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IL CIELO ERA AZZURRO SOPRA BERLINO: VENT’ANNI DOPO LA NOTTE PIÙ MAGICA
I festeggiamenti con i giocatori della squadra al Circo Massimo, Roma, 10 luglio 2006
I festeggiamenti con i giocatori della squadra al Circo Massimo, Roma, 10 luglio 2006.
Source: I festeggiamenti con i giocatori della squadra al Circo Massimo, Roma, 10 luglio 2006.IL CIELO ERA AZZURRO SOPRA BERLINO: VENT’ANNI DOPO LA NOTTE PIÙ MAGICA
L'edizione del 10 luglio 2026 della Gazzetta dello Sport, la singola edizione di quotidiano più vendita nella storia d'Italia
L'edizione del 10 luglio 2026 della Gazzetta dello Sport, la singola edizione di quotidiano più vendita nella storia d'Italia
Source: L'edizione del 10 luglio 2026 della Gazzetta dello Sport, la singola edizione di quotidiano più vendita nella storia d'ItaliaVent’anni. Vent’anni esatti. Eppure, chiudi gli occhi e sei ancora lì: domenica 9 luglio 2006, il Nokia segna le 22:30, ma nessuno lo guarda. La tivù è accesa.
TUTTO VERO! La gloria stampata sulla prima pagina della Storia. La Gazzetta da record: oltre due milioni e trecentomila copie polverizzate in poche ore, con le rotative costrette a gridare ancora nel pomeriggio. Settecentomila cuori ammassati al Circo Massimo, fiumi di bandiere, fari, lacrime. Ricordi perfettamente dov’eri. Con chi. Cosa stringevi tra le mani. Il cielo era azzurro sopra Berlino. L’Italia era sul tetto del mondo. Una nuova stella nel firmamento. Quattro sul petto. TUTTO VERO! CAMPIONI DEL MONDO.
L’ITALIA DI VENT’ANNI FA
Ma c’è un prima e un dopo quel 9 luglio 2006.
Il prima nasce nella stanza di una clinica romana. Lì c’è Francesco Totti, la gamba sinistra imprigionata in un tutore, il perone fratturato e i legamenti della caviglia staccati dalla tibia. Poi, nel maggio, uno scandalo chiamato Calciopoli travolge società, Federcalcio e Associazione Italiana Arbitri.
Sembra la fine di un sogno, e invece è solo l’inizio. In Germania, Franz Beckenauer, presidente del comitato organizzatore del Mondiale, ci accoglie con un caloroso, quasi scottante, «Gli italiani verranno in Germania, ma pagheranno per questo scandalo».
Se ne pentirà, perché Marcello Lippi arriverà in terra teutonica con un gruppo di immortali, e ne farà i più forti del mondo. Buffon, Pirlo, Gattuso, Toni, Perrotta, Pippo Inzaghi, Nesta, Zaccardo e Zambrotta, Materazzi, Barzagli, De Rossi, Oddo, Amelia e Peruzzi, Gilardino, Iaquinta, Del Piero, Camoranesi, Barone e, ultimo, come dal dischetto, Fabio Grosso.
Anzi, «Calciopoli ci aveva reso un gruppo ancora più compatto», ricorda oggi Marco Materazzi, «che fossimo diventati un bunker senza mezza crepa, l’abbiamo capito quando furono pubblicate le richieste del Procuratore Palazzi, alla vigilia della semifinale contro la Germania. Lo pensavamo tutti, qualcuno lo diceva sottovoce: “Può scavare quanto vuole, può anche venire qui e dirci che dopo il Mondiale andiamo tutti in galera. Noi intanto vinciamolo, ‘sto Mondiale”».
L’ITALIA OGGI
E lo vinsero, ‘sto Mondiale. Ma, poi, c’è stato il dopo.
Da quel 9 luglio di vent’anni fa c’è stato poco, pochissimo, da raccontare. L’Italia non ha più visto eliminazioni dirette ai mondiali. Le uniche notti magiche, dal rigore di Grosso, portano la firma di Roberto Mancini ad Euro 2020, poi diventato 2021. Al suo fianco c’era Gianluca Vialli. Oggi avrebbe compiuto 62 anni.
L’unica cosa che resta di quel lontano 2006 sono gli squilli dei telefonini, ormai diventati iPhone, che risuonano incessanti dalla chat dei campioni per gli auguri a Lippi, come aveva promesso Materazzi dagli USA. Il presente bussa alla porta: il calcio italiano ha bisogno di una scossa, di ritrovare quell’anima. Rifateci sognare. Tornare grandi si può, anzi, si deve. Maldini e Conte, Conte e Maldini: tra poche ore il testimone potrebbe passare a loro. L’eleganza, la leadership e l’equilibrio del capitano da una parte; dall’altra, il coraggio, le idee e il fuoco di un allenatore pronto a prendersi quattro anni per raccogliere i cocci di due decenni. Una rinascita invocata anche dal nuovo presidente FIGC, Giovanni Malagò: «Dalle vittorie del passato la Nazionale deve trovare un nuovo slancio per poter rivivere al più presto quelle straordinarie emozioni».
Perché, allora, in quella notte di vent’anni fa, con tutte le ombre di quell’estate, eravamo semplicemente felici, ignari di esser giunti alla vetta più alta e che ad attenderci ci starebbe stata una lunga discesa. Riportateci lassù. Dove il cielo è ancora azzurro. Sopra Berlino.