Sony Interactive Entertainment ha annunciato che a partire da gennaio 2028 non produrrà più copie fisiche su disco ottico (ovvero il tradizionale disco fisico come un CD, un DVD o un Blu-ray su cui vengono registrati i dati del videogioco) dei nuovi videogiochi per console PlayStation.

Da inizio 2028, dunque, i titoli saranno disponibili esclusivamente in formato digitale: scaricabili dal PlayStation Store o come codici da riscattare online. In pratica le scatole dei giochi continueranno ad uscire nei negozi, ma conterranno unicamente il codice di attivazione (come avverrà già con Grand Theft Auto VI previsto per il 19 novembre 2026). La decisione non riguarderà i giochi già pubblicati o in uscita prima del 2028: questi continueranno ad avere copie fisiche in commercio come di consueto.
Il comunicato ufficiale sottolinea che la scelta segue l’evoluzione delle preferenze dei consumatori, ormai orientati verso il digitale. Per i consumatori cambia poco: si continuerà a scegliere i giochi nei negozi, ma si completerà l’acquisto come un normale download.
Perché Sony punta sul digitale
Il passaggio al solo digitale rispecchia tendenze di mercato ormai consolidate. Già oggi oltre l’85% dei videogiochi venduti per PS4 e PS5 è in formato digitale. I dati finanziari confermano questa disparità: nel 2025 Sony ha immesso sul mercato 70 milioni di copie fisiche per ricavi di appena 1 miliardo di dollari, a fronte di 248 milioni di copie digitali con ricavi di 7 miliardi. Altri esempi recenti lo dimostrano: Rockstar/Take-Two ha già confermato che Grand Theft Auto VI uscirà esclusivamente in digitale. In sostanza il supporto ottico conta sempre meno: mantenere impianti di produzione e logistica per i dischi ha poco senso economico, come mostrano le ristrutturazioni in corso negli stabilimenti europei di Sony.

La notizia ha suscitato reazioni tra i videogiocatori. Per alcuni fan si tratta «della fine di un’era», con timori sull’accesso futuro ai giochi e sulla retrocompatibilità dei titoli del passato. In effetti molti osservatori prevedono che anche la prossima console PlayStation 6 non avrà un’unità ottica, diventando anch’essa “only digital”. Altri invece segnalano che la transizione potrebbe favorire offerte digitali e abbonamenti, riducendo costi di produzione.
Sony, intanto, si impegna a gestire la transizione: ha annunciato anche la chiusura graduale dei negozi online di PS3 e PS Vita entro il 2027, in linea con il pensionamento dei formati più datati. Del resto, le risorse liberate dalla produzione dei dischi saranno dirottate su nuove modalità di accesso ai giochi, per garantire un’esperienza di gioco di alto livello e flessibile.