Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunicato l’allontanamento di due addetti militari dell’ambasciata russa di Roma. Questi sono riconosciuti tra i responsabili dello scambio di informazioni top secret tra ex 007 italiani e l’intelligence russa. Una fitta rete di spionaggio che da più di un anno è oggetto di un’inchiesta della Procura di Roma.
Le persone coinvolte
Le indagini dei Ros che hanno portato alla scoperta del sistema sono iniziate nel 2025 a seguito di una segnalazione da parte dell’Agenzia informazioni e Sicurezza Interna (AISI). Una serie di perquisizioni e intercettazioni che aveva portato agli arresti domiciliari di due ex 007 Italiani. Si tratta di Vincenzo Di Pasquale e di Gavino Raoul Piras. È proprio quest’ultimo ad essere al centro dell’inchiesta. Piras risulta essere il principale interlocutore di Mikhail Vasilyevich Astakhov, uno dei due addetti militari dell’ambasciata russa espulsi il 9 luglio. Secondo le intercettazioni, Astakhov richiedeva le informazioni per conto dell’intelligence russa e Piras glie le procurava in cambio di un compenso di 4000 euro per ogni report. Tra le possibili fonti da cui l’ex 007 attingeva sono ci sarebbero 4 militari italiani ancora in servizio, che al momento si trovano a loro volta iscritti al registro degli indagati.
Il Governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma. Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) July 9, 2026
Già nel 2023, Piras era finito nel mirino della Procura con l’accusa di spionaggio. Un caso finito poi in archivio, conclusosi con l’allontanamento del suo presunto interlocutore russo. Un precedente che non ha lasciato dubbi alla giudice Rosamaria De Lellis, che ha ordinato la misura cautelare: «L’allarmante reiterazione delle condotte illecite di Piras è espressione di una personalità trasgressiva, evidentemente incapace di valutare la gravità di quanto posto in essere.» Le informazioni che Piras ha trasmesso ai russi sembrano risalire addirittura anche a 20 anni fa. Tuttavia, dalle recenti intercettazioni è emersa una preoccupante attività di controspionaggio. Piras forniva nomi e cognomi di membri dei Servizi Segreti italiani impegnati in operazioni di spionaggio verso la Russia e altri Paesi. Non solo, Piras aveva anche informato Astakhov delle indagini che l’Aise (Agenzia informazioni e Sicurezza Esterna) stava portando avanti nei suoi confronti.
La risposta di Mosca
Dopo l’annuncio dell’espulsione di Astakhov e di Ivan Petrovich Gorbachev dall’ambasciata russa, Mosca ha fatto sapere che risponderà adeguata. Il commento di Antonio Tajani non ha tardato ad arrivare: «è solo una ritorsione. Queste persone facevano attività di spionaggio a danno del nostro paese, a danno della sicurezza nazionale. Non sono stati espulsi per un capriccio dell’Italia, ci sono filmati, fotografie, immagini. Erano due spie che corrompevano, ex servitori dello Stato, e quindi in Italia non ci possono stare». In merito alla possibilità che da Mosca vengano espulsi addetti militari italiani il ministro degli estri risponde: «La Russia può fare tutte le ritorsioni che vuole, ma si tratta di vendette, non di azioni di tutela della sicurezza russa. Devono dimostrare che coloro che espelleranno sono delle spie.»