Individuati tutti i corpi dei sommozzatori italiani dispersi da quattro giorni alle Maldive

Sono stati individuati i quattro corpi dei subacquei dispersi da giovedì 14 maggio nelle acque dell’isola di Alimathà nell’arcipelago delle Maldive. Il team di tre esperti sub finlandesi durante l’esplorazione e familiarizzazione della zona è stato in grado di localizzare i cadaveri. Le operazioni di recupero dei nostri connazionali inizieranno però da domani.

Sono ancora molti i dubbi che circondano quanto avvenuto ai cinque subacquei – Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Federico Gualtieri e Gianluca Benedetti, la guida e per il momento l’unico corpo ad essere stato recuperato. Il gruppo stava esplorando la grotta di Alimathaa nell’atollo di Vaavu, a una profondità di 60 metri per uno studio sui coralli. La loro attività di ricerca aveva ottenuto il permesso dalle autorità locali e permetteva immersioni in sei atolli, fino ad una profondità massima di 50 metri – l’ingresso della grotta è a -47 metri. Nelle stesse autorizzazioni ci sono anche l’imbarcazione, la Duke of York, e le sue attrezzature subacquee.

Le attività di ricerca e recupero

L’attività di ricerca è stata portata avanti dai tre subspeleologi finlandesi di Dan Europe – organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit, impegnata nella ricerca, nella prevenzione e nella gestione della sicurezza in ambienti complessi e ad alto rischio. Gli specialisti hanno esplorato il sistema di caverne sommerse, valutando le condizioni ambientali per localizzare i corpi e poi organizzare le attività di recupero. Il team ha utilizzato sistemi avanzati, come un rebreather, che consente di far ricircolare l’aria respirata e bombole con una miscela speciale di ossigeno, azoto e elio. Per muoversi con maggiore facilità e risparmiare aria, gli speleologi hanno anche utilizzato uno scooter subacqueo.

La struttura interna della grotte

Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Federico Gualtieri sono stati ritrovati – spiega il Corriere della Sera – tutti insieme. E sarebbero anche nello stesso luogo in cui hanno perso la vita, in fondo a un tunnel sul fondale del secondo ambiente della grotta. Da quanto affermato, sia dalla società che dal governo delle Maldive, il team potrà recuperare solo due corpi alla volta per ogni immersione. Meteo permettendo, le attività di recupero dovrebbero, quindi, impiegare due giorni e terminare mercoledì 20 maggio. L’attività non si prospetta facile. A sostenere i tre speleosub ci sono anche le forze del governo maldiviano.

I 5 sub morti e le autorizzazioni

Fino ad ora sono circolate diverse ipotesi su quanto accaduto, ma non c’è ancora nulla di certo. Sarà necessario aspettare le analisi dei computer dei sub e i risultati dell’autopsia sui corpi. Ci sono da chiarire i motivi dell’immersione: se a scopi scientifici perché erano presenti due persone non menzionate nel permesso di ricerca. E poi perché siano scesi a quella profondità. Intervistato dal Corriere della Sera, Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente delle Maldive, ha affermato che l’autorizzazione permetteva immersioni fino a 50 metri, mentre il limite dei 30 vale solo per quelle ricreative.

C’è anche l’incognita sull’attrezzatura utilizzata dal gruppo e dall’attività di supporto della Duke of York, la nave che ha portato i ricercatori sul punto dell’immersione. La licenza della nave è stata sospesa per tempo indefinito dal governo maldiviano in attesa delle investigazioni. Al momento sono in corso due indagini, una condotta dall’autorità delle Maldive, l’altra dalla procura di Roma – che è competente anche per eventuali reati commessi o subiti da cittadini italiani all’estero.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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