Serena Williams e Stan Wawrinka escono al primo turno: Wimbledon saluta due campioni

Ore 22 inglesi, il Centrale di Wimbledon saluta, con ogni probabilità per l’ultima volta, Serena Williams. Ore 22.15, qualche metro più in là, il Campo 1 si alza in piedi per congedare Stan Wawrinka, pronto a ritirarsi a fine stagione. In due hanno vinto 26 Grandi Slam: 23 la tennista americana e 3 lo svizzero, l’unico, insieme a Murray, in grado di scalfire il regno dei Big Three. La notte cala sui prati inglesi, il silenzio è quasi religioso. Nell’aria c’è un mix di malinconia e romanticismo per due carriere straordinarie, che nel tempio del tennis si avviano insieme verso la fine.

Berrettini supera Wawrinka

Che strana, a volte, la vita. Nel 2014 Berrettini giocava Wimbledon Junior mentre Wawrinka era all’apice dalla sua carriera. Dodici anni più tardi, i due si ritrovano sullo stesso campo ma dal lato opposto: uno contro l’altro. Per lo svizzero è l’ultimo ballo, per Matteo il tentativo di tornare in alto dopo il quarto di finale al Roland Garros. La partita è avvincente, Stan non vuole abdicare.

All’azzurro servono quattro ore e altrettanti tiebreak per regalarsi il secondo turno (6-7; 7-6; 7-6; 7-6). Vedere l’elvetico dipingere tennis a 41 anni compiuti lascia un po’ di amaro in bocca, sapendo che tra qualche mese appenderà la racchetta al chiodo sul muro di casa. «Il cuore non vorrebbe smettessi, ma so che è il momento giusto», dice in lacrime a fine partita. Il pubblico è tutto in piedi per lui, un fenomeno che ha avuto la sfortuna di trovare sulla sua strada tre alieni.

Scontro generazionale

Tra Serena e la sua avversaria, Maya Joint, ballano 25 anni: una generazione. La prima ha vinto letteralmente tutto, l’altra è agli esordi nel tennis che conta. A inizio partita c’è poca storia, quella dell’americana sembra una sorta di passerella d’onore. Sotto di un set e di un break, però, la leggenda statunitense regala un ultimo lampo di classe agli appassionati e rimette la sfida in parità, dopo aver annullato un match point.

Nel parziale decisivo la maggior freschezza della ventenne australiana sposta l’inerzia della partita. La più giovane delle sorelle Williams non sfigura, ma cede alla distanza 3-6; 7-6; 6-3. Esce dal campo con il sorriso in volto di chi è consapevole di essersi rimessa in gioco per amore viscerale del proprio sport, nonostante non avesse più nulla da dimostrare. Se è stato l’ultimo ballo, quale palcoscenico più adatto del Centrale di Wimbledon tutto in piedi per lei?

Serena Williams perde al primo turno e dice addio a Wimbledon
I titoli di coda

Prima Serena, poi Wawrinka: a pochi minuti di distanza entrambi salutano Wimbledon. Per lei l’erba londinese è stata terra di conquista (sette titoli in singolare), per lo svizzero un tabù mai sfatato. L’unico slam che non è riuscito a vincere. Il suo rovescio a una mano rimarrà però scolpito nella memoria dalle parti di Church Road, in un connubio tra eleganza.

Per la 45enne essere dimenticata da quelle parti sarà impossibile: il suo nome compare a più riprese nell’albo dei vincitori e sui muri del tunnel che porta sul campo Centrale. La fame di vincere e quella cattiveria agonistica che l’hanno resa un cannibale, saranno per sempre storia dell’All England Club. Entrambi escono sconfitti al primo turno e salutano Wimbledon per l’ultima volta, almeno fisicamente: anche se non ci ritorneranno più, da lì non se ne andranno mai.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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