VIVERE A PARIGI CON 40 GRADI: LA CITTÀ CHE NON DORME PIÙ

La città delle luci si scopre sempre più vulnerabile all’ombra del cambiamento climatico. Parigi è tra gli epicentri dell’ondata di calore che sta colpendo la Francia, dove martedì 23 giugno è stata registrata la giornata più calda dal 1947, mentre nella notte tra mercoledì e giovedì è stato battuto il record della notte più rovente. Un’emergenza che non si misura solamente nei dati meteorologici, ma anche nei disagi quotidiani vissuti da milioni di abitanti.

IL PROBLEMA DELLE CASE

Tanto pittoreschi quanto roventi. Affascinanti e caratteristici, i tetti tipici dell’architettura di Parigi fanno sognare migliaia di persone nel mondo. Ricoperti di lastre di zinco, da cui derivano le riconoscibili tinte blu-grigiastre, questi elementi strutturali diventano una trappola di calore per gli abitanti, specialmente quelli dei piani superiori. Durante le giornate più calde, lo zinco presente sui tre quarti dei palazzi parigini produce un effetto forno: può facilmente raggiungere gli 80°C, anche nelle ore notturne.

«Non riesco a dormire più di 4 ore a notte», racconta Lorenzo, 25 anni, romagnolo, trasferitosi a Parigi per lavoro a inizio maggio. Quella stanza all’ultimo piano di un edificio tipico del 9° arrondissement, che all’inizio gli era sembrata quasi troppo bella per essere vera, sta ora mostrando tutti i suoi limiti. «I negozi sono stati presi d’assalto. È una sfida trovare ancora un ventilatore da acquistare sugli scaffali. Ma anche se ce l’hai, le temperature rimangono difficili da sopportare».

Gli iconici tetti parigini dei palazzi in stile Haussmann, ricoperti di zinco
Gli iconici tetti parigini dei palazzi in stile Haussmann, ricoperti di zinco

Con le ondate di calore sempre più frequenti, le mansarde parigine possono diventare pericolose. Uno studio sulla torrida estate del 2003, che causò circa 15 mila morti in Francia, ha rilevato che vivere all’ultimo piano, direttamente sotto i tetti di zinco, aumenta di oltre quattro volte il rischio di decesso legato al caldo. Non a caso, una ricerca pubblicata nel 2023 su The Lancet Planetary Health ha indicato Parigi come la capitale europea più esposta alla mortalità causata dalle alte temperature.

E I CONDIZIONATORI?

Gran parte dei tetti in zinco di Parigi risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando il barone Haussmann, su incarico di Napoleone III, ridisegnò la città con grandi boulevard, giardini e nuovi edifici. Lo zinco fu scelto perché economico, leggero e facilmente modellabile, qualità che lo rendevano ideale per coprire le mansarde destinate alla servitù. All’epoca il loro scarso isolamento termico era considerato irrilevante. Oggi, invece, molte di queste soffitte sono diventate appartamenti ricercati per la vista e la posizione.

Il problema è che oltre la metà dei tetti parigini necessita di interventi di riqualificazione, soprattutto per migliorarne l’efficienza energetica. Tuttavia, essendo riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio culturale dell’umanità, molti progetti di ristrutturazione rimangono bloccati dall’ente per la tutela del patrimonio architettonico, contrario a interventi che modifichino le parti esterne degli edifici, e quindi il paesaggio urbano. Per questo i condizionatori a Parigi sono meno diffusi che in altre parti della Francia. Per la maggior parte dei residenti nei palazzi haussmaniani parigini si tratta di un vero e proprio miraggio.

RINFRESCARSI IN CITTÀ

Anche la scarsa presenza di parchi e di aree verdi contribuiscono a rendere Parigi particolarmente ostica nelle giornate più afose. «È impossibile svolgere qualsiasi attività all’aperto. Nel centro mancano grandi spazi verdi e le fontanelle non sono tanto diffuse. L’altra sera cercavo riparo in un giardino dietro casa, ma me ne sono andato perché invaso dai topi», continua Lorenzo. L’alta concentrazione di edifici e strutture in cemento con cui la città è stata costruita, a cui si aggiunge l’elevata densità umana, contribuiscono a generare ulteriore calore.

Nelle giornate più calde, il lungo Senna è spesso utilizzato come spiaggia
Nelle giornate più calde, il lungo Senna è spesso utilizzato come spiaggia

L’amministrazione comunale, negli ultimi anni, ha insistito molto su questo punto, cercando di far fronte alla situazione con numerose politiche pubbliche. Si deve all’uscente sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, la progettazione di diverse “isole di freschezza” con nuovi alberi e fontanelle di acqua impiantati, tutti elencati in una mappa messa a disposizione per abitanti e turisti. Tra gli interventi più significativi c’è la riqualificazione della Senna, tornata balneabile dopo oltre un secolo di divieto. Per il momento, però, le aree attrezzate per il bagno restano poche — appena quattro all’interno della circonvallazione — e la loro apertura, prevista per il 4 luglio, arriva troppo tardi per offrire sollievo durante l’ondata di calore che sta colpendo la città.

LE INSIDIE DELLA SENNA

In occasione della Fête de la Musique, una manifestazione che ospita ogni 21 giugno – solstizio d’estate – centinaia di concerti e dj set nei bar di tutte le città francesi, il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha fatto uno strappo alla regola. Ha annunciato, infatti, l’apertura anticipata alla balneazione del Canal Saint-Martin, un canale artificiale nel nord della città che era già stato preso d’assalto dai bagnanti durante la minore ondata di calore di fine maggio.

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«Sabato mi trovavo proprio lì con alcuni amici. Abbiamo fatto il bagno, l’acqua era sorprendentemente fresca ed è stato di grande sollievo. C’era davvero tanta gente, il canale era completamente invaso. Ad un tratto mi giro e vedo che ci sono dei sommozzatori in acqua. Un ragazzo era annegato» testimonia Lorenzo. Mentre le autorità continuano a raccomandare prudenza, in Francia sono già 42 le vittime per annegamento dall’inizio dell’ondata di calore.

SITUAZIONE CRITICA ANCHE PER TURISMO E TRASPORTI

Non si tratta di un periodo particolarmente fortunato per i turisti che hanno scelto di recarsi a Parigi. I disagi legati al caldo hanno colpito anche diversi luoghi d’interesse per i visitatori. Fra tutti proprio il simbolo della capitale, la Tour Eiffel, che martedì 21 e mercoledì 22 è stata costretta a chiudere anticipatamente alle 16, otto ore prima dell’orario previsto normalmente. La problematica, oltre alla sicurezza di turisti e personale, è fisica: con una temperatura di 40°C, la struttura d’acciaio della torre si è allungata di 15 centimetri. Anche il Louvre, il museo più visitato al mondo, ha preso la stessa decisione, spiegando che alcune parti del museo non sono adatte a reggere temperature così alte.

Il grande caldo ferma anche i treni, con numerosi tratti cancellati e sospesi per preservare le infrastrutture ferroviarie, sottoposte a un eccessivo surriscaldamento. Lorenzo non nasconde la preoccupazione: «Questo venerdì devo rientrare in Italia. Temo che il mio treno diretto all’aeroporto possa essere cancellato. Sinceramente la situazione è abbastanza difficile da gestire. Ho bisogno di allontanarmi da Parigi».

Chiara Orezzi

Mi piace ascoltare podcast true crime mentre faccio un road trip in Scozia o sono su un volo per New York. Partenza: Piacenza, 2003. Arrivo: in una redazione di cronaca o di esteri.

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