Protagonismo femminile, Sud in ascesa, habituè del podio che cedono a nuovi contendenti, sorprese e conferme. Pubblicata il 6 luglio, la ‘Governance poll’ 2026 – realizzata da Noto sondaggi per Il Sole 24 Ore – restituisce una classifica aggiornata del gradimento dei cittadini verso i governatori.
La Governance poll è un censimento annuale sul consenso di sindaci e governatori redatto a partire dalle opinioni dei propri cittadini. Con elezioni politiche e un’imponente tornata di amministrative che da tempo impensieriscono i leader di partito, il report restituisce una panoramica del gradimento dei concittadini, tra capacità comunicative, condizioni economiche e sociali della città.
Le rilevazioni hanno preso in considerazione 92 comuni capoluogo di Provincia e le Regioni in cui vige la regola di elezione diretta. Le interviste sono state effettuate tra aprile e giugno 2026 attraverso sistema misto cati (intervista telefonica) e cawi (intervista web) su un campione di 1.000 soggetti per le Regioni e 600 elettori in ogni Comune.
A FIRENZE LA PRIMA CITTADINA PIÙ AMATA, MAGLIA NERA A TRAPANI
Un salto in avanti di 11 punti percentuali per la sindaca di Firenze Sara Funaro, un gradimento del 66% (+5,4% rispetto al giorno delle elezioni) che le consente di salire sul gradino più alto del podio, la prima volta per una donna. Accanto a lei, due habitué: Marco Fioravanti (sindaco di Ascoli Piceno) e Gaetano Manfredi (sindaco di Napoli). Fioravanti e Manfredi condividono anche i vertici dell’ANCI, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani: Manfredi è presidente, Fioravanti guida il consiglio nazionale.
Sorprese da Genova: Silvia Salis, da mesi al centro del dibattito nazionale per un suo possibile ruolo di leadership nel centrosinistra, rivela una crescita di consenso modesta. Per lei un modesto 55%, che colloca l’ex sportiva al 33esimo posto.
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Ai piedi del podio, le novità più interessanti: Federico Basile (sindaco di Messina), con un exploit di 12 punti percentuali, salta dal 73esimo al quinto posto. A inizio 2026, il primo cittadino si era dimesso – in anticipo di un anno rispetto alla scadenza naturale del mandato – perché aveva perso l’appoggio della maggioranza del consiglio comunale. Consenso però subito recuperato, con il 58,4% dei voti ottenuti al primo turno.
Al suo terzo mandato alla guida di Cagliari, Massimo Zeppa si attesta quarto per gradimento di sindaci, con il 63% di approvazione circa il suo operato.
Accanto a Gaetano Manfredi, che porta un’ulteriore conferma sui numeri che lo contraddistinguono, fra i sindaci a termine del primo mandato anche Roberto Gualtieri. Per lui, +8% rispetto al 2025, con un 54% di approvazione. Meno bene per Matteo Lepore di Bologna, che si tiene sotto il 50% perdendo 2,5 punti percentuali sul 2025.

Eletto dieci anni fa, Beppe Sala resta tra i sindaci più graditi d’Italia. Il primo cittadino di Milano, nonostante le traversie giudiziarie sull’edilizia, si ritrova in decima posizione, insieme a Clemente Mastella (Benevento) con il 59,5%, entrambi in aumento rispetto al giorno delle elezioni e al Governance Poll dello scorso anno.
Maglia nera per Trapani, con Giacomo Tranchida all’ultimo posto della classifica. Posizione questa che aveva già occupato nel 2024.
CLASSIFICA GOVERNATORI
Una macchina da consenso anche nella sua nuova veste di presidente della regione Puglia. Antonio Decaro apre la classifica dei governatori. Non è nuovo alla posizione: nei suoi dieci anni da sindaco, aveva conquistato il primato in sei edizioni.
Con il 65% di cittadini che si dicono disposti a rivotarlo se le elezioni fossero oggi, il Veneto Alberto Stefani arriva al secondo posto. Un punto percentuali lo separa dal primatista Decaro.
Altra conferma Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, anche lui conferma del podio. Completa il quadro dei presidenti leghisti del Nord Attilio Fontana, con il 57% dei consensi (+2,3% rispetto al gradimento alle urne) e il sesto posto. L’aumento dei 5 punti percentuali rispetto al 2025, fa registrare al lombardo l’accelerazione annuale più forte.

Più fatica nei consensi fanno i territori amministrati dal centrosinistra, come Alberto Cirio in Piemonte, fermo al 60%. Il quarto posto è condiviso con Roberto Occhiuto: il governatore quota Forza Italia della Calabria accresce di 2,7 punti il consenso rispetto all’anno precedente.
Francesco Roberti dal Molise chiude la classifica, posizione invariata rispetto al 2025.
CONSENSO IN CADUTA LIBERA, PREOCCUPAZIONI IN VISTA DELLE POLITICHE 2027
Non bastano autorevolezza politica, capacità decisionale e rapporto con i cittadini: oggi, a contare nelle valutazioni sono sempre più «temi come disagio sociale, costo della vita, crisi economica e marginalità urbana». A questo, come riporta il commento di Antonio Noto, direttore dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi, si aggiunge una seconda trasformazione: la percezione viene prima del realizzato. «La percezione del degrado, dell’incertezza economica o della perdita di qualità della vita pesa ormai quanto, se non più, delle opere pubbliche inaugurate, dei bilanci in ordine o degli investimenti realizzati. In questo scenario amministrare è diventato molto più complesso: non basta governare bene, occorre anche riuscire a trasmettere fiducia».
A meno di un anno da un turno amministrativo pesante, che vedrà al voto quasi tutte le principali città italiane, la classifica del Governance Poll rappresenta un’interessante base alla quale partiti e coalizioni possono guardare per costruire candidature e strategie.
Non si tratta ovviamente di una simulazione di voto, mancando i concorrenti degli attuali governatori. La funzione del Governance poll è piuttosto quella di misurare il rapporto tra sindaco e concittadini. Confrontando i dati sul consenso generale dei sindaci rispetto a quelli del 2025, emerge un elemento: a superare il 50% di apprezzamento sono 74 amministrazioni su 92, ovvero 80%. L’anno scorso, la stessa condizioni riguardava l’85% degli esaminati.
«L’appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso – evidenzia il sondaggista –: non è una semplice oscillazione statistica, ma il sintomo di un cambiamento profondo».