Mercato unico dell’energia, mercato unico dei capitali e debito comune. Queste sono le priorità per il leader degli industriali Emanuele Orsini, esposte ieri all’assemblea generale di Confindustria al Centro Congressi La Nuvola di Roma. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Premier Giorgia Meloni, Orsini ha evidenziato le necessità delle imprese italiane, sferzando anche un potente attacco all’Europa.
L’allarme degli industriali
«Serve unirsi» aveva detto il leader degli industriali, in occasione del Festival dell’Economia di Trento. E lo ha ribadito all’assemblea generale di Confindustria. In un evento che ha il tono delle grandi occasioni, Orsini si è rivolto agli industriali in toni duri: «Bisogna fare un esercizio più importante: quello di unirsi per poter fare delle politiche economiche vere a sostegno delle industrie e delle imprese». Rilancia poi l’allarme: «Non vogliamo delocalizzare le nostre industrie e deindustrializzare il nostro continente» e chiede alla politica «un grande atto di responsabilità», fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio.
L’avanzata della Cina
Secondo Orsini, l’Europa sta arretrando mentre la Cina prosegue la sua avanzata, con Pechino che da sola produce il 35% della manifattura mondiale. L’accusa è quindi a Bruxelles di avere «spalancato i mercati ai prodotti cinesi». Muove quindi una critica al Vecchio Continente che «non ha chiaro cosa significhi competitività». «L’Europa deve cambiare passo» dice Orsini «perché è un’illusione farcela da soli». Il numero uno degli industriali sostiene che «per la competitività europea servano 1.200 miliardi di euro l’anno» poiché gli attuali 280 miliardi da dividere tra i 27 «non possono bastare».
L’energia
In ambito energetico l’Italia ha i prezzi più cari d’Europa ed «è completamente fuori mercato» ricorda Orsini. Per questo chiede «a tutte le forze politiche» di «sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia». Ma non solo: per il leader di Confindustria è fondamentale la sospensione immediata degli Ets (Emission Trade System), il principale strumento dell’Unione Europea per contrastare i cambiamenti climatici.
L’intervento della premier
Interviene poi la premier Meloni che promette interventi del governo rispetto alle richieste degli industriali in materia Europa, energia, politica industriale, fisco, burocrazia e salari. «Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio», sollecitando «un cambio di passo». Riguardo l’energia nucleare la premier Meloni assicura che «entro l’estate» verrà approvata la legge delega e poi i decreti attuativi, garantendo di essere «molto determinata su questo».