Niente più luci di Natale, panettoni e brindisi. Solo pioggia, buio alle 4 del pomeriggio e lavoro. Se poi tutto questo capita di lunedì allora è davvero la fine. Proprio per questo dal 2005 i media hanno iniziato a parlare del Blue Monday, il giorno, anzi il lunedì, più triste dell’anno. Ma forse in questo inverno 2026 caratterizzato dalle Olimpiadi di Milano Cortina, le cose potrebbero andare diversamente.
Il Blue Monday
Il Blue Monday cade il terzo lunedì di gennaio, cioè oggi, lunedì 19 gennaio 2026. Il concetto di giorno più triste dell’anno è apparso per la prima volta in un comunicato stampa del canale di viaggi britannico Sky Travel, che nel 2005 disse di aver calcolato la data utilizzando “un’equazione” sviluppata dallo psicologo britannico Cliff Arnall dell’Università di Cardiff. La formula tiene conto di diversi fattori, come le condizioni meteo, il tempo trascorso dal Natale, la lontananza dalle prossime festività e i bassi livelli di motivazione e permette di individuare il terzo lunedì di gennaio come il giorno più triste dell’anno.
Una trovata di marketing
Tuttavia, ad oggi, sappiamo che il concetto di Blue Monday è privo di fondamenti scientifici, ma è quasi in toto una trovata di marketing. A dirlo è la dottoressa Serena Nobile, psicologa clinica e dello sport: «Non ci sono degli studi scientifici che dimostrino che questo è il giorno più triste dell’anno. Nasce come un’operazione di marketing». L’espediente ha trovato terreno feritile nella società e si è diffusa rapidamente. «Questo perché alle persone piace identificare la propria tristezza post-natalizia, darvi un nome e utilizzare quella giornata come una scusante».

L’inverno come momento “più triste”
Tuttavia, non è tutto falso. «Ci sono degli studi che affermano che il periodo invernale è il momento dell’anno più faticoso dal punto di vista emotivo» afferma la dottoressa Nobile. «A livello biochimico il fatto che ci sia meno luce e le temperature siano più rigide, può influire sui neurotrasmettitori legati all’umore, con possibili ripercussioni sul benessere psicologico e sui livelli di motivazione». Tutto questo, unito al fatto che si torna alla routine e alle responsabilità, «crea un periodo dell’anno che può portare a un peggioramento dell’umore». Ma si tratta appunto di una condizione che scientificamente si applica al lungo periodo, non a un giorno specifico. Quella è solo una trovata pubblicitaria, anche se di grande successo.
L’effetto delle Olimpiadi Milano Cortina 2026
L’inverno 2026 però in Italia, soprattutto a Milano, sarà un po’diverso. Il capoluogo lombardo ospiterà le Olimpiadi invernali. Tutta la città e i dintorni saranno travolti da atleti, competizioni e da tutta la macchina dello sport, trasportando i cittadini in un clima di frenesia, adrenalina e grandi aspettative. Questo è un evento che potrebbe creare interesse o curiosità, andando a contrastare gli effetti del Blue Monday, che poggia le sue basi sulla monotonia di un periodo senza avvenimenti particolarmente interessanti. «Anche su questo non ci sono molti studi, ma potremmo ipotizzare che le Olimpiadi possano contrastare le negatività del Blue Monday». Afferma la dottoressa Nobile. La psicologa divide la popolazione in tre grandi gruppi: gli sportivi, i curiosi e i non interessati. Per i primi due, gli sportivi e i curiosi, «l’effetto del Blue Monday potrebbe essere allontanato dal fattore distrattore delle Olimpiadi. Il focus attentivo viene infatti spostato sullo svolgimento della manifestazione e di conseguenza anche la percezione di questa giornata, più o meno influenzata dal marketing, viene meno. La manifestazione può essere considerata come un catalizzatore emotivo che distrae da quell’over-thinking post festivo, e anzi, suscita emozioni positive. Anche il fatto di sentirsi uniti dietro una bandiera aumenta il senso di collettività». Diverso invece è il discorso per i non interessati alle Olimpiadi che potrebbero non percepire affatto l’effetto della manifestazione, subendo tutti gli effetti del Blue Monday.