Elezioni 2027, spunta l’ipotesi del voto anticipato l’11 aprile

C’è una data che circola tra le stanze di Palazzo Chigi e nei salotti dove si riuniscono gli esponenti della maggioranza: l’11 aprile 2027. Quella di un eventuale voto anticipato, con le Camere sciolte prima della scadenza naturale fissata nell’autunno dell’anno prossimo.

Le difficoltà della maggioranza

Troppe le tensioni che circondano e attraversano l’esecutivo: la crisi energetica, la perdita di consensi della Lega e la grande crescita di Futuro Nazionale nei sondaggi, che si contende gli stessi elettori del centrodestra. Tutti elementi che alla lunga rischiano di compromettere la possibilità di un Meloni bis.

Non è un caso se c’è stata una brusca accelerazione della discussione della nuova legge elettorale, da approvare entro la pausa estiva ad agosto. In questo caso si eviterebbe di cambiarla negli ultimi sei mesi prima del voto, come consigliato dal Consiglio d’Europa.

Una questione di opportunità politica

Con l’approvazione della manovra il governo Meloni non avrà altre misure politicamente spendibili da approvare. Il 4 settembre diventerà l’esecutivo più lungo della storia repubblicana, superando il Berlusconi II. La legge delega sul nucleare in Italia, già votata dalla Camera, dovrebbe passare in Senato prima della pausa estiva e i decreti delegati pubblicati entro fine anno. Del resto chi siede a Palazzo Chigi lo sa, gli ultimi mesi di governo di solito per una maggioranza sono i più difficili. Con le elezioni imminenti l’esecutivo è costretto a un sostanziale immobilismo e allo stesso tempo il ruolo di responsabilità rende le forze politiche che ne fanno parte più vulnerabili alle critiche. E stare fermi per questo centrodestra significa logorarsi, offrendo più voti a Vannacci.

Il Quirinale

Per sciogliere le Camere in anticipo rispetto alla naturale scadenza della legislatura bisogna però passare per il Quirinale. Se la premier, dopo aver approvato la manovra, si presentasse al Colle con una maggioranza ancora viva ma logorata il Quirinale potrebbe prenderne atto. Accettando anche la richiesta dei leader dei centrodestra di andare al voto anticipato in assenza di altre maggioranze praticabili.

Arrivare alla pensione

Con le elezioni fissate per l’11 aprile 2027 si sistemerebbe anche un altro problema: quello delle pensioni per deputati e senatori. Con la riforma del 2012 scattano solo se si è svolto un mandato intero (ovvero 4 anni, 6 mesi e un giorno). E dato che il calcolo inizia dalla proclamazione del governo, che risale all’8 ottobre 2022, se si votasse prima del 9 aprile quasi metà degli eletti dovrebbe rinunciare alla pensione.

Chiara Brunello

Scrivo di cronaca nera, politica interna ed esteri. Tra una lezione e l'altra faccio regia per il podcast Extrabutter.

No Comments Yet

Leave a Reply