“L’ho uccisa io”. L’ex fidanzato confessa il femminicidio della 13enne Aurora Tila

“Ho ucciso io Aurora, l’ho gettata dal balcone”. Arriva così, dopo più di un anno, la confessione del diciassettenne accusato dell’omicidio di Aurora Tila, la tredicenne che il 25 ottobre 2024 è stata uccisa a Piacenza dall’ex fidanzato, all’epoca quindicenne, ed è oggi la più piccola vittima di femminicidio del Paese.

La vicenda 

Quella mattina Aurora era uscita di casa poco dopo le 8 per andare a scuola, al liceo Colombini di Piacenza. Non vi arrivò mai. Poco dopo aver lasciato l’abitazione, infatti, aveva incontrato il suo ex fidanzato, di due anni più grande, e insieme erano saliti sul terrazzo dell’ottavo piano per parlare. I due non erano più fidanzati ma nonostante ciò lui continuava a perseguitarla. Solo qualche giorno prima, un video lo aveva ripreso mentre si aggirava sotto casa della ragazza, alle due e mezza di notte.

Non è chiaro se si fossero dati appuntamento per chiarire, forse per lasciarsi definitivamente, quello che è certo è che lui si era presentato per ucciderla. Il giorno prima aveva confidato a un amico di voler uccidere la tredicenne e, quella mattina, si era portato con sé un cacciavite lungo oltre 15 cm.

Anche Aurora, negli ultimi mesi, non viveva serena: le confidenze con le amiche, con la famiglia, e anche le conversazioni con l’intelligenza artificiale, raccontano un periodo di paura. “Secondo te dovrei lasciarlo?” aveva scritto a Chatgpt nell’estate del 2024. 

La condanna 

L’ultimo incontro tra i due avvenne sul terrazzo dell’ottavo piano del condominio di via IV Novembre, a Piacenza, dove Aurora viveva con la madre. La ragazza precipitò per oltre sette metri, atterrando tre piani più sotto. Morì sul colpo, a soli 13 anni.  Alle 8:30 il ragazzo, sotto shock, chiamò il 118 raccontando che Aurora era caduta. Fin dal primo interrogatorio negò però ogni responsabilità, ma le incongruenze erano troppe. Così, il 3 novembre 2025 il Tribunale per i minorenni di Bologna lo ha condannato in primo grado per omicidio volontario aggravato dallo stalking, dalla minore età della vittima e dal legame affettivo, al termine del rito abbreviato. La procura aveva chiesto una pena di 20 anni e 8 mesi, la difesa l’assoluzione. La condanna inflitta è stata di 17 anni.  

I dubbi e la confessione

Il ragazzo aveva continuato a professarsi innocente, ipotizzando un incidente o un suicidio. Ma fin da subito il referento del medico legale Giovanni Cecchetto, dell’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, aveva escluso, dopo l’autopsia, l’ipotesi di suicidio volontario. Le lesioni riscontrate nella parte posteriore della testa facevano infatti pensare a una caduta all’indietro provocata da una spinta. Anche le ferite sulle mani della ragazza, in particolare sulle nocche, erano state confermate dalle testimonianze di almeno tre persone: due di loro avrebbero visto il ragazzo colpire le nocche di Aurora per farla cadere dal terrazzo a cui era aggrappata, una terza avrebbe sentito le sue urla.

I funerali Aurora Tila il 5 novembre 2024 nella piazza del Duomo di Piacenza

Nonostante la condanna, sono serviti più di 600 giorni prima che arrivasse la confessione del ragazzo, avvenuta in videocollegamento dal carcere minorile di Catanzaro, dove è detenuto. Il diciassettenne si è scusato per il gesto e per la lunga attesa. “Con la confessione si chiude un cerchio. Ma ci auguriamo che la Corte confermi la sentenza di primo grado, che ha stabilito una pena congrua”, ha detto l’avvocato Emilio Malaspina, presente all’udienza insieme alla madre di Aurora, Morena Corbellini. Secondo la famiglia della vittima l’unico obiettivo resta ottenere una riduzione della condanna a 17 anni inflitta in primo grado.

Il processo è stato ora rinviato il 10 settembre, in attesa della relazione sul comportamento del ragazzo all’interno dell’istituto, dove sarebbe stato denunciato per ulteriori reati. 

 

Diadora Alacevich

Nata a Genova nel 2003, sono laureata in IULM in Comunicazione, media e pubblicità. Mi piace la cronaca, soprattutto nera e un giorno vorrei lavorare nel mondo del giornalismo televisivo. Al Master conduco il podcast MasterX News!

No Comments Yet

Leave a Reply