Michele Mari più forte delle polemiche: vince il Premio Strega 2026

Una classe di amici dopo l’esame di maturità decide di stringere un patto destinato a legarli per la vita. Si promettono di ritrovarsi ogni anno a una cena di classe, scommettendo con un premio in denaro sulla morte di ognuno. I tre che sopravviveranno intascheranno il bottino accumulato negli anni. Un gioco goliardico, che con il passare del tempo assume i tratti della lotteria biologica. Ogni funerale modifica la classifica, facendo salire gli altri in graduatoria, ogni anno trascorso rende il premio più vicino e sempre più assurdo. Michele Mari mischia il racconto noir in stile Agatha Christie e quello distopico in salsa Black Mirror vincendo l’ottantesima edizione del Premio Strega con I convitati di pietra edito da Einaudi. Neppure le polemiche sono riuscite a fermarlo.

La polemica su Michela Murgia

Il pronostico della viglia è stato rispettato. Mari era da mesi il favorito, guidando la sestina con 280 voti, 38 in più di Matteo Nucci, arrivato secondo con Platone. Una storia d’amore. Neanche il polverone delle polemiche scatenato dalla presunta lite con Teresa Ciabatti, finalista con Donnaregina, scoppiata intorno ad offese sessiste contro Michela Murgia, è riuscito a cambiare la sorte della gara. Durante la serata, quando sembrava che la polemica fosse alle spalle, Ciabatti nomina l’autrice sarda: «Un’amica cara, nata a Cabras nel 1972, che diventa una delle più importanti intellettuali italiane. Come ha fatto? La risposta è: impeto, tenacia, ostinazione e mancanza di paura». Mari non risponde e si lascia andare con un: «Se vinco offrirò una cena ai miei amici di scuola».

Gli altri classificati

Dietro al professore milanese la sensibilità umanistica di Matteo Nucci, che ha voluto raccontare Platone non come un busto di marmo congelato nel tempo, ma un corpo vivo in un romanzo di iniziazione che fa a botte con la contemporaneità. Spostando il focus dal filosofo all’uomo, dalle opere alla vita. Gli altri titoli di questa edizione hanno rappresentato una varietà di temi. Bianca Pitzorno, arrivata terza, ha indagato l’identità femminile e il confine tra razionalità e irrazionalità con La sonnambula. Alcide Pierantozzi, al quarto posto con Lo sbilico, ha invece raccontato un’esperienza autobiografica sulla pazzia mentale. Al quinto posto, Ciabatti ha unito la maternità al mondo criminale.

Marco Fedeli

Calciofilo, milanese ma col cuore al mare. Mi occupo di sport e di esteri, ma anche di intelligenza artificiale. Ho svolto lo stage a Sky Sport.

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