L’EUROPA ATTERRA NEL 21ESIMO SECOLO: L’AVVENTO DELL’EURO DIGITALE

Immaginate di prendere una banconota da venti euro dal vostro portafoglio, di farla scivolare dentro lo schermo dello smartphone e di poterla spendere all’istante, anche se in quel momento il vostro telefono è offline e non c’è campo. Questo, spogliato dai tecnicismi bancari, è l’Euro digitale. Dopo 6 anni dall’inizio dello studio della Banca Centrale Europea per la creazione di una moneta digitale, il 23 giugno 2026 la Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo ha diffuso il quadro legislativo della proposta. L’effettiva emissione e diffusione dell’Euro digitale è prevista tra il 2027 e il 2029. Una scelta, quella Europea, che rafforza l’autonomia del sistema UE dei pagamenti, riducendo la dipendenza da operatori esteri e esterni.

Cosa è l’Euro Digitale?

Non parliamo di una nuova criptovaluta speculativa sulla scia del Bitcoin, e nemmeno dell’ennesima carta di credito privata. L’euro digitale sarà la versionevirtuale” delle monete e delle banconote che abbiamo in tasca oggi. La differenza fondamentale sta nel “dietro le quinte”: quando paghiamo con il bancomat o con una app come Satispay o Apple Pay, stiamo muovendo denaro privato, custodito e gestito da una banca commerciale. Quando useremo l’euro digitale, muoveremo denaro pubblico, emesso e garantito direttamente dalla Banca Centrale Europea.

Sarà, a tutti gli effetti, un nuovo stato della materia del denaro: sicuro come il contante, ma comodo come un clic. Un’infrastruttura pubblica e gratuita che non punta a eliminare la carta moneta, ma a proteggere la sovranità monetaria dell’Europa in un mondo che sta dimenticando il rumore dei dadi e delle monete nel portafogli. Negli ultimi anni i pagamenti elettronici sono cresciuti rapidamente e una parte consistente di questi passa attraverso circuiti e piattaforme gestiti da società private, come Visa, Mastercard, Apple Pay e Google Pay, tutte aziende con sede negli Stati Uniti.

Con l’Euro digitale, Bruxelles punta a ridurre la dipendenza da operatori esterni e vuole garantire che anche nell’era digitale i cittadini europei possano continuare ad avere accesso a una forma di denaro pubblico gestita da un’istituzione europea.

Come si può utilizzarlo?

Utilizzare l’euro digitale sarà semplice come inviare un messaggio. Tutto ruoterà intorno a un portafoglio elettronico (il wallet), che i cittadini troveranno direttamente integrato nell’app della propria banca o in un’applicazione ufficiale della BCE. Per chi non usa lo smartphone o non ha un conto corrente, saranno invece previste delle smart card fisiche, del tutto simili ai bancomat attuali. Con questi strumenti potremo pagare nei negozi tramite POS o codici QR, fare acquisti online e scambiare denaro istantaneamente con un amico a costo zero.

Per evitare la fuga di capitali dalle banche, la BCE imporrà un tetto massimo (circa 3.000 euro). Il sistema sarà però fluido, grazie al meccanismo “a cascata”: se riceveremo una somma superiore al limite, l’eccedenza si trasferirà da sola sul conto corrente; viceversa, se il wallet sarà vuoto al momento di pagare, la cifra verrà scalata automaticamente dal conto collegato.

La vera svolta sarà la modalità offline: si potrà scambiare denaro semplicemente avvicinando due dispositivi, anche senza connessione internet o copertura di rete. In questo modo la transazione rimarrà anonima e custodita solo nei chip dei telefoni, replicando in digitale la storica libertà del contante.

Carola Mariotti

Classe 1999. Sinologa. Mi piace parlare di Cina, più in generale del mondo. Sono sempre stata curiosa di ciò che succede lontano a me, ma tenendo un occhio anche sulle cronache più vicine.

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