Quanto si rischia per un bagno nella Fontana di Trevi?

Nel 1960 Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nel film La Dolce Vita firmato da Federico Fellini, hanno simboleggiato all’interno della Fontana di Trevi,  il desiderio e la fascinazione estetica in un’oasi di bellezza e sensualità nella Roma notturna che si rivela in realtà effimera e vuota. Una scena iconica, forse la più iconica, tanto da essere imitata – probabilmente anche in maniera inconsapevole – ancora oggi.

Con le alte temperature e i picchi di calore che possono superare anche i 40 gradi nelle grandi città tutto quello che può portare refrigerio è molto ambito: zone d’ombra create da alberi, cappellini ma anche bagni nelle fontane. Da Roma a molte città italiane, fare il bagno in una fontana pubblica – a maggior ragione se considerata patrimonio artistico e dall’elevato valore storico e culturale – è vietato e in alcuni casi può comportare anche un reato più grave della semplice sanzione economica.

Un bagno molto “salato”

Entrare ed eventualmente immergersi in una vasca pubblica, o anche il solo bagnarsi i piedi, può comportare multe fino a 500 euro. È questa la sanzione massima applicata per l’infrazione di fare il bagno nella Fontana di Trevi, una delle più celebri e purtroppo meno rispettate tra quelle di Roma. Di certo, non mancano turisti e residenti che cercano un refrigerio fuorilegge anche nella Fontana dell’Acqua Paola a Trastevere, storicamente conosciuta come “Er fontanone der Gianicolo”, sfidando la costante sorveglianza delle autorità pur di trovare un attimo di sollievo dall’afa.

Nelle giornate più calde le multe si moltiplicano a vista d’occhio e sui social il fenomeno è sempre più diffuso. Il turista di turno fermato a pochi secondi dal tuffo perché stava facendo il bagno in una fontana di Roma è, anche in questi giorni, una notizia all’ordine del giorno.

 

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Cosa si rischia

Il fenomeno dell’utilizzo improprio dei monumenti pubblici ha indotto nel 2019 l’amministrazione capitolina a varare un nuovo regolamento di Polizia urbana che prevede sanzioni più severe quando si viene sorpresi a commettere infrazioni contro il patrimonio. La norma prevede esplicitamente che sia del tutto vietato fare il bagno, anche solo parzialmente, nelle vasche storiche, così come risulta illegale raccogliere le monete lanciate dai turisti (un’attività storicamente regolamentata e riservata a fini benefici) e perfino lavarsi o sciacquare indumenti con l’acqua che scorre dalle bocchette monumentali. Violare queste norme comporta l’elevazione di sanzioni dall’importo variabile da un minimo di 160 euro a un massimo di 450 euro per le violazioni ordinarie. Nei casi invece in cui si riscontri un comportamento recidivo o insolente, scattano provvedimenti amministrativi ben più restrittivi.

Il daspo urbano

Per le infrazioni più gravi, non viene emessa solo una sanzione pecuniaria ma si possono ipotizzare dei veri e propri reati penali che vanno dal furto al danneggiamento aggravato, fino alla violazione del decoro e all’oltraggio, qualora il comportamento del soggetto fermato sia particolarmente irrispettoso e insolente nei confronti degli agenti, situazione che tende sempre più spesso a replicarsi. Reati di questo tipo portano all’applicazione dirette delle norme del codice penale o all’emissione immediata del daspo urbano, comminato al fine di far allontanare immediatamente il soggetto dal luogo nel quale si sia verificata l’infrazione, con il divieto assoluto di farvi ritorno per un determinato periodo di tempo che può arrivare fino a due anni.

Alternative nei giorni più caldi: i nasoni e il mare
Un tipico “nasone” romano

Nei caldi giorni estivi che possono investire Roma, ma anche tutte le altre città, è utile ricordare che il tessuto urbano è capillarmente provvisto di fontane pubbliche nate appositamente per l’approvvigionamento idrico e prive di tutele artistiche, che possono essere liberamente utilizzate per bere, riempire borracce e rinfrescarsi il viso. I celebri “nasoni” di Roma offrono un ristoro costante e gratuito a migliaia di turisti e cittadini, a patto che vengano impiegati con il dovuto rispetto. Per non rischiare contravvenzioni e godersi un vero momento di relax durante le ondate di calore – invece di sentirsi Silvia e Marcello ne La Dolce Vita – la scelta più indicata per i frequentatori della Capitale resta quella di pianificare una giornata in una delle spiagge vicino Roma, dove oltre a non rischiare un daspo dalla città si spenderà sicuramente meno.

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