Si è chiusa con un patteggiamento da 600 milioni di dollari la vertenza che il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva aperto contro Alibaba e AUS Merchant Services, il suo processore per i pagamenti. Al centro delle contestazioni USA c’è la presunta vendita di:
- composti chimici illegali
- medicinali privi di autorizzazione
- macchinari per confezionare farmaci contraffatti
sulle piattaforme Alibaba.com e AliExpress.com.
Alibaba e AUS, firmando l’accordo con il Dipartimento, hanno ammesso le responsabilità dei propri dirigenti, amministratori, dipendenti e agenti. Le due aziende si sono inoltre impegnate ad adottare misure concrete per rafforzare la vigilanza sui venditori e sulle transazioni sospette. «Questo accordo riflette il nostro impegno verso standard di controllo, politiche e misure di prim’ordine contro la vendita di prodotti non conformi» ha fatto sapere l’azienda in un comunicato.
Nel dettaglio
Secondo il Dipartimento di giustizia, da gennaio 2016 a dicembre 2024, sui siti e-commerce di Alibaba sarebbero avvenute quasi 80mila operazioni non consentite. Il giro d’affari stimato è di oltre 200 milioni di dollari.
Tre le agenzie ad aver condotto l’inchiesta:
- l’FDA (l’agenzia governativa responsabile della tutela della salute pubblica),
- l’FDIC (l’agenzia federale responsabile della tutela dei depositi bancari)
- l’IRS-CI (il ramo investigativo dell’agenzia delle entrate americana).
«Nel corso delle indagini, le autorità statunitensi hanno effettuato oltre 40 acquisti sotto copertura di farmaci e apparecchiature contraffattive la cui importazione negli Stati Uniti era vietata» ha spiegato il Dipartimento di giustizia americano in un comunicato stampa. Dagli atti è emerso che il problema era già noto all’interno dell’azienda e che alcuni dipendenti avevano sollevato dubbi sull’efficacia dei controlli.

Le responsabilità di AUS Merchant Services
«AUS ha riconosciuto che il proprio programma antiriciclaggio non è riuscito a impedire ad alcuni venditori di Alibaba di utilizzare i suoi servizi di pagamento per facilitare la vendita e l’importazione di prodotti vietati negli Stati Uniti. In alcuni casi, anziché bloccare tali venditori, AUS si è limitata a segnalarli ad Alibaba, consentendogli di continuare a vendere prodotti proibiti ad acquirenti statunitensi» ha dichiarato il Dipartimento di giustizia americano.