Maternità e calcio, il TAS dà ragione a Maja Göthberg: la Lazio dovrà risarcirla

Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha condannato la S.S. Lazio Women 2015 A.R.L.  a risarcire la calciatrice Maja Göthberg per circa 70mila euro lordi per il mancato rinnovo contrattuale dell’estate 2024 dopo la comunicazione della maternità da parte della donna. Si tratterà rispettivamente di 64.000 euro per l’indennità salariale (con interesse del 5%) a decorrere dal 7 agosto 2024 e 5.333 euro per la violazione dei diritti della personalità (con interesse del 5%). A pesare su quest’ultima sanzione è la diffusione della notizia all’interno dello spogliatoio da parte della società.

La giocatrice svedese aveva disputato in maglia biancoceleste la stagione precedente, 2023/24, contribuendo con 29 presenze e 4 gol alla promozione in Serie A Femminile del club. Le parti avevano poi trovato un accordo per proseguire il rapporto insieme dopo le consuete negoziazioni contrattuali, come testimoniato dalle chat Whatsapp della classe ‘97, arrivando anche ad organizzare il suo arrivo a Roma per la firma. In seguito alla scoperta della maternità, la società capitolina ha fatto però un passo indietro.

Quella del TAS è una decisione storica, in quanto per la prima volta l’organo giudiziario con sede a Losanna evidenzia una violazione delle norme FIFA, introdotte nel gennaio 2021, in tema di gravidanza. Una presa di posizione netta che contrasta con la causa persa dalla stessa Göthberg alla Camera di Risoluzione delle Controversie FIFA.

Il precedente del Lione, la policy FIFA e l’esempio del Milan

Il caso che ha fatto scuola è quello che ha coinvolto nel 2023 l’islandese Sara Bjork Gunnarsdottir, al tempo calciatrice della Juventus. La centrocampista ricorse ad un tribunale FIFA contro il Lione, club per cui ha vestito la maglia dal 2020 al 2022, reo di non averla retribuito integralmente non riconoscendone appieno il diritto di maternità. 82mila euro è l’indennizzo che il club transalpino ha dovuto corrispondere alla sua ex tesserata a cui si è aggiunto il 5% di interessi annuali.

Sara Bjork Gunnarsdottir
Sara Bjork Gunnarsdottir

Il regolamento FIFA risale al 2021 ed è modificato per l’ultima volta nel giugno 2024 con nuove tutele nel periodo durante e post gravidanza e nei casi di adozione o di genitorialità biologica. Esso stabilisce il seguente principio: «Una calciatrice ha diritto al congedo di maternità, definito come un periodo minimo di 14 settimane di assenza retribuita – di cui almeno otto settimane dopo il parto – durante la durata del contratto, retribuito in misura pari ai due terzi dello stipendio previsto dal contratto». Tali norme consentono alle società di ingaggiare sostitute temporanee al di fuori delle finestre di mercato ove le giocatrici usufruiscano di congedo di maternità, di adozione o familiare.

Il primo club europeo ad aver introdotto una policy per le proprie tesserate, giocatrici e membri dello staff, è stato l’AC Milan nell’agosto 2024. In aggiunta alle tutele previste dalla legislazione, la società rossonera ha previsto tre misure.

  • Il rinnovo annuale automatico del contratto alle medesime condizioni economiche, in caso di scadenza contrattuale nella stagione sportiva in cui la gravidanza è iniziata.
  • L’assistenza per la cura dei figli nelle ore in cui l’atleta è impegnata nell’attività sportiva e il supporto per voli, alloggi e altre spese di viaggio per i figli della tesserata che ha condotto la gravidanza o è responsabile unico del minore, insieme a un accompagnatore.
  • La possibilità di poter ricorrere ai suoi professionisti e le sue professioniste delle aree psicopedagogica, fisioterapica e nutrizionale ove necessario.
Le reazioni di Maja Göthberg e della Lazio

«Questo caso non riguarda solo il calcio, ma l’essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della mia vita» ha affermato Maja Göthberg dopo il verdetto del TAS. «La sentenza lancia un messaggio chiaro: la gravidanza non dovrebbe mai essere considerata un motivo per negare a una giocatrice opportunità lavorative. Spero che que­sto caso con­tri­bui­sca a creare un ambiente più sicuro».

La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. ha pubblicato un lungo comunicato sul proprio sito in cui ha fornito la propria posizione dopo la sentenza: «La decisione evidenzia come il rapporto tra le parti sia stato gestito esclusivamente attraverso l’intermediazione dell’agente della calciatrice. È significativo rilevare che la S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. non abbia mai ricevuto una comunicazione diretta da parte della calciatrice, né una richiesta di chiarimento circa la prosecuzione del rapporto, né la restituzione del contratto firmato dopo la trasmissione della documentazione predisposta dal Club. […]

La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità che caratterizzano il calcio femminile moderno. La Società continuerà a garantire il massimo livello di attenzione nei confronti delle proprie tesserate e ad adeguare costantemente le proprie procedure interne alle evoluzioni normative e regolamentari nazionali e internazionali».

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