L'EFFETTO SUI MERCATI

FERRARI ACCENDE LA LUCE, MA MARANELLO È AL BUIO: IL TITOLO PERDE IL 7% IN BORSA

Il debutto dell'ammiraglia a batteria del Cavallino divide i puristi e fa crollare le azioni. Un prezzo da capogiro e linee minimaliste cancellano i dettagli storici dell'abitacolo: l'azienda tenta una scommessa rischiosa sui mercati, sfidando lo scetticismo generale

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FERRARI ACCENDE LA LUCE, MA MARANELLO È AL BUIO: IL TITOLO PERDE IL 7% IN BORSA

Il debutto dell'ammiraglia a batteria del Cavallino divide i puristi e fa crollare le azioni. Un prezzo da capogiro e linee minimaliste cancellano i dettagli storici dell'abitacolo: l'azienda tenta una scommessa rischiosa sui mercati, sfidando lo scetticismo generale

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Ferrari Luce, la prima full-electric di Maranello: 1.035 cv su quattro motori, 0-100 in 2,5 secondi, autonomia dichiarata di 530 km. Prezzo di partenza: 550.000 euro. Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Il debutto dell'ammiraglia a batteria del Cavallino divide i puristi e fa crollare le azioni. Un prezzo da capogiro e linee minimaliste cancellano i dettagli storici dell'abitacolo: l'azienda tenta una scommessa rischiosa sui mercati, sfidando lo scetticismo generale

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Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Ferrari_Luce_1

Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Ferrari

Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Il debutto dell'ammiraglia a batteria del Cavallino divide i puristi e fa crollare le azioni. Un prezzo da capogiro e linee minimaliste cancellano i dettagli storici dell'abitacolo: l'azienda tenta una scommessa rischiosa sui mercati, sfidando lo scetticismo generale

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Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

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Il debutto dell'ammiraglia a batteria del Cavallino divide i puristi e fa crollare le azioni. Un prezzo da capogiro e linee minimaliste cancellano i dettagli storici dell'abitacolo: l'azienda tenta una scommessa rischiosa sui mercati, sfidando lo scetticismo generale

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Fonte: Ferrari Ufficio Stampa

Eccola finalmente. La Ferrari ha tolto i veli alla Luce, la prima auto full-electric mai prodotta a Maranello. Blasfemia o miracolo? Sicuramente è un modello che vedrà gli “elettroentusiasti” scontrarsi con i ferraristi di ferro. La Ferrari Luce, l’auto più discussa, cliccata, odiata ancora prima di essere vista degli ultimi anni, si mostra al mondo. A 550.000 euro, con 1.035 cavalli distribuiti su quattro motori e una carrozzeria a cinque posti firmata da Jony Ive, l’uomo che ha disegnato l’iPhone, Ferrari ha deciso che il futuro si costruisce rompendo con la tradizione. L’autonomia dichiarata è di 530 Km.

Per la presentazione la Rossa non ha scelto una data qualunque, un giorno che è un richiamo solenne al passato glorioso del marchio. Lo stesso giorno — il 25 maggio — ma del 1947, al circuito delle Terme di Caracalla, la Ferrari 125 S guidata da Franco Cortese ottenne la prima vittoria ufficiale del Cavallino Rampante. 79 anni dopo è sempre Roma, questa volta la Vela di Calatrava, la cornice dell’evento. «Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura — ha detto il presidente John Elkann —, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro». Parole ambiziose, visione dichiarata. Mentre Elkann parlava di futuro però, in borsa il titolo Ferrari perdeva il 7,2%.

AZZARDO…

«Ma cosa gli è venuto in mente?». È l’unica domanda che ci si può fare quando a un primo sguardo si osserva la Luce… forse anche al secondo e al terzo. Se il design degli interni minimal e in stile industrial affidati alla LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson, e il nome della vettura si conoscevano già, il countdown verso il giorno della presentazione del telaio della prima Ferrari completamente elettrica è stato spasmodico. E proprio come quando si aspettano anni per l’uscita del sequel o della nuova stagione della propria serie preferita, le aspettative sono inevitabilmente alle stelle. E da sempre l’uscita di un nuovo modello della Ferrari è atteso come un blockbuster.

 

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Ecco, guardando la Ferrari Luce la prima cosa da fare sarebbe alzarsi e uscire dalla sala. Il design della nuova Luce sicuramente non accetta compromessi: o piace, o non piace. Ciò che è più straniante è l’impressione di guardare una qualunque utilitaria. Non farebbe differenza alcuna se invece del Cavallino Rampante ci fosse il logo della Hyundai, della Nissan o della Kia (senza nulla togliere a questi marchi). È impensabile che dal centro stile diretto da Flavio Manzoni potesse uscire qualcosa di simile.

O FOLLIA?

E più la si guarda, la si squadra e la si passa ai raggi x, questa macchina non trasmette nulla che dica: «Eccola, questa sì che è una Ferrari!». Gli interni completamente spogli. I tasti e i manettini al volante scomparsi. E le losanghe? Quelle cuciture a rombi trapuntate nella pelle dei sedili Daytona, il dettaglio più Ferrari di qualsiasi cavallino rampante? Sparite anche quelle, così come il design appunto dei sedili. Come se Maranello avesse deciso di punto in bianco di cancellare persino la propria firma.

Soprattutto, la domanda che sorge spontanea quando si guarda la Luce è: «In che categoria si inserisce?». È un Suv? È una berlina di lusso? È una daily (una macchina da tutti i giorni)? Un quesito che per ora fatica decisamente a trovare risposta. Quello che è certo è che la Ferrari ha rotto definitivamente il legame con il proprio passato. Che sia un salto nella luce o un balzo nel buio, il mondo non potrà fare a meno di guardare (e giudicare). Solo il tempo potrà dire se la Ferrari ha avuto ragione, o terribilmente torto.

IN ROSSO

Ferrari vende desiderio, suono, storia, esclusività. Insomma, il mito della casa fondata dal Enzo Ferrari, ed è sempre stato questo che ha giustificato i prezzi dei diversi modelli che hanno varcato i cancelli di Maranello. La Luce ha un prezzo di partenza di 550.000 euro. È la cifra più alta mai chiesta per una Ferrari di serie attualmente a listino, sopra la 849 Testarossa Spider e ogni V12 o ibrida della gamma ordinaria. Una berlina elettrica tocca inevitabilmente il patrimonio simbolico della Rossa.

Se il mercato legge la “luce” della nuova Rossa come quella del futuro, allora il marchio si ringiovanisce e ne trae nuova linfa, altrimenti si aprono delle crepe. Ma il mercato, che non ha sentimenti né nostalgia, lo ha detto chiaro sin dal mattino: il titolo Ferrari ha ceduto il -7,2% nelle prime contrattazioni, scivolando ai minimi da oltre due anni. Perché 550.000 euro per un’elettrica, per quanto possa essere “straordinaria”, è una scommessa industriale i cui ritorni si misurano in anni, non in trimestri.

Le supercar elettriche non hanno ancora dimostrato una domanda solida, e Ferrari stessa ha già rinviato il secondo modello elettrico al 2028 proprio per la debolezza del segmento. Il dato che Maranello non ha comunicato — il numero reale degli ordini firmati dopo la première romana — resta ancora fuori scena. Ed è lì, in quel silenzio, che si nasconde la vera risposta. Per chi investe è un vero e proprio banco di prova del pricing power della Rossa. Prezzi altissimi, domanda forte e margini vicini al 40% applicati per la prima volta all’elettrico.

Roberto Manella

Onnivoro di sport, ma i motori sono la mia scintilla. Non chiedetemi di scegliere: mi troverete sveglio alle tre del mattino per una pole o un quinto set. Se c'è competizione nell'aria, non importa l'orario, io ci sono. 🏎️ ⚽ 🎾 🎯 ⛷️

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