Il successo di un film si misura solitamente dagli incassi e per Buen Camino i numeri sono già entrati nella storia: oltre 70 milioni di euro al box office e il primato di pellicola più vista di sempre in Italia. Tuttavia, il vero termometro dell’impatto culturale dell’ultima opera di Checco Zalone si trova nelle statistiche di Google Trends. A soli tre giorni dall’uscita nelle sale (lo scorso 25 dicembre), le ricerche relative al Cammino di Santiago sono letteralmente esplose, registrando un incremento del +600%. Si tratta di un fenomeno che va oltre il semplice apprezzamento cinematografico, trasformando una commedia in un volano di curiosità per uno dei pellegrinaggi più antichi e famosi del mondo. Il picco massimo, registrato il 28 dicembre, segna l’interesse più alto mai riscontrato in Italia negli ultimi vent’anni.
Il viaggio interiore di Checco tra risate e riflessione
Al centro della trama c’è un personaggio tipicamente zaloniano: un uomo ricco, arrogante al limite del grottesco e totalmente immerso nel lusso, costretto a “mangiare la polvere” e ad affrontare la fatica del Cammino per recuperare il rapporto con la figlia adolescente. Il contrasto tra le comodità della vita precedente e l’essenzialità del viaggio a piedi è netto e diventa la chiave di volta per una trasformazione interiore profonda, situazione che vive (o almeno dovrebbe) anche chi fa realmente il cammino. Tappa dopo tappa, il protagonista abbandona le proprie sovrastrutture, riscoprendo un senso della vita fatto di empatia verso l’altro e resilienza nei confronti di sé stessi. Questo racconto del “viaggio interiore”, tipico di chi macina chilometri verso la Galizia, ha riacceso nei cinema italiani un desiderio sopito, forse solo platonico, portando spettatori di ogni età a dichiarare, all’uscita dalla sala, il sogno di intraprendere la stessa avventura.
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Il boom di ricerche con Zalone
I dati ufficiali forniti dall’Ufficio del Pellegrino di Santiago de Compostela aiutano a contestualizzare questo rinnovato interesse. Nel 2025, prima ancora dell’uscita del film, il Cammino aveva già stabilito un record storico con oltre 530.000 presenze, di cui circa 26.000 italiani. Nonostante i pellegrini nostrani occupino stabilmente da anni il terzo posto tra le nazioni di provenienza dei pellegrini stranieri – preceduta solo dagli Stati Uniti e dalla Spagna stessa – l’ultimo anno aveva registrato una leggera flessione del 12% per i nostri connazionali.

È proprio in questo scenario che si inserisce l’anomalia statistica prodotta da Zalone: l’ipotesi è che l’impennata di ricerche web registrata tra Natale e Capodanno si tradurrà in un significativo aumento delle partenze effettive nel corso del 2026, riportando l’Italia a tassi di crescita a doppia cifra. La distribuzione per età invece vede una maggioranza di pellegrini nella fascia tra i 18 e i 45 anni (40,4%) e in quella tra i 46 e i 65 (39,4%), con un 11,5% di over 65 e un 8,6% di minori di 18 anni, spesso accompagnati dai genitori proprio come nel film.
Cosa mette i pellegrini in cammino?
Il profilo di chi si mette in cammino è estremamente variegato, smentendo il luogo comune di un’esperienza riservata esclusivamente ai devoti. Sebbene la componente religiosa resti centrale per quasi la metà degli iscritti (46,6%), cresce costantemente il numero di chi affronta gli oltre 700 chilometri del Cammino Francese o le varianti portoghesi per ragioni non puramente spirituali ma laiche o sportive (19,6%).

L’itinerario più battuto rimane quello Francese, che parte da Saint-Jean Pied-de-Port e attraversa il nord della Spagna, registrando oltre 242.000 presenze nell’ultimo anno. Seguono il Cammino Portoghese e quello della Costa, mentre percorsi più brevi come l’Inglese o più impervi come il Primitivo continuano ad attirare migliaia di appassionati. La stragrande maggioranza sceglie di procedere a piedi, ma non mancano i pellegrini in bicicletta, a cavallo o addirittura in vela, concentrando le partenze soprattutto nei mesi di settembre, maggio e agosto. Grazie a questi scenari si aprono più possibilità per le persone meno allenate di poter partecipare tramite modalità alternative.
Cos’è il Cammino di Santiago e come funziona
Per chi decide di alzarsi dalla poltrona del cinema e mettersi in cammino, la logistica rimane un elemento fondamentale forse discriminante. Il Cammino non è un percorso unico, ma una rete di itinerari che convergono verso la cattedrale che custodisce le reliquie dell’apostolo Giacomo. Per ottenere la “Compostela”, l’attestato ufficiale di compimento, è necessario percorrere almeno 100 chilometri a piedi o 200 in bicicletta, documentando il proprio passaggio attraverso i timbri sulla “Credencial”, il passaporto del pellegrino.

La maggior parte dei viandanti sceglie di viaggiare in totale autonomia, dormendo negli albergues pubblici o privati dove la parola d’ordine è: adattamento. Ma il boom di popolarità ha spinto anche lo sviluppo di servizi di supporto logistico e trasporto bagagli, rendendo l’esperienza accessibile anche a chi non è abituato allo zaino in spalla. Lo scenario dunque non diventa così irrealizzabile e per chi, davvero, vorrà affrontare il percorso (L’INTERVISTA) “senza conoscere la strada, qualunque sia e comunque vada – proprio come recita la colonna sonora del film – Buen Camino!”.