogni passaggio è accuratamente documentato su Instagram e TikTok, a partire dal check-in nei villaggi olimpici con riprese in soggettiva dell’apertura della porta e l’effetto sorpresa della stanza, singola o doppia, che stavolta sembra dotata di letti molto più confortevoli di quelli visti all’ultima edizione dei Giochi. Sia mai fare la fine del povero Thomas Ceccon, oro olimpico a Parigi, che fu costretto a schiacciare un pisolino in un parco pubblico a causa della scomodità dei materassi. A confermare il cambio di rotta è la danzatrice su ghiaccio Phebe Bekker, che rassicura i suoi follower spiegando che i letti finalmente non sono di cartone.
Parallelamente, l’atleta olandese Jutta Leerdam riprende il suo ingresso nel food corner tra pizze e focacce, scatenando l’ironia dei commenti su come questi atleti torneranno a casa con qualche chilo in più rispetto alle altre edizioni, d’altronde siamo in Italia! E poi arriva anche il giudizio: “La pasta è eccezionale, da 8…”. Protagoniste dei simpatici reel anche alcune atlete della delegazione canadese, tra cui la campionessa di short track Courtney Sarault, che ha scoperto, tra le specialità offerte dalla mensa, il famoso tortino al cioccolato. “Oh my god” esclama, filmando il ‘cuore’ di cioccolato da dare poi in pasto al suo profilo TikTok.
@thesnowbok Couldn’t help but start my canteen exploration in the Italian section. 🍕 🍝 #crosscountryskiing #xcskiing #athlete #milanocortina2026 #nordicskiing @Milano Cortina 2026 ♬ Get Lucky – Stay Groove Band
Il Pin Trending, un modo per scambiarsi piccoli “trofei”
Moltissimi atleti hanno deciso di trasformare i propri feed in veri e propri vlog dell’esperienza in Italia, documentando tutto, dalla corsia prioritaria all’aeroporto di Malpensa (in barba ai “passeggeri normali” che sono costretti a farsi ore di fila, ma a loro lo concediamo!) fino alla collezione e allo scambio delle spille ufficiali. Questo fenomeno, chiamato Pin Trending, ricorda i braccialetti degli Swifites o la rarità delle carte Pokemon: nessuno vince una medaglia, ma le spille sono piccoli trofei da scambiarsi fino a rendere il badge un tripudio di spillette che in rete raggiungono cifre di rivendita che si aggirano attorno ai duecento euro.
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Virali sono anche le espressioni riprese in diretta alla vista in anteprima dei “palcoscenici che dovranno affrontare” come piste di pattinaggio sul ghiaccio o le discese per il bob. L’avventura olimpica è trasversale: chi come l’australiana Holly Harris esibisce in favor di camera le paillettes dell’abito con cui gareggerà nel pattinaggio artistico; chi invece, come l’americano Emery Lehman e la nazionale estone tutta, documentano il primo assaggio con il ghiaccio del nuovo ovale di Rho, là dove saranno impegnati in quello di velocità.
Dentro il villaggio: tra bandiere, servizi e “Italian style”
Il racconto social prosegue tra la fornitura dei distributori di snack e bevande, gli scambi di badge, la dotazione di phon all’interno delle camere e la composizione dei buffet che non mancano mai di ospitare le assai instagrammabili lasagne. Non manca tuttavia chi, riponendo malcelata diffidenza verso i cucinieri comuni, decide di contro di provvedere da sé al proprio sostentamento sotto le presunte insegne dell’italianità — invero senza avere le idee troppo chiare — come chi, tra gli addetti alla logistica della delegazione australiana, brandisce un avocado come emblema dell’«Italian style».

Nel villaggio olimpico di Milano in zona Scalo di Porta Romana, in via Lorenzini, già campeggiano le bandiere di diversi paesi organizzate per piani e settori così che da fuori si capisca che al primo piano ci sono tutti gli atleti cinesi, in un settore del secondo quelli norvegesi e così via. È un modo per dire a tutti coloro che passano “ci siamo”, non limitandosi solo a descrivere l’esperienza sui social, anche se pure in questo caso le foto per i passanti saranno d’obbligo. Nella città degli atleti c’è davvero di tutto: un parrucchiere, un pronto soccorso, una palestra aperta h24 e una sala di preghiera. Ci sono anche due mense, una per gli atleti e una per lo staff — dai membri del comitato organizzatore ai preziosi volontari — che danno un benvenuto all’italiana con un gigantesco “Buon appetito” piazzato proprio all’ingresso.