Sono molti i video che circolano sui social in cui le persone fermate per strada dall’ICE negli Stati Uniti, l’agenzia federale che si occupa del controllo dell’immigrazione. Gli agenti così identificano gli immigrati irregolari, anche grazie a nuove app che utilizzano l’intelligenza artificiale, associando ad ogni volto le informazioni dalle banche dati del governo. Identificando così gli immigrati da espellere.
MOBILE FORTIFY
Mobile Fotify è l’app di riconoscimento facciale lanciata lo scorso anno dal dipartimento di sicurezza interna. È in grado di identificare una persona scansionandone il volto. Così recupera dai database governativi foto, informazioni identificative e impronte digitali. All’inizio è stata usata solamente dagli agenti al confine su chi entrava negli Stati Uniti. Ora è uno dei mezzi tramite cui l’ICE identifica le persone che fermano per le strade delle città.
L’app ha alcune criticità, soprattutto nel riconoscimento dei visi. Secondo un report del National Insititute of Standards and Technology si riscontrano maggiori percentuali di errore nell’identificare donne e afroamericani. Ad aumentare le possibilità di inesattezze è anche il fatto che molte foto vengono fatte in movimento, rendendo più probabile un’identificazione errata del volto.
PALANTIR
L’ICE ha anche contratti con alcune aziende, tra cui la controversa Palantir Technologies. Il nome arriva dal Signore degli Anelli, dove significa «coloro che sorvegliano da lontano». Palantir analizza dati e produce software in grado di integrarli. Ha uno stretto legame con il presidente Trump, prestando i propri servizi a diversi dipartimenti del governo americano. E, secondo la testata investigativa 404 media, ha sviluppato una nuova app in mano all’ICE.

Enhanced Leads Identification & Targeting for Enforcement, chiamata più semplicemente Elite, consentirebbe di vedere i possibili obbiettivi da espellere su una mappa, utilizzando vari parametri come criminalità, posizione, Bios & IDs. L’agente così può selezionare le persone singolarmente o in un’intera area. L’app metterebbe a sua disposizione dei dossier su ogni individuo. Che comprendono il nome, una foto, la data di nascita e il codice identificativo che il governo dà ad ogni immigrato. Viene dato anche l’indirizzo, trovato tra i dati del ministero della salute e di altri uffici federali, e accompagnato da un punteggio di affidabilità. L’ICE usa queste funzioni per trovare i luoghi in cui potrebbero esserci il maggior numero di persone da espellere.
CLEARVIEW AI
Secondo gli stessi principi funziona anche Clearview Ai, che sviluppa un software di riconoscimento facciale. Tuttavia diversamente dalle altre due app non fa affidamento su dati a disposizione del governo federale. Usa come metodo di identificazione il confronto con immagini trovate sui social media e altri siti pubblici. L’azienda ha dei contratti attivi con diverse agenzie governative, tra cui l’ICE, che ha usato i suoi servizi soprattutto nei casi di abusi su minori. Ma ha un ruolo anche nel supportare le indagini del Dipartimento della Sicurezza Interna, identificando le persone che aggrediscono gli agenti.