L’Unione Europea sta per dare una svolta alla regolazione delle attività spaziali con l’“EU Space Act”, una proposta di regolamento presentata dalla Commissione il 25 giugno 2025 per creare un quadro normativo unico e armonizzato in tutta l’UE. Questa nuova legge nasce per rispondere alla crescente importanza dello spazio come settore economico, tecnologico e strategico, colmando l’attuale frammentazione di regole tra i 27 Stati membri che oggi adottano approcci diversi.
UE Space Act: l’Europa punta a uno spazio più sicuro, resiliente e sostenibile
Il cuore dello Space Act si fonda su tre pilastri: sicurezza, resilienza e sostenibilità. In primo luogo, la sicurezza riguarda la gestione del traffico orbitale e la riduzione dei detriti spaziali in un contesto con migliaia di satelliti già in orbita e milioni di frammenti pericolosi. Nuove norme renderanno obbligatorio un migliore tracciamento degli oggetti spaziali e lo smaltimento sicuro dei veicoli spaziali al termine del ciclo di utilizzo.
Sul fronte della resilienza, l’atto stabilisce requisiti di sicurezza informatica e analisi dei rischi per proteggere le infrastrutture spaziali da attacchi cyber che potrebbero compromettere servizi critici come telecomunicazioni, navigazione o osservazione terrestre.
Infine, la sostenibilità punta a rendere l’industria spaziale più responsabile dal punto di vista ambientale. Gli operatori dovranno valutare e ridurre l’impatto delle loro attività, promuovendo tecnologie a basso impatto ambientale e soluzioni come la manutenzione in orbita per prolungare la vita dei satelliti e ridurre i detriti.

L’obiettivo di Bruxelles è duplice: proteggere la sicurezza e l’integrità dello spazio orbitale europeo e favorire la competitività delle imprese europee, semplificando l’accesso al mercato e creando condizioni più prevedibili per start-up e PMI. La normativa, che si applicherà anche a operatori non UE che offrono servizi nello spazio europeo, è ora in discussione fra Parlamento e Consiglio e potrebbe entrare in vigore entro i prossimi anni. Con lo Space Act l’Europa vuole non solo difendere i propri interessi spaziali, ma anche porsi come modello globale di sostenibilità dello spazio.
USA vs Ue Space Act
Le proposte contenute nello Space Act europeo non sono piaciute a Washington. Nel Comments of the United States of America on the Proposed EU Space Act, si legge che la nuova legislazione “imporrebbe oneri normativi inaccettabili ai fornitori statunitensi che offrono servizi spaziali ai clienti europei”. Il dipartimento di Stato americano vuole che l’Unione Europea ripensi e perfezioni il documento per non penalizzare le decine di aziende spaziali statunitensi.
A preoccupare sono soprattutto due passaggi. Il primo riguarda la sostenibilità: lo Space Act prevede requisiti di protezione ambientale per i satelliti commerciali più rigorosi di quelli imposti dagli enti regolatori USA. Il secondo riguarda, invece, una clausola per cui i fornitori di servizi di lancio non appartenenti all’UE saranno approvati solo quando “non esistono sostituti prontamente disponibili o alternative realistiche all’interno dell’Unione”.
Per gli Stati Uniti, il settore spaziale è ancora relativamente nuovo e quindi non può essere soggetto a una regolamentazione così stringente.
Non solo Space Act
In contemporanea con lo Space Act, l’Ue ha presentato un altro documento che rappresenta una “priorità fondamentale per la Commissione”: la visione per l’economia spaziale europea. L’iniziativa punta a rendere l’Europa leader nell’economia spaziale entro il 2035.

Tra le proposte previste per raggiungere l’obiettivo si trova: il rafforzamento della collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea e L’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale; l’ingresso di ESA E USPA (e altri stakeholder) in una nuova iniziativa volta a unificare gli sforzi spaziali: lo Space Team Europe; il potenziamento di una piattaforma di appalti per sfruttare al meglio anche le opportunità extra Ue. Le azioni concrete previste dalla “visione” europea sono oltre 40. L’obiettivo finale è rafforzare un’ecosistema che entro il 2035 potrebbe arrivare a valere 1,6 trilioni di dollari.
Ma quali sono oggi i numeri della space economy europea?
Secondo Il Sole 24 ore, il segmento upstream (progettazione e costruzione satelliti, lanci…) ha un potenziale di mercato di 408 miliardi di euro; quello downstream (di cui fanno parte tutti quei servizi che usano tecnologia spaziale applicata a osservazioni terresti) vale circa 82 miliardi. Nel 2024, i bilanci istituzionali per lo spazio (civili e difesa) hanno raggiunto la cifra storica di 122 miliardi di euro.
Record anche per gli investimenti privati nel settore: più di 1,5 miliardi nel 2024 (il 56% in più rispetto al 2023). Numeri ancora lontani da quelli USA. Basti pensare che la quota americana nel bilancio spaziale globale è del 60%; quella europea è del 10%.
A cura di Giovanni Martinelli e Sebastiano Lodovici