Da Belén a Cristina D’Avena, Morgan e Grignani: tutti i duetti di Sanremo 2026

Che il 76esimo Festival della Canzone Italiana fosse molto chiacchierato è ormai cosa nota, anzi lo è sempre stato. Ma dopo i dubbi su un cast che ha l’aria di essere tutt’altro che memorabile e brani con tematiche che sembrano spaziare dall’evergreen dell’amore fino alla nostalgia per sfuggire ai tempi complessi del presente, a rincarare la dose ci pensa l’annuncio di Carlo Conti al TG1 dei duetti che animeranno la quarta serata, quella delle cover, in programma venerdì 27 febbraio. Scorrendo il dito sulla lista dei trenta brani un sussulto, ma anche un sorriso (forse più di uno), sono sicuramente scappati: cosa ci fanno Belén Rodríguez, Francesca Fagnani, Claudio Santamaria e chi più ne ha più ne metta sul palco dell’Ariston?

Effetto “meme” e ritorni inaspettati

Per la verità già Lucio Corsi con Topo Gigio lo scorso anno erano stati un unicum nella serata delle cover  facendo divertire i più e ricordando questo personaggio a chi l’aveva vissuto, ma per questa edizione ci si è sicuramente superati e molte accoppiate appaiono più come dei meme. Pensiamo al ritorno di Cristina D’Avena che affiancherà le Bambole di Pezza in “Occhi di gatto”, o a Ditonellapiaga con TonyPitony in “The Lady Is a Tramp”, con il cantautore siciliano pronto a regalare sorprese dopo un successo — magari sconosciuto ai più — fatto di testi espliciti e volutamente spinti ma dalla qualità musicale e tecnica elevata. Elettra Lamborghini, dal canto suo, è riuscita a resuscitare addirittura le Las Ketchup: non dovrebbe twerkare, ma l’obiettivo è chiaramente far ballare tutti con le mani sulle note di “Aserejé”.

Attori e “Belve” prestati al microfono

E poi ci sono gli strani duetti con personaggi che non sono cantanti di professione, come Fulminacci che ha scelto la “Belva” Francesca Fagnani per cimentarsi in “Parole parole”, o Samurai Jay che, affiancato da Belén Rodríguez e Roy Paci, interpreterà “Baila morena”. In questo caso non si sa davvero cosa aspettarsi. Tra un film di Muccino e l’altro, invece, Claudio Santamaria accompagnerà Malika Ayane in “Mi sei scoppiato dentro il cuore”: almeno lui, però, bisogna ammettere che canta seriamente anche nella vita di tutti i giorni.

Le belle voci e i grandi tributi

Non mancano poi i duetti che, almeno sulla carta, risultano meno “trash” e più interessanti dal punto di vista artistico. Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma in “Quello che le donne non dicono” è una scelta destinata a far venire i brividi, così come la strana ma potente triade Fedez, Masini e Stjepan Hauser che omaggeranno Gianna Nannini in “Meravigliosa creatura”. Un’altra coppia che promette bene è quella composta da Levante e Gaia, che canteranno “I maschi”. Un omaggio d’obbligo sarà poi quello per Ornella Vanoni, scomparsa pochi mesi fa: il ricordo sarà affidato a Michele Bravi e Fiorella Mannoia con “Domani è un altro giorno”, ma a celebrare la signora della musica italiana sarà anche un’altra signora, Patty Pravo, accompagnata dal primo ballerino della Scala di Milano Timofej Andrijashenko sulle note di “Ti lascio una canzone”.

Di tutto e di più

Il resto del programma si muove tra conferme e accoppiate curiose che mescolano generi e generazioni diverse. Mara Sattei non porterà sul palco dell’Ariston Thasup come tutti si sarebbero aspettati, ma ha scelto con Mecna di puntare su “L’ultimo bacio”. Maria Antonietta e Colombre si uniranno a Brunori Sas per “Il mondo”, mentre Eddie Brock cercherà la spinta emotiva di Fabrizio Moro e la sua “Portami via” ed Enrico Nigiotti si affiderà ad Alfa per “En e Xanax”. Spazio anche ad Ermal Meta e Dardust in “Golden hour”, alla potenza di Francesco Renga con Giusy Ferreri che non canterà un tormentone ma si cimenterà in “Ragazzo solo, ragazza sola”.

 

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Poi ancora divertimento con J-Ax con la Ligera County Fam. per “E la vita, la vita”. Non manca il sapore di famiglia con LDA e Aka 7even insieme a Tullio De Piscopo in “Andamento lento”, dove probabilmente papà Gigi D’Alessio ha messo lo zampino. La lunga carrellata prosegue con Leo Gassmann e Aiello su “Era già tutto previsto”, Dargen D’Amico con il veterano Pupo e Fabrizio Bosso in “Su di noi”, Nayt con Joan Thiele, una coppia che potrebbe riservare sorprese nella “Canzone dell’amore perduto”, e Raf con i The Kolors per l’internazionale “The Riddle”.

A chiudere la rassegna troviamo Sal Da Vinci con Michele Zarrillo con “Cinque giorni”, Sayf con Alex Britti e Mario Biondi che dovrebbe suonare la tromba sulle note di “Hit the Road Jack”, Serena Brancale con Gregory Porter più Delia reduce da X Factor e i ritmi latini di “Bésame Mucho”, Tommaso Paradiso e il ritorno degli Stadio omaggiano Dalla e il suo “Ultima luna” e Tredici Pietro farà “Vita” con Galeffi e Fudasca e tutta la band.

Attenti a quei due: le mine vaganti

E infine restano loro, gli imprevedibili: Morgan che accompagnerà Chiello in “Mi sono innamorato di te” e Gianluca Grignani invece sosterrà per la serata Luchè in “Falco a metà”. La speranza di tutti è che Morgan e Grignani non mandino tutto “a carte e quarantotto” come accaduto in certe loro memorabili (e agitate) apparizioni passate. Se terranno botta, potrebbero essere i momenti più alti del Festival, in caso contrario avremo comunque qualcosa di cui parlare per i prossimi dieci anni.

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