Sci Alpino, cala il sipario: Shiffrin e Odermatt regnano, Italia tra conferme e nodi irrisolti

La stagione di Coppa del Mondo di Sci Alpino si è ufficialmente chiusa con le finali di Lillehammer, location di grande richiamo che fa subito tornare alla memoria i Giochi Olimpici Invernali 1994. Ora qualche mese di stop: l’appuntamento è per il 24 ottobre, quando sciatori e sciatrici torneranno a gareggiare a Sölden, in Austria, come è ormai abitudine. In Norvegia il Circo Bianco ha incoronato la sua regina, Mikaela Shiffrin, e il suo re, Marco Odermatt

Fin qua nulla di nuovo, perché stiamo parlando della dominatrice e del dominatore dell’ultimo decennio e dell’ultimo quinquennio, rispettivamente con 6 e 5 Coppe del Mondo generali conquistate. Meglio di loro solo Marcel Hirscher (8), Annemarie Moser-Proell (6) e Marc Girardelli (5). A differenza delle scorse stagioni, però, sia l’una che l’altro hanno avuto da soffrire, a modo loro, fino alla fine. 

Brilla la stella di Aicher: Shiffrin ha la sua rivale

Mikaela Shiffrin si è giocata la sfera di cristallo fino all’ultimissima gara, all’ultimissima manche, con la tedesca Emma Aicher. Da tempo una predestinata, la classe 2003 ha vissuto la stagione migliore della sua carriera, la prima in cui trova una continuità di risultati con 3 vittorie e 10 podi complessivi.

 

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A fare la differenza sono stati 87 punti: mai la statunitense negli altri 5 precedenti aveva avuto un margine così risicato sull’avversaria. La sensazione comune è che sia solo una questione di tempo per la 22enne di Sundsvall prima di conquistare il titolo più prestigioso. Per lo Sci Alpino rappresenta una rarità: è l’unica a mettersi in gioco in tutte e quattro le discipline e in tutte e quattro è competitiva.

Pinheiro beffa Odermatt in una disciplina, ma per la generale servirà l’impresa

Sul fronte maschile, Marco Odermatt si era assicurato già da qualche settimana la Coppa generale. Ciononostante, nel finale di stagione ha fatto segnare un calo di risultati importante. Il dato più significativo riguarda il numero di podi, 14: mai era stato così basso nelle altre annate vittoriose. In primis c’è stata la delusione olimpica, perché a Milano Cortina ha conquistato due medaglie d’argento e una di bronzo, mancando l’appuntamento con l’oro.

L’ultimo successo in Coppa del Mondo risale alla discesa libera di Garmisch a fine gennaio. Da quel momento 5 gare e un solo podio. Dopo aver conquistato la coppa di specialità in discesa libera e Super G, lo svizzero ha perso all’ultima gara quella di Slalom Gigante con l’uscita in prima manche a Lillehammer.

Lucas Pinheiro Braathen vince la Coppa del Mondo di Slalom Gigante 2026 (Credit: FIS Alpine)

Ha trionfato Lucas Pinheiro Braathen, l’antagonista del presente e… del futuro? Il brasiliano ha chiuso secondo in generale a poco meno di 600 punti di distacco: solo Kilde nel 2022 era arrivato più vicino a Odermatt (467 punti). La stagione dell’ex atleta norvegese è stata la sua migliore in carriera con 8 podi (3 vittorie), la coppetta di specialità e il secondo posto in quella di slalom speciale. A suggellarla ci ha pensato l’oro olimpico in slalom gigante. E l’Italia?

Pirovano e Goggia trionfano, Della Mea la più migliorata e Trocker fa sognare

Quella 2024/25 era stata una stagione ai limiti dell’irripetibile con 12 vittorie al femminile, 10 delle quali portavano la firma di Federica Brignone (2 di Sofia Goggia). Nel ‘25-’26 sono arrivati 8 successi su 37 gare totali di Coppa del Mondo, distribuiti tra 4 atlete: tre per Goggia e Pirovano, uno per Delago e Curtoni. Le prime due hanno conquistato anche le coppe di specialità in Super G e discesa libera. I podi complessivi sono stati 13, mentre per 29 volte su 37 è arrivata almeno una top 10.

Non è mai riuscito a conquistare un podio, ma la sciatrice più migliorata dell’annata è certamente Lara Della Mea, diventata competitiva sia in gigante che in slalom speciale. Per la 27enne di Tarvisio ben 8 top 10 in Coppa del Mondo. Resta l’amaro in bocca per il quarto posto in gigante ai Giochi Olimpici, seppur arrivato a causa della vittoria di Federica Brignone.

 

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Se per anni sono state le discipline veloci o il gigante i fiori all’occhiello della spedizione azzurra a livello femminile, ora c’è speranza anche nella disciplina tecnica per eccellenza, ovvero lo slalom speciale. A lanciare segnali è la classe 2008 Anna Trocker, fresca vincitrice dell’oro sia in gigante che nello speciale ai Mondiali Juniores di Narvik. Sempre in Norvegia ha partecipato alle finali di Lillehammer, conquistando due top 10 (nona nello speciale, ottava nel gigante) che lasciano ben sperare per il futuro.

Un futuro che rivedrà protagonista anche una grande assente di questa stagione come Marta Bassino che ha ripreso ad allenarsi sulla neve e sarà di nuovo una delle punte di diamante del gigante.

Franzoni nella leggenda, Paris infinito. Ma nelle discipline tecniche è crisi

Un movimento in crescita… a metà. La squadra maschile di Sci Alpino ha chiuso la stagione di Coppa del Mondo con 24 gare su 36 con almeno un azzurro in top 10. Le vittorie sono aumentate da 3 a 4 rispetto all’annata precedente, così come i podi cresciuti da 6 a 11.

Il nome nuovo è quello di Giovanni Franzoni, mattatore con due successi nel Super G di Wengen e nella leggendaria discesa libera di Kitzbühel, oltre all’argento olimpico in discesa. Il classe 2001 è diventato l’uomo di punta della velocità, affiancato dal mai domo Dominik Paris. Il 36enne ha chiuso in crescendo con le due vittorie in discesa e Super G a Lillehammer che fanno seguito al bronzo in discesa alle Olimpiadi. Dietro di loro cresce Benjamin Jacques Alliod, mentre Mattia Casse e Florian Schieder rimangono delle certezze da piazzamento.

 

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La vera nota dolente riguarda le discipline tecniche. Dopo un inizio positivo, soprattutto in gigante (un secondo posto), Alex Vinatzer ha inanellato uscite e prestazioni incolore. Alle sue spalle c’è il vuoto. Luca De Aliprandini non ha confermato la buona stagione 2024/25 e non è andato oltre il 18° posto di Adelboden. Tommaso Sala ha invece chiuso con una sola top 10 in slalom speciale (7° posto). 

A pagare per questi risultati è stato il responsabile delle discipline tecniche Mauro Pini che si è dimesso nel mese di febbraio. Sono previsti cambiamenti anche a livello dei tecnici, ma ancora non sono arrivati annunci da parte della FISI. Il problema è però più profondo: all’orizzonte non si intravedono talenti pronti a sbocciare, a differenza del settore femminile. Se il futuro della velocità è azzurro, non si può dire lo stesso per porte larghe e pali stretti.

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