Il dono di Erdogan che imbarazza i leader Nato: una pistola personalizzata

Un regalo che ha creato non poco imbarazzo. Nel cofanetto rosso, foderato in tessuto nero, donato ai leader del vertice Nato, si trovava un revolver personalizzato. Nome del leader lungo la canna e mezzaluna e stella della bandiera turca sotto al cane. Nella stessa scatola anche sei colpi e un bigliettino, firmato dal presidente Recep Tayyip Erdogan e tutti i documenti necessari per poterla espatriare.

Il tentativo promozionale

La rivoltella è fabbricata da un’azienda privata turca. Si tratta di un modello per uso sportivo. Un tentativo, forse impacciato del presidente turco, di sponsorizzare l’industria della difesa del Paese. Prodotti simili si sono da tempo imposti sul mercato, non solo europeo, ma anche mondiale, grazie al loro basso costo. Hanno sfidato aziende storiche fino a diventare oggi il terzo esportatore mondiale di armi leggere dopo Stati Uniti e Italia.

La reazione dei ministri

L’arma è stata distribuita a tutti i 32 ospiti, cogliendo la maggior parte dei ministri di sorpresa. Il capo del governo belga Bart De Wever, ha scoperto il contenuto del cofanetto solo una volta atterrato in Belgio, restandone molto sorpreso, e l’ha consegnata alla polizia di confine. Il primo leader a parlare ai media delle pistole è stato il dimissionario Keir Starmer con i giornalisti con lui sul volo di ritorno. Lui, come il cancelliere Friedrich Merz e altri leader europei hanno lasciato la rivoltella in Turchia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha commentato il dono di Erdogan, ma dal governo hanno fatto sapere che l’arma è stata portata in Italia e sarà conservata a Palazzo Chigi, insieme a tutti i doni ricevuti durante le visite diplomatiche. L’arma donata a Ursula von der Leyen sarà devoluta a un museo militare.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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