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AL BANDO I PAPÀ, AI FIGLI SOLO IL COGNOME MATERNO. LA PROPOSTA DI FRANCESCHINI

Perché mettere i genitori nella scomoda, delicata posizione di scegliere? Che il cognome materno sia obbligatorio. Solo quello, però. È la “neonata” proposta di legge del senatore del PD Dario Franceschini. Anticipata durante l’assemblea di gruppo e pronta ad essere presentata al Senato.

AL BANDO I PAPÀ

Guadagneranno pure il 20 % in meno dei loro colleghi maschi (pur essendo mediamente più istruite), ma adesso, le donne italiane, potrebbero prendersi i cognomi.

La proposta di legge concepita da Franceschini avrebbe come intento quello di vendicare « un’ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico, ma è stata una delle fonti culturali sociali delle disuguaglianze di genere », ha spiegato.

Dopotutto, sono secoli che figli e figlie prendono il cognome del papà. Non da ultimo, alla base del ragionamento dell’ex ministro ci sarebbe una questione puramente pratica: « anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi o con la scelta tra quello del padre e quello della madre, stabiliamo che dall’entrata in vigore della nuova legge i figli prenderanno solo il cognome della madre ».

GENDER PA’ GAP

Quando se non ora, è tempo di fare cambio? Nella lotta alla disparità di genere l’opposizione il primo colpo lo sferrerebbe all’anagrafica. « Ma certo, cancelliamoli dalla faccia della terra, questi papà, così risolviamo tutti i problemi », è la risposta quietamente sardonica del segretario della Lega Matteo Salvini. 

Meno ironico e più indignato, invece, il presidente della commissione Cultura della Camera Federico Mollicone: « È una provocazione irricevibile. Nella visione di Franceschini si passerebbe dal patriarcato al matriarcato ». Fi, invece, vedrebbe nella proposta di legge una mera strategia mediatica. Tra il confuso e il pacatamente sconcertato è il laconico commento di Carlo Calenda, segretario di Azione: « Altre priorità non ne abbiamo? Boh ».

Entusiastica è, al contrario, la partecipazione della sinistra al “baby shower” legislativo: « Una proposta interessante e condivisibile – commenta la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella -; sicuramente guarda molto in là ».

Serena Del Fiore

Milano, figlia dei 90s e di tanta letteratura. Scrivo (e parlo) di arte, cultura e spettacolo. Quando sono sull'orlo di un esaurimento nervoso penso sempre al posto mio cosa farebbe Woody Allen. Mi pento tutte le volte. Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità con Gianni Canova, nel 2019 sono stata compagna di palco di Beppe Severgnini nello spettacolo teatrale "Diario sentimentale di un giornalista", unendo due grandi passioni: viaggiare e raccontare storie. Ho vissuto a Parigi e New York.

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