Dalle Falkland alla guerra dei trent’anni: semifinali mondiali con ricorsi storici

Il destino – lo sapevano bene gli antichi greci – è spesso beffardo. Ride di noi seduto da qualche parte mentre ci guarda, gustandosi patatine e pop corn. E non si è trattenuto nemmeno in questi Mondiali. In semifinale Spagna-Francia e Argentina-Inghilterra non sono solo la sfida tra le quattro Nazionali più in alto nel ranking FIFA, ma anche due grandi ricorsi storici. Tra i Tre Leoni e l’Albiceleste la rivalità dura da ben quarant’anni. Da quel Messico ‘86, proprio il Messico dove sono ambientati anche questi Mondiali, dove un pizzico di fortuna e la mano del più grande di sempre hanno permesso all’Argentina di passare il turno. Mentre tra le furie rosse e les bleus non scorre buon sangue da più di 500 anni: dalla famosa guerra dei trent’anni dove in nome della religione si sfidarono sul campo di battaglia.

Dalle Falkland alla mano de Dios
Mondiali ’86, la famosa “Mano di Dio”

Ci sarà un motivo se gli argentini dopo la vittoria dell’Albiceleste con la Svizzera cantavano: «Chi non salta è inglese». Perché tra Inghilterra e Argentina c’è una rivalità che dura da quasi cinquant’anni: dalle isole Falkland alla mano de dios. E mercoledì ad Atlanta Messi and co potranno così ottenere la loro vendetta contro la Nazionale dei Tre Leoni. Quarant’anni fa si consumò la battaglia dell’Azteca ai quarti dei Mondiali in Messico ’86 dove la mano di Maradona, il gol più straordinario della storia del calcio, cambiò il destino dell’Albiceleste in quella Coppa del Mondo, portandola alla vittoria. Ma non solo. Questa avvenne in un contesto geopolitico molto complesso. Quattro anni prima infatti il generale Galtieri tra il tripudio della folla annunciò che le isole Falkland, Malvinas per gli argentini, a 500 chilometri dalla Patagonia eppure appartenenti Regno Unito fossero «argentinas». Questo scatenò la dura reazione di Margaret Thatcher, che scatenò una guerra per riprendersi le isole.

Le guerre di religione

Mbappè e Yamal come Mazzarino e Filippo IV. Gli avversari nella semifinale dei mondiali hanno riacceso una rivalità che per secoli ha diviso Francia e Spagna. Non solo espressioni di una filosofia di calcio diversa, ma anche le due nuove superpotenze del “bel gioco”. È dal Rinascimento che i due Paesi si sono affrontati per affermare la propria egemonia mondiale. E mai la lotta è stata accesa come con la guerra dei trent’anni, quando la cattolicissima Francia si alleava con le forze Luterane tedesche, preoccupata per il possibile accerchiamento da parte degli Asburgo (spagnoli e austriaci). Il primo vero e proprio scontro europeo che al suo termine sanciva l’ascesa del Regno dei gigli a superpotenza del Seicento e il tramonto spagnolo: schiacciato da debiti e rivolte interne. La pace di Westfalia faceva sorgere il regno di Luigi XIV, il re Sole, e le Province Unite – i futuri Paesi Bassi.

 

Marco Fedeli

Calciofilo, milanese ma col cuore al mare. Mi occupo di sport e di esteri, ma anche di intelligenza artificiale. Ho svolto lo stage a Sky Sport.

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