Trasporti a rischio oggi, lunedì 18 maggio, per lo sciopero generale di 24 ore proclamato dall’Usb. L’agitazione coinvolge il comparto ferroviario, il trasporto pubblico locale, scuola e sanità, mentre resta escluso il settore aereo dopo lo stop della scorsa settimana. Alla base della protesta, spiegano i sindacati, ci sono la guerra in Medio Oriente, il riarmo e le tensioni internazionali. Disagi segnalati fin dalle prime ore del mattino.
Treni nel caos
Lo sciopero del personale del gruppo Fs, di Italo e di Trenord è iniziato alle 21 di domenica 17 maggio e proseguirà fino alle 21 di oggi. Trenitalia e Rfi hanno avvertito che potranno verificarsi modifiche alla circolazione anche prima dell’inizio e dopo la conclusione dell’agitazione, invitando i passeggeri a verificare in anticipo lo stato del proprio treno attraverso app, canali informativi e assistenza in stazione. Restano confermate le fasce di garanzia previste nei giorni feriali, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, per i collegamenti regionali e pendolari.
Proprio sui treni indicati come garantiti si sono concentrate però le maggiori contestazioni. Numerosi viaggiatori hanno segnalato cancellazioni e partenze mancate anche durante le fasce protette. Nelle principali stazioni italiane si sono registrati ritardi, banchine affollate e forti disagi per migliaia di pendolari già dalle prime ore del mattino.

Trasporto urbano a rischio
Ripercussioni previste anche sul trasporto pubblico urbano, con possibili cancellazioni e variazioni per bus, tram e metropolitane. A Milano Atm ha confermato le consuete fasce di garanzia, da inizio servizio alle 8.45 e dalle 15 alle 18. Nel capoluogo lombardo è in programma anche il corteo nazionale promosso dall’Usb con lo slogan “Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio”, collegato all’appello della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza.
Alla mobilitazione aderisce anche Usb Università, che denuncia il crescente divario tra gli investimenti destinati alla spesa militare e le risorse per il sistema universitario pubblico. Nel documento diffuso dal sindacato si parla di salari erosi dall’inflazione, aumento della precarietà tra ricercatori e personale tecnico-amministrativo, crescita del costo della vita per gli studenti e rischio di una progressiva subordinazione della ricerca pubblica agli interessi militari e industriali.
Tra i settori a rischio stop in vista dello sciopero rientra inoltre la sanità. Possibili interruzioni potrebbero verificarsi per l’intera giornata lavorativa, dall’inizio del primo turno alla fine dell’ultimo.