L’Italia torna protagonista dello spazio: Luca Parmitano pilota di Artemis III

Sarà Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il pilota della prossima storica missione Artemis III. La spedizione in partenza a metà 2027 vede protagonista l’italiano affiancato dagli astronauti della NASA Randolph Bresnik nel ruolo di comandante, Frank Rubio e Andre Douglas come specialisti di missione. Durante la conferenza di presentazione, visibilmente emozionato, Parmitano ha voluto esprimere tutta la sua gratitudine, ricordando come la sua base di lancio sia stata proprio il suo Paese, l’Italia, che gli ha dato l’istruzione necessaria per arrivare a questa missione. Mentre l’ESA è stata la torre che gli ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il suo potenziale e la NASA il razzo che ringrazia per avergli permesso di far parte di questo incredibile equipaggio.

CHI È IL VOLTO ITALIANO PROSSIMAMENTE SU ARTEMIS

Nato in Sicilia, con 50 anni appena compiuti, Parmitano rappresenta una figura importante dell’esplorazione aerospaziale. Il suo ingresso nell’organico dei corpi d’élite europei ha segnato una svolta per la presenza italiana nello spazio. Per lui, essere stato scelto dalla NASA per questa nuova avventura rappresenta il coronamento di una carriera straordinaria, un vero e proprio sogno che si realizza. Come ha dichiarato lo stesso astronauta in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, “L’idea di avere un progetto che parte da zero è un privilegio”, a testimonianza del grande entusiasmo e della responsabilità con cui si appresta a tracciare questa nuova e importante rotta.

 

I precedenti in orbita

Questa incredibile avventura non è la sua prima volta in orbita. L’astronauta dell’ESA non è nuovo allo spazio: ha infatti già partecipato nel 2013 a una prima missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) denominata Volare, dove ha svolto delicate attività extraveicolari al di fuori della navicella su cui era imbarcato. Parmitano era partito il 28 maggio 2013 a bordo della navetta Soyuz TMA-09M, facendo parte delle spedizioni Expedition 36 e Expedition 37 e trascorrendo circa 166 giorni in orbita per condurre numerosi esperimenti scientifici europei e italiani. Un episodio rimasto celebre avvenne proprio durante una passeggiata spaziale del luglio 2013, quando il suo casco iniziò a riempirsi d’acqua, costringendolo a interrompere l’attività e rientrare rapidamente nella stazione.

Il vecchio progetto di Artemis III che prevedeva la discesa sulla luna

Successivamente, il 20 luglio 2019, è iniziato il suo secondo viaggio nello spazio con la missione Beyond a bordo della Soyuz MS-13. In questo caso Parmitano ha partecipato alle spedizioni Expedition 60 e Expedition 61, restando nello spazio per circa 201 giorni; una missione particolarmente importante perché lo ha visto diventare il primo italiano e il terzo europeo a comandare la ISS, oltre a vederlo impegnato in diverse complesse spacewalk per la manutenzione dello spettrometro AMS-02.

 

Le polemiche per la mancanza di astronaute

Molti osservatori e appassionati di spazio hanno espresso forte disappunto sui social e sulle piattaforme, facendo notare come la scelta di un team interamente maschile sembri tradire le storiche promesse della NASA di voler portare la prima donna sulla Luna grazie al programma Artemis. Parmitano si è definito “stupito” di questa scelta. Ad alimentare il dibattito si è poi aggiunta la reazione dei vertici dell’agenzia spaziale americana, i quali hanno dovuto difendere la decisione sottolineando che i criteri di selezione rispondono esclusivamente a rigidi requisiti tecnici e che le donne rappresentano ormai la metà delle più recenti classi di astronauti, escludendo così qualsiasi forma di pregiudizio di genere

 

“L’ufficio astronauti assegna l’equipaggio che offre alla missione le migliori possibilità di raggiungere i suoi obiettivi, tenendo conto di molti fattori, tra cui l’esperienza, le competenze, il lavoro fatto su programmi specifici e la disponibilità“. Il capo della NASA, Jared Isaacman, ha risposto così in un post su X alle critiche sulla composizione equipaggio.

 

Come cambia il piano della missione Artemis III

Il nuovo e ambizioso obiettivo che vedrà coinvolto Parmitano deve però fare i conti con uno scenario tecnico in continuo mutamento. La missione Artemis III si è da sempre delineata come il grandioso ritorno dell’uomo sulla Luna dopo l’epopea dell’Apollo 17. Il piano originario era molto lineare e prevedeva il lancio di quattro astronauti a bordo della capsula Orion per un viaggio verso l’orbita lunare, dove si sarebbe effettuato l’attracco con il lander di SpaceX.

 

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Da quel momento, due astronauti sarebbero scesi nella regione del Polo Sud lunare per una permanenza di circa una settimana, utile alla raccolta di campioni, a esperimenti scientifici e alla ricerca di acqua, prima del definitivo ritorno in orbita e poi sulla Terra. Tuttavia, la NASA ha annunciato un importante aggiornamento del piano a causa dei ritardi riscontrati nello sviluppo dei lander lunari di SpaceX e Blue Origin. La missione Artemis III non atterrerà più sulla superficie della Luna, ma verrà rimodulata come una complessa e cruciale missione di test in orbita terrestre, un passaggio intermedio ma fondamentale per (ri)poggiare nuovamente un piede sul suolo lunare.

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