Louis Dassilva non ha ucciso Pierina Paganelli. Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Rimini dopo 16 ore di camera di consiglio. Il verdetto di assoluzione è arrivato nella notte e l’uomo, 36enne senegalese, è stato subito liberato.
La sentenza
La sentenza è stata letta dalla giudice e presidente Fiorella Casadei davanti a un’aula piena che accolto la notizia con un boato. Presenti in aula i figli di Pierina, Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i nipoti. Alla lettura del verdetto sono rimasti impassibili. L’imputato, che all’epoca dei fatti era amante della nuora della vittima, Manuela Bianchi, è scoppiato in lacrime. Presente anche la moglie di Dassilva che lo ha sempre difeso, Valeria Bartolucci: “Ho acquistato molta fiducia nella giustizia”. Tra il pubblico anche un gruppo di senegalesi, tutti conoscenti del 36enne.
I fatti del 2023
Il corpo di Pierina Paganelli venne rinvenuto la mattina del 4 ottobre 2023 dalla nuora nel garage di via del Ciclamino a Rimini. La prima ipotesi fu quella di un femminicidio. Il marito però, albergatore riminese, si trovava in Germania da tempo e questa strada fu presto abbandonata. Le indagini si concentrarono così sui vicini di casa. Nelle vicinanze abitavano il figlio Giuliano Saponi e la nuora Manuela con la figlia 16enne, Louis Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci. Frequentava la casa anche Loris Bianchi fratello di Manuela che con Pierina non aveva mai avuto un buon rapporto. Le telecamere di sorveglianza di un garage captarono le urla di Pierina durante l’omicidio e fissarono così con precisione l’orario della morte alle 22.13. Per la Procura Dassilva per quell’ora non ha un alibi.
Il processo
In un’intercettazione nella sala d’attesa della Questura, Dassilva rivelò la sua relazione con la nuora della vittima. Dassilva, incalzato dalla Bianchi, rispose dopo un lungo silenzio “non cambia niente tra di noi”. Per il gip Vinicio Cantarini quella sarà una “presunta confessione”. Il processo è iniziato il 15 settembre 2026. La Corte d’Assise ha acquisito delle intercettazioni in cui l’imputato chiedeva a uno stregone senegalese dei riti voodoo contro i poliziotti e il pm. Inoltre una telecamera di una farmacia di Via Ciclamino avrebbe ripreso un uomo poco dopo il delitto. Per la Procura si tratta di Dassilva, ma per il perito del Tribunale l’uomo è un altro condomino. A inchiodare il senegalese c’è però la confessione di Manuela, nuora della vittima e amante del 36enne. Interrogata per tre giorni avrebbe affermato di aver incontrato Louis in garage prima di scoprire il corpo di Pierina. Manuela ha anche detto che fu Louis a dirle cosa fare e cosa dire alla polizia.