Da presidente degli Stati Uniti a personaggio di anime e manga il passo è breve, almeno per Donald Trump. Il tycoon ha utilizzato ancora una volta l’intelligenza artificiale per trasformarsi negli eroi della cultura pop giapponese, scatenando la reazione del fandom che ha lanciato una petizione.
I primi casi
In questi anni di presidenza, Trump ha dato la prova di voler comandare ogni parte del mondo, imponendo il proprio volere con strumenti e modalità diversi. Dal blitz in Venezuela alla rivendicazioni territoriali su Canada e Groenlandia, dagli attacchi in Medio Oriente alle sfuriate con il leader ucraino Zelensky. E ancora: lo scollamento con l’Unione Europea, contrapposto a un dialogo apparentemente più aperto con la Cina.
Il tycoon ha messo il suo zampino in qualunque ambito e ora lo ha fatto anche con il settore di anime e manga. Era già successo a marzo, quando The Donald aveva pubblicato un fotomontaggio tra uno screen del videogioco dei Pokemon e il suo slogan “Make America Great Again”. A cui il giorno dopo si è aggiunto un video in cui spezzoni di Yugi-Oh e Dragon Ball si alternavano a filmati degli attacchi statunitensi in Iran. Un collage che mescolava fiction e propaganda militare.
Il lancio
Di fronte a queste trovate, il fandom giapponese aveva subito risposto aprendo la petizione “Proteggere i manga giapponesi” su change.org. L’obiettivo è di impedire a Washington di fare propaganda o inneggiare alla guerra sfruttando la fama di tali personaggi. Denunciava «l’uso non autorizzato di immagini tratte da anime giapponesi, come Yu-Gi-Oh!, in un contesto militare sull’account ufficiale della Casa Bianca su X» spiegano i firmatari. Proprio il creatore di Yu-Gi-Oh!, Kazuki Takahashi, scomparso nel 2022, era antitetico a Trump e non avrebbe mai approvato lo sfruttamento delle immagini dell’anime per questo scopo. A rafforzare le proteste si è aggiunta la risposta dei portavoce di Pokémon International. «La nostra missione è unire il mondo, e questa missione non è affiliata ad alcun punto di vista o programma politico».
米国ホワイトハウスの公式Xアカウントにおいて、
アニメ「遊☆戯☆王」シリーズの映像が、権利者の許諾なく使用されている投稿が確認されました。
本件については、原作およびアニメ関係者は一切関与しておらず、当該知的財産の使用を許諾した事実もございません。It has come to our attention that…
— アニメ「遊☆戯☆王」公式 (@yugioh_anime) March 11, 2026
Trump-Naruto
Nei mesi successivi, tra caos geopolitico e tentativi di accordi in Iran, la raccolta firme è passata in secondo piano. Ma proprio in questi giorni è stata rilanciata, arrivando quasi a 25 mila adesioni. Il motivo è da ricercarsi sempre nell’uso che Trump fa dell’intelligenza artificiale. Questa volta il tycoon ha indossato i panni di Naruto. In un video pubblicato sul suo social Truth il presidente è ritratto con la classica tuta arancione del protagonista mentre esegue la tecnica della moltiplicazione del corpo. Anche la società editrice Shueisha, che ha pubblicato Naruto, è intervenuta sul tema spiegando che i diritti d’autore delle immagini del manga appartengono agli studi di animazione. Mentre l’autore Masashi Kishimoto non è intervenuto.

Le voci
I firmatari della petizione hanno specificato che lo scopo non è criticare o condannare gli Stati Uniti. Ma «dare voce ai fan che, proprio perché i manga e gli anime giapponesi sono così amati in tutto il mondo. Sperano che il loro valore culturale e il loro contesto vengano rispettati». Questa opere, infatti, mirano a trasmettere «valori quali il coraggio, l’amicizia e la perseveranza. Per questo motivo molti fan esprimono preoccupazione quando immagini tratte da queste opere vengono utilizzate in contesti politici o militari». Un’appropriazione che, secondo i firmatari, tradisce non solo i diritti d’autore, ma l’anima stessa di quelle storie.