Mosca festeggia l’ennesimo successo nella diplomazia dello sport. A Losanna, in Svizzera, il Comitato Olimpico Internazionale ha revocato in maniera provvisoria la sospensione del Comitato olimpico russo dai Giochi. Una decisione che in realtà la presidente del CIO, Kirsty Coventry, aveva già anticipato a febbraio.
Cosa succede ora
Cadono, quindi, le restrizioni imposte agli atleti russi dal 12 ottobre 2023, permettendo loro di partecipare alle qualificazioni per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Tuttavia, come specificato dal CIO, la sentenza resta provvisoria. Spetterà a ciascuna federazione internazionale delle singole discipline scegliere se accogliere o meno atlete e atleti in rappresentanza del loro paese nelle proprie competizioni. Lo scorso maggio era stata presa una decisione analoga per la Bielorussia.

Da quanto si evince dal comunicato, la riammissione della Russia nel medagliere olimpico è giustificata principalmente dal fatto che il suo Comitato Olimpico non pratica alcuna attività nei territori ucraini invasi militarmente e che esclude ogni organizzazione che opera nel territorio occupato. Inoltre, il CIO «non vuole ritenere gli atleti responsabili delle azioni del loro governo».
Le reazioni
Una decisione che quindi vuole cambiare le carte in tavola dopo le numerose polemiche avanzate, a partire dall’ammissione ai Mondiali 2026 di Israele e Iran e l’esclusione della Russia. A Parigi 2024, invece, fu permessa la partecipazione degli atleti russi negli sport individuali (senza simboli nazionali) a patto che non appartenessero a società sportive legate all’esercito e non fossero favorevoli alla guerra in Ucraina. Alle Invernali di Milano-Cortina 2026, invece, sei delle otto federazioni internazionali avevano estromesso la Russia dalle gare di qualificazione. Tuttora il CIO non ha chiarito se la Russia potrà mostrare i propri simboli alle prossime Olimpiadi. Tuttavia, alle scorse Paralimpiadi Invernali sei atleti russi e quattro bielorussi avevano potuto partecipare indossando i colori della propria bandiera, la divisa e venendo rappresentati dall’inno dei loro paesi.

Se, quindi, una porta è stata aperta agli atleti, il Comitato ha precisato che il cambio di rotta non ha nulla a che vedere con la posizione assunta nei confronti della guerra, verso la quale resta «una ferma condanna». Per questo motivo, fino al proseguimento del conflitto, il CIO non organizzerà eventi in Russia, né inviterà funzionari governativi o statali russi ai propri eventi.
A poter fare pressione verso una totale abolizione delle restrizioni nei confronti della Russia potrebbe essere proprio Donald Trump, che si è detto favorevole alla reintroduzione di Mosca ai prossimi Giochi di Los Angeles. Dall’altra parte, il ministero degli Esteri dell’Ucraina ha definito «infondata» la decisione del CIO. Parole più dure, invece, sono giunte dallo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych che ha descritto «assolutamente vergognosa» la scelta e ha auspicato ad un possibile boicottaggio. A Milano-Cortina, il Comitato lo aveva escluso dalle competizioni per aver indossato un casco recante le foto di atleti ucraini uccisi in guerra.