Tedua pubblica “Ryan Ted Mixtape”: il ritorno alle origini verso San Siro

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Nella notte tra giovedì 21 e venerdì 22 maggio, all’una in punto, le lancette del rap italiano si sono fermate. A quasi un mese dal suo storico debutto solista allo Stadio San Siro, Tedua ha pubblicato Ryan Ted Mixtape. Mario Molinari squarcia così il velo dell’attesa per il concerto del prossimo 24 giugno e lo posiziona, di diritto, tra gli eventi urban più importanti dell’anno.

La grafica di annuncio del concerto a San Siro
La grafica di annuncio del concerto a San Siro

Mancano poco più di trenta giorni alla notte del Meazza, ma il rapper ha deciso che per toccare il cielo del “Paradiso” scenico della sua Divina Commedia bisognava prima rimettere i piedi nel fango e nell’asfalto delle origini. Esattamente dieci anni dopo Orange County (2016) e circa dodici dalle prime registrazioni underground, il cerchio si chiude. Se il Meazza è la consacrazione, questo mixtape è la lettera d’amore alle panchine da cui tutto è iniziato.

 

Il mixtape

Ascoltare Ryan Ted Mixtape è come fare un tuffo nel passato. Traspare l’anima del ragazzo di Cogoleto che si è preso Milano senza dimenticare la Liguria. Il concept del progetto rimanda alla figura di Ryan Atwood, il protagonista del celebre teen drama americano The O.C. a cui il titolo fa esplicito riferimento. Mario si rivede da sempre in quel ragazzo introspettivo, cresciuto tra mille difficoltà. Cresciuto nelle case in affido, Tedua ha ora cambiato la propria vita grazie a una carriera che, però, non dimentica le proprie origini.

 

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La traccia omonima, Ryan Ted, evoca istantaneamente lo spettro di Chino, gemma cult del passato. Il flow è accompagnato dai tappeti sonori orchestrati da Shune, fedelissimo produttore della saga Lo-fi Drill e del singolo apripista Chuniri, e dalle nuove geometrie di Dibla e Jiz, suoi musicisti e produttori.

Tedua e Dibla sul palco durante un concerto mentre suonano "Orange County California"
Tedua e Dibla sul palco durante un concerto suonano “Orange County California”

Le collaborazioni uniscono l’ultima generazione dell’hip hop nostrano, da Anna a Nerissima Serpe, passando per Sayf e Latrelle. Ma la vera scossa al cuore dei puristi arriva con Hoola Hop, la traccia prodotta da Dibla che vede il ritorno del featuring con Ernia. I due non incrociavano le rime in un progetto ufficiale dal 2020, dai tempi di Bro II in Vita Vera Mixtape. La chimica è rimasta la stessa: tecnica pura, barre d’autorità e quella competizione sana che ha reso grande la scuola milanese.

Veliero di carta: un monumento al rap italiano

Se c’è un pezzo che da solo vale il prezzo del biglietto per San Siro, questo è proprio Veliero di carta. Non è solo una canzone, è una cattedrale di citazioni, un atlante emotivo della musica che ha cresciuto Mario Molinari. Tedua campiona, mastica e sputa frammenti di storia della cultura italiana e del rap d’inizio millennio. Viene citata, infatti, anche La Cura di Franco Battiato, ma soprattutto ci sono le fondamenta del genere in Italia: Mario riprende Giorno e notte di Inoki («il mio rap dilaga di strada in strada»), si appropria dell’immaginario dei Club Dogo inserendo nel pezzo una parte del brano La chiave: «Non so le note ma mi portano via / Via dalle notti in cui mi portano via, via dalla via / Parli sporco e dai forma ad una poesia».

Tedua nel video di "Lettera a Tedua", brano conclusivo dell'album
Tedua nel video di “Lettera a Tedua”, brano conclusivo dell’album

E ancora, evoca il king del rap italiano Marracash in Chiedi alla polvere («non è la sociologia, i film, i libri, un testo»), torna sui Dogo con la barra di Il mio mondo, le mie regole («la strofa che spacca che per capirla mandi indietro»), fino a omaggiare la lirica di Dargen D’Amico (Il rap per me) e Ghemon in Cielo di cemento, riprendendo la celebre intuizione sul «dono mal gestito di saper parlare». Un’espressione, quest’ultima, che per Tedua è una ricorrenza, già presente in Scala di Milano al fianco di Guè.

 

Al termine di questo incredibile viaggio, la voce di Tedua si fa chiara: è un tributo ufficiale a tutto il rap italiano, un ringraziamento pubblico a quegli artisti, citati e non, che gli hanno dato gli strumenti per non affogare quando il mare era troppo mosso.

La bussola della nostalgia: da Giovane e bello a Blue

I rimandi alla Liguria e alla giovinezza sono ovunque. In Giovane e bello (prodotta da Dibla e Jiz insieme a NKO con il feat. di Sayf), Tedua evoca la storica Circonvalley cantata un tempo con Izi nell’album Orange County California, chiudendo il brano con una frase che rimanda al passato: «Giovane e bello 20 anni una volta sola». È l’eco diretta di Ombrello per la pace, estratta dal suo primo progetto Aspettando Orange County.

 

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La quota love del mixtape è invece affidata alla traccia Blue. Chi ha amato l’evoluzione emotiva dell’artista riconoscerà immediatamente il sequel spirituale della traccia romantica Purple, la perla contenuta nel capitolo di transizione del 2020. È un pezzo notturno, intimo, dove l’amore viene trattato senza le ipocrisie del pop da classifica, ma con la ruvida fragilità tipica di Mario.

206 giorni dopo l’annuncio del progetto e del concerto a San Siro e a quasi un mese dalla data allo stadio milanese, Ryan Ted Mixtape riporta Tedua sotto i riflettori. Mario Molinari ha dimostrato che si può toccare il cielo senza staccare le radici dall’asfalto. Il 24 giugno al Meazza Tedua si ripresenterà al suo pubblico come il Mario di Orange County, cresciuto nella giungla urbana tra Genova e Milano e raccontata in Mowgli, maturato con il progetto La divina Commedia. Il tutto racchiuso nel nuovo Mario: Ryan Ted.

Sebastiano Lodovici

MILANESE DI NASCITA, LIGURE PER LEGAME CHE MI ACCOMPAGNA DA SEMPRE. TRA STADIO E TRASFERTE È NATA LA MIA PASSIONE PER IL CALCIO, DIVENTATA RACCONTO PER CASO AL LICEO, QUANDO MI HANNO COINVOLTO NEL GIORNALINO DI UN TORNEO. INSIEME AL CALCIO, C’È ANCHE IL RAP. SPORT E MUSICA SONO IL MIO MODO DI RACCONTARMI: MI PIACE DARE VOCE A PARTITE E PERSONE, DAGLI SPALTI AI TESTI DEGLI ARTISTI, DA FABRIZIO DE ANDRÉ, POETA IMPRESCINDIBILE, ALLA NUOVA SCENA RAP GENOVESE.

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