Un nuovo anno zero in casa Milan. La rivoluzione rossonera per mano di Gerry Cardinale è totale, eccezion fatta per Zlatan Ibrahimovic. Via Allegri, Tare, Moncada e Furlani, congedati con un comunicato ufficiale del club all’indomani della mancata qualificazione in Champions League. Tra i nomi caldi per la panchina ci sarebbero Xavi e Iraola, autore di una cavalcata favolosa in Premier League con il Bournemouth. Tutto da scrivere, invece, il futuro di molti giocatori, soprattutto quelli legati a Max come Rabiot e Modric.
Dura lex, sed lex
Un terremoto troppo atteso per fare davvero rumore. Il malcontento aveva fatto capolino a Casa Milan dopo le sconfitte con Sassuolo e Atalanta, il disastro finale con il Cagliari è stata solo l’ultima goccia di un vaso riempito fino all’orlo. Cardinale vuole lanciare un segnale e taglia con quello che a due giorni dalla fine della stagione è già il passato. Allegri doveva dare compattezza al gruppo e riportare la squadra in Champions: per due terzi di stagione ha rispettato il copione in ogni suo passaggio, poi il tracollo.
Se ci si poteva aspettare una proposta calcistica che non fosse quella dell’Inter o del Como di Fabregas, era invece difficile immaginare una squadra fragile dinanzi alle prime difficoltà. Incapace di trovare una via d’uscita nel buio che, post derby di ritorno, dalle parti di Milanello si è fatto sempre più cupo. L’esonero è dunque l’epilogo più naturale, seppur avvilente: per il tecnico stesso, per il gruppo e per tutti i tifosi. Anche Tare, che in Max aveva riposto piena fiducia, paga lo scotto dei risultati non all’altezza delle aspettative. Discorso diverso per Moncada e Furlani, colpevoli di aver nuovamente sbagliato il mercato e con il secondo che era da tempo oggetto delle contestazioni della Curva Sud.

Futuro incerto
Cosa ne sarà dei big senza Champions League? È la domanda che aleggia sopra il cielo di Milanello in queste ore di grande cambiamento. Il Mondiale però è alle porte e difficilmente i giocatori prenderanno una decisione prima che cominci. Rabiot ha speso parole d’amore per il Milan durante tutto l’anno, ma che fosse arrivato per Allegri non è certo un mistero. Modric anche, già incerto sul futuro, si ritrova senza il tecnico che lo aveva fortemente voluto in rosa. E poi Maignan, che ha rinnovato ma piace a mezza Europa e dovrebbe accettare di rimanere senza giocare la Coppa per eccellenza.
Diverso il discorso per Leao, che sembra avere già un piede e mezzo fuori da Milano. Gli ultimi due anni sono stati poco felici e i fischi che San Siro gli ha riservato nelle ultime partite, profumano molto di divorzio imminente. Il portoghese fa gola allo United e anche al tandem turco Fenerbache-Galatasaray. Fofana e Loftus-Cheek difficilmente rimarranno e Pavlovic potrebbe garantire un’entrata economica importante per le casse rossonere. Le certezze al momento sono poche, molto meno delle incognite. L’estate del Diavolo si prospetta rovente, e non per le temperature.

Totonomi allenatore
Una buona parte del futuro del gruppo squadra dipenderà da chi si siederà sulla panchina per la prossima stagione. Dal suo modo di giocare, dalle idee dei giocatori presenti in rosa e dagli stimoli che saprà dare a chi sta balenando in testa il pensiero di fare le valigie. Scartata l’ipotesi Conte, che Ibrahimovic aveva declassato due anni fa, sono due i nomi più in voga al momento, entrambi spagnoli.
Il primo è Xavi, che al Milan era stato vicino da giocatore salvo poi sposare fino alla fine della carriera, e poi anche da allenatore, il progetto Barcellona. L’altra pista è quella di Iraola, fresco di sesto posto (Europa League raggiunta) con il Bornemouth in Premier League, a un passo dal sogno Champions League. Per caratteristiche e scuola di pensiero assomiglia molto a Fabregas. Entrambi puntano molto su un calcio offensivo e propositivo, distante da quello di Allegri. La scelta di cambiare stile di gioco è stata presa, ora bisogna scegliere gli interpreti giusti.