Occhi che brillano, un cuore che batte e due guantoni per proteggere il suo Paese. Vorzinha, portiere quarantenne di Capo Verde che nella vita fa il dentista, ci regala storia più bella di questo primo scampolo di Mondiale. Se la Spagna, una delle super favorite, non va oltre lo 0-0, il merito è soprattutto suo: parate, uscite e salvataggi che gli valgono il premio di migliore in campo e una fama improvvisa sui social. Il suo profilo Instagram dopo la partita è infatti passato da 50mila a 2 milioni di follower. Una magia che solo la Coppa del Mondo poteva compiere.
Un soprannome per la vita
Josimar José Évora Dias. Così si chiama all’anagrafe il portiere capoverdiano, ma per tutti è Vorzinha: un soprannome che lo accompagna dai primi anni di vita. Tradotto significa “nonnina”, perché da bambino giocava a calcio per strada con i più grandi e odiava perdere. E quando succedeva tornava dalla nonna, con cui è cresciuto perché i genitori erano sempre fuori per lavoro, l’unica in grado di consolarlo.
All’inizio questo appellativo non gli piaceva affatto. Quando lascia la sua Capo Verde per andare a giocare in Angola, però, nella sua squadra c’è un altro giocatore che si chiama Josimar ed è pure un portiere. È in questo momento che decide che Vorzinha diventerà il suo marchio calcistico. Comincia a indossarlo sulla maglia, portando in campo con lui quei dolci ricordi d’infanzia. E ora che quella nonna non c’è più, è come se al suo fianco, a difendere lo specchio, ci fosse anche lei.
Vozinha ha fatto impazzire il Mondiale 🤩🔥
L’effetto Coppa del Mondo è reale, dopo soli 90′ minuti di gioco contro la Spagna, il portiere di CapoVerde ha visto impennare i suoi followers, che ora sono 2 MILIONI🤯🇨🇻🌍#Calcio #CoppaDelMondo #Vozinha pic.twitter.com/B6A0N9n4dN
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) June 15, 2026
La forza dell’umanità
Non è un supereroe, non indossa mantelli e il suo potere è quello della semplicità. Quella con cui Vorzinha ha reso grande Capo Verde per una notte, mettendo in evidenza un arcipelago che visto dall’alto è un puntino nel mezzo dell’oceano. A 40 anni il portiere corona il sogno di una vita, difendendo i pali del suo Paese nel torneo calcistico più prestigioso. E permettendosi di fermare niente di meno della Spagna di Yamal alla prima partita del girone, che dall’altro lato ha incontrato una saracinesca. A fine gara l’eroe della serata si è presentato in zona mista, finendo per commuoversi e commuovere.

«Questa è per i miei nonni che non ci sono più», dice il portiere. «E per mia mamma, che non ha potuto essere qui perché ottenere il visto era un problema e il viaggio sarebbe costato troppo». Un cazzotto nello stomaco per chi ascolta, ma soprattutto per tutti quei colleghi che fanno i capricci per rinnovi di contratto da decine di milioni di euro. Con un mix tra parate e parole ha conquistato davvero tutti, diventando una star social in meno di una notte. Quel bambino cresciuto in uno Stato con meno abitanti di Bologna e Verona messe insieme, il suo Mondiale lo ha già vinto. A volte, per cambiare la storia bastano solo due guanti.